CATANZARO-VITERBESE, UN RECUPERO AI CONFINI DELLA REALTA'. LAZIALI CON L'OBIETTIVO COPPA, MA IL CAMPIONATO MERITA RISPETTO. PADOVA-LECCE, UN ANNO DOPO: DESTINI INCROCIATI, TRA RISCHIO RETROCESSIONE E SOGNI DI A

Emilianobrianzola di nascita, munsciasca d'adozione, roman(ist)a nell'anima. Nata nell'anno del secondo scudetto della squadra della Capitale. Laurea in comunicazione causa passione per il giornalismo
02.05.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
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CATANZARO-VITERBESE, UN RECUPERO AI CONFINI DELLA REALTA'. LAZIALI CON L'OBIETTIVO COPPA, MA IL CAMPIONATO MERITA RISPETTO. PADOVA-LECCE, UN ANNO DOPO: DESTINI INCROCIATI, TRA RISCHIO RETROCESSIONE E SOGNI DI A

Ci è capitato una miriade di volte nel corso di questa stagione di scagliarci contro le stranezze (o storture?) occorse lungo le giornate di questo interminabile campionato. Non possiamo esimerci dal farlo anche oggi. E vi spieghiamo perché.

Lo scorso dicembre è stata ufficialmente rinviata la gara Catanzaro-Viterbese, a causa della concomitanza di un'udienza nell'ambito del maxi processo "Stige". Coi calendari affollati (non stiamo qui ad esplicitarne il motivo, lo sappiamo tutti, purtroppo, molto bene) solo a febbraio si è disposta la data di recupero ed è risultata quella odierna. Possiamo già discutere sull'opportunità di recuperare la 16^ giornata di andata a pochi giorni dall'ultimo turno della regular season (ma lo abbiamo già fatto in occasione del big match del Girone A, Piacenza-Virtus Entella), ma se poi ci ritroviamo a dover decidere le sorti di una squadra ancora incerta sul proprio posizionamento in classifica (il Catanzaro, in lotta col Catania per il terzo posto) contro una che decide di presentarsi rimaneggiata (giusto per usare un eufemismo), con 8 giocatori della prima squadra e 9 Berretti per lasciare tranquilli i rimanenti 17 esperti, restati a Viterbo insieme al neomister Rigoli (ieri l'ennesimo coup de théâtre di Camilli che ha allontanato Calabro) per concentrarsi sulla finale di ritorno di Coppa Italia, più di qualcosa non va.

Ci siamo indignati quando il Matera ha mandato in campo una squadra di millennials per evitare la rinuncia e posticipare l'esclusione del club. Lo abbiamo fatto quando il Pro Piacenza aveva minacciato di impiegare la stessa soluzione ed era stato poi fermato sul filo di lana (salvo poi ripresentarsi con una squadra costruita alla bell'e meglio contro tutte le regole). Dobbiamo farlo anche oggi: perché il Catania ha tutte le ragioni di vedere falsata la sua corsa a un miglior piazzamento playoff (finire terzi o quarti cambia notevolmente le sorti della post season, visto che nel primo caso si accede direttamente alla fase nazionale, mentre nel secondo si salta un solo turno della fase a gironi). La differenza reti premia il Catanzaro che, grazie ai 3 punti odierni ha agganciato appunto gli etnei ed ora è inevitabilmente favorito. All'ultima giornata l'undici di Novellino dovrà quindi pensare a battere il Rieti, sperando nel frattempo in una non vittoria dei calabresi contro il Trapani per poter sorpassarli nuovamente.

L'ultima giornata. Già perché a questo punto è lecito chiedersi cosa accadrà alla Viterbese impegnata in casa del fanalino di coda Paganese, in lotta per evitare la retrocessione diretta. Se l'obiettivo imposto dalla società laziale è appunto quello di puntare tutto solo sulla Coppa Italia Serie C (d'altronde con la sconfitta odierna per agganciare il treno playoff, distante 2 lunghezze, ci vorrebbe solo una vittoria e i contemporanei risultati sfavorevoli alle avversarie), ci chiediamo come verrà approcciata una gara che influenzerà le sorti anche del Bisceglie (con più di 8 punti di distacco la Paganese finirebbe direttamente in D). Perché il campionato ne ha già vissute abbastanza e merita di terminare con il rispetto dovuto.

Chiuso questo doveroso capitolo, passiamo agli ultimi 180 appassionanti minuti di lotta salvezza in Serie B: ci si aspettava che oggi - con la disputa del turno infrasettimanale - potessero arrivare i primi verdetti aritmetici, ma i risultati conseguiti dalle squadre che ancora battagliano per la permanenza in cadetteria lasciano aperti alcuni spiragli.

Prima di addentrarci in tali valutazioni, però, ci piace ricordare come di questi tempi, l'anno scorso, il Lecce celebrava la promozione in cadetteria ed ora può sperare addirittura nella Serie A, pur avendo sprecato il primo match-ball proprio contro quel Padova che l'anno scorso festeggiava insieme a lui ed ora sta profondendo, insieme al Livorno (l'altra promossa direttamente in cadetteria) le ultime energie per evitare di tornare da dove è venuto. Il Cosenza, infine, dopo aver sbancato i playoff, quest'anno applaude ad una tranquilla (e meritata) salvezza. 

Tornando agli spiragli salvezza, dobbiamo dire che sono davvero deboli quelli su cui poggiano le speranze del già citato Padova e del Carpi: curioso, però, - e lo ripetiamo - che i biancoscudati siano riusciti nell'impresa (impronosticabile alla vigilia) di bloccare proprio la corsa alla serie maggiore del Lecce. Mentre per guarda riguarda gli emiliani, l'illusorio vantaggio contro la Cremonese si è poi trasformato nell'ennesimo passo falso. Due risultati opposti ma che hanno lasciato comunque Padova e Carpi a languire agli ultimi due posti in classifica, a quota 29 pur senza il sigillo aritmetico della retrocessione: comunque con 5 punti di distacco dai playout, due ipotetiche vittorie nelle ultime due uscite potrebbero non bastare neppure a strappare i playout, visto che dovrebbero comunque coincidere coi contemporanei passi falsi delle avversarie. Per Venezia e Foggia (in coabitazione a quota 34, ma coi satanelli che potrebbero vedersi restituiti dei punti di penalizzazione dalla giustizia sportiva) sono invece 4 i punti di distacco dalla Salernitana (per ora salva), mentre il Livorno è quintultimo a quota 35. Speranze concrete invece per il Crotone coi suoi già 40 punti. Ma tutto può succedere. E come sempre saranno 180 minuti di fuoco e senza esclusione di colpi.