Como vs Renate o la vetta che scotta. Il Perugia non sbaglia un colpo, anzi ne segna sempre almeno tre. Cavese, in quattro gare raddoppiati i punti dell'andata: Bubas e Gerardi i veri affari!
Questo editoriale sarebbe dovuto uscire sette giorni fa. Era già tutto pronto. Il mercato terminato alle 20 e io che analizzo la fine delle trattative, andando a sviscerare i veri affari, cioè quei giocatori che, passando da un club ad un altro, portano un contributo importante alla nuova causa. Poi alcune problematiche personali mi hanno impedito di approfondire la tematica (e grazie al collega Sebastian Donzella per la sostituzione last minute) e, a sette giorni di distanza, non ho accantonato l'idea. Semplicemente l'attualità me ne ha fatte nascere di nuove. Una su tutte: ieri sera, seguendo il derby Lecco-Como, avevo promesso a un paio di amici che se fosse finita come poi è finita (cioè con la vittoria dei blucelesti, anche se - lo ammetto! - pensavo fosse meno roboante di quanto poi è stata) avrei analizzato quanto scotta la vetta del Girone A. Detto fatto. Dopo Como-Renate, 2-1 alla 20^ giornata, avrei scommesso i miei due centesimi sui lariani: col cuore azzurro Jack Gattuso in panchina sembrava proprio avessero trovato la quadra e quel punto di vantaggio sui nerazzurri poteva essere il primo della fuga. La 21^ giornata ha invece stravolto di nuovo gli equilibri: Renate ok col Grosseto, Como ko con la Pistoiese e uomini di Diana nuovamente in vetta, a 2 punti di distacco. La 22^ ci ha quindi regalato l'ennesimo giro di giostra: entrambe hanno chiuso sul 3-0 ma per il Como le tre reti sono state segnate ai danni della Juve U23, il Renate li ha invece subiti dalla Pro Vercelli e le forze si sono nuovamente capovolte. Lariani in vetta, di nuovo a +1. Domenica l'ennesimo coup de théâtre: Renate che pareggia a reti bianche col Pontedera e il Como che viene sbaragliato dal Lecco (a fare male il fatto che dopo il 3-0 dell'andata sia arrivato un ancora più roboante 4-0). Risultato? Como e Renate in vetta insieme, anche se i lariani si godono il doppio scontro vittorioso con le Pantere, che permette loro di essere la vera capolista. Eppure quella vetta sembra proprio bruciare. Tanto meglio per noi che ci godiamo lo spettacolo di questi continui sorpassi e controsorpassi.
Nel Girone B, al netto delle clamorose dimissioni di Zironelli dalla Sambenedettese (i bene informati parlano di una decisione arrivata alla fine di un periodo in cui l'oramai ex tecnico rossoblù appariva sempre più distante dalla società e dalle sue scelte, anche di mercato. Un malumore evidenziato anche dal fatto che dopo il pari di fano in conferenza stampa si è presentato il direttore tecnico Giovanni Improta), un dato che mi ha favorevolmente colpito è la prolificità offensiva del Perugia di Caserta: dall'ultima gara del 2020 - se escludiamo il pari senza reti di Fano - la squadra umbra ha sempre segnato almeno tre gol, per coronare il tutto con il poker contro il Mantova di domenica scorsa per un totale di 16 reti (il 42% dei gol messi a segno finora dagli umbri). Nel dettaglio i numeri recitano: 5 reti di Minesso (tripletta contro il Ravenna), 3 di Falzerano, 2 di Burrai (uno su rigore) e di Bianchimano (doppietta contro il Mantova), e gol singoli di Murano, Vano (anche se dal dischetto), Elia e Kouan. La classifica proietta virtualmente il Perugia (che deve recuperare la gara contro il Cesena rinviata causa Covid) a -1 dal Sudtirol: con questo ritmo incredibile gli altoatesini sono avvisati.
Nel Girone C a fare rumore è senza dubbio l'approdo di Massimo Carrera sulla panchina del Bari: l'ennesima scommessa dei De Laurentiis, visto che l'ex difensore (in biancorosso tra il 1986 e il 1991, per un totale di più di 150 presenze che lo hanno fatto esplodere nel grande calcio) non ha mai allenato in Serie C, ma vanta tre stagioni nella massima serie russa alla guida dello Spartak Mosca (un primo posto, un terzo posto ed un esonero all'attivo) e una e mezza nella massima serie greca con l'AEK (esonerato lo scorso dicembre, dopo il terzo posto conquistato l'anno scorso entrando in corsa). Difficile capirne il perché. Ma interessante è il percorso della Cavese, anche se una mano l'ha data anche il cambio di regolamento che non prevede più la retrocessione diretta dell'ultima classificata ma due addii post-playout (quartultimo vs ultima; terzultima vs penultima): l'avvento di Campilongo non aveva portato una vera e propria sterzata dato che i metelliani erano incappati in due passi falsi di fila, ma dall'inizio del girone di ritorno ecco la svolta. 8 punti conquistati in 4 gare (due pari, a Vibo Valentia e - molto più importante, a Bari, e due vittorie in scontri diretti: Bisceglie e derby contro la Paganese), quando nell'intero girone di andata la squadra campana aveva collezionato lo stesso punteggio (8 punti in 18 gare). Fondamentale l'impronta dell'allenatore che è riuscito ad amalgamare una rosa rivoluzionata, con 12 acquisti e con un'aria nuova che si respira nel gruppo. Anzi proprio questo ci permette di sottolineare ciò di cui accennavamo all'inizio riguardo ai nuovi arrivati: Bubas (4 reti e 5 punti) e Gerardi (1 rete e 3 punti) sono sicuramente coloro i quali possiamo definire gli affari di questa sessione invernale.
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