Dimissioni, addii a sorpresa e inattesi ritorni. In Serie C le panchine si fanno sempre più incandescenti: già 33 hanno cambiato almeno una volta

22.02.2023 00:00 di Tommaso Maschio   vedi letture
Dimissioni, addii a sorpresa e inattesi ritorni. In Serie C le panchine si fanno sempre più incandescenti: già 33 hanno cambiato almeno una volta
TMW/TuttoC.com

Addii a sorpresa, ritorni inattesi, esoneri per ridare entusiasmo, dimissioni e chi più ne ha più ne metta. In Serie C nell'ultima settimana le panchine sono diventate più incandescenti che mai portando a ben 33, su 60, le squadre che hanno almeno una volta cambiato tecnico in questa stagione. Il tutto a tre mesi abbondanti dalla fine delle stagione, cosa che ci fa credere che – visto il trend – il dato andrà aggiornato ancora.

La scorsa settimana hanno infatti cambiato il Crotone, da secondo in classifica, affidandosi a Lamberto Zauli dopo la rottura con Franco Lerda per “operare un cambiamento per restituire entusiasmo all’ambiente”. E poi i ritorni di Esposito alla Gelbison e Antonioli all'Imolese, l'esonero di Rebuffi ad Alessandria, con la squadra in piena lotta salvezza come da pronostico, e quello di Scazzola a Piacenza, con la squadra in caduta libera, fino ad arrivare a quelli degli ultimi giorni con il Mantova che ha salutato Nicola Corrent, da tempo nel mirino della tifoseria, la Pro Vercelli che ha scelto Gardano della Primavera per sostituire Paci in prima squadra e l'esonero, molto raro, in casa Albinoleffe dell'ex difensore Biava e poi l'addio burrascoso di Fabio Gallo a Foggia con le dimissioni presentate come un fulmine a ciel sereno.

Quest'ultimo addio è nato da divergenze sul rinnovo di contratto, e anche sul mercato con l'ingaggio di Vacca che non sarebbe stato gradito dal tecnico, almeno stando alle parole del presidente e del direttore sportivo del Foggia. Anche se dietro ci sarebbero delle ingerenze non gradite da Gallo da parte della proprietà e rapporti tesi che sarebbero peggiorati dopo l'eliminazione in Coppa Italia Serie C. Dimissioni arrivate dopo 4 mesi dal subentro al posto di Boscaglia con la squadra che veleggia al quarto posto e un bottino di 15 vittorie in 27 gare (media di quasi due punti a partita).

I ritorni inattesi di cui sopra sono invece quelli che riguardano le panchine di Mantova e Albinoleffe: i virgiliani infatti si sono affidati a quel Andrea Mandorlini che Setti conosce bene avendolo avuto all'Hellas Verona in una delle più felici esperienze del romagnolo in panchina. Fermo da un anno dopo la delusione della mancata promozione con il Padova il tecnico ha deciso di sposare il progetto lombardo probabilmente proprio per la presenza del vecchio sodale che da tempo, si vocifera, è al lavoro per vendere i gialloblù e dedicare maggiore tempo e forza al progetto di riportare in alto la squadra biancorossa. Mandorlini potrebbe essere il primo tassello anche se il presente invita a pensare al concreto, ovvero alla salvezza. I bergamaschi invece hanno deciso di affidarsi a un tecnico che era sparito dai radar dopo aver incantato per un decennio Cittadella. Le ultime avventura di Claudio Foscarini infatti non sono memorabili e bisogna addirittura tornare al 2018 per trovarle: 9 panchina con l'Avellino e poi altre 6 con il Padova a cavallo fra le due stagioni. E poi un lungo oblio fino a oggi quando l'Albinoleffe ha deciso di estrarre dal cilindo il suo nome per andare, anche in questo caso, alla caccia della salvezza e magari di un posto in quei play off che distano appena tre punti. Con Foscarini che punta in un rilancio della carriera e magari nell'apertura di un nuovo ciclo vincente.