Domani sapremo quante saranno le escluse. E si aprirà la corsa a ripescaggi e riammissioni. Con nuovamente delle grandi assenti: le seconde squadredi cui proprio non si vuole fare a meno

14.07.2021 00:15 di Tommaso Maschio   vedi letture
Domani sapremo quante saranno le escluse. E si aprirà la corsa a ripescaggi e riammissioni. Con nuovamente delle grandi assenti: le seconde squadredi cui proprio non si vuole fare a meno
TMW/TuttoC.com

Giovedì prossimo si conoscerà la sorte delle sei squadre in bilico dopo la prima bocciatura della COVISOC alla domanda di iscrizione ai rispettivi campionati. Con la coda, per chi vorrà, di ricorrere al al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni entro due giorni dalla conoscenza dell'atto impugnato. Ultimo passaggio questo per sperare di scongiurare il fallimento e la sparizione dal calcio che conta. Tremano in sei - Chievo Verona in Serie B, Novara, Carpi, Sambenedettese, Casertana e Paganese in Sere C - sperano almeno in sette. Tante infatti, nella peggiore delle ipotesi, saranno le squadre che dovranno essere ripescate o riammesse in terza serie. In caso di bocciatura del Chievo infatti il Cosenza salirebbe in cadetteria, mentre un posto è già certo da assegnare per la decisione del Gozzano di non iscriversi al campionato dopo la vittoria della Serie D. Molte squadre hanno già mosso i primi passi per provare la carta del ripescaggio/riammissione, anche se poi bisognerà vedere quante avranno le risorse economiche – e si parla di molti soldi, ancor di più in un momento di crisi come questo – per completare tutto l'iter che porterebbe le porte della Serie C ad aprirsi per loro.

Il presidente Ghirelli, intervistato da questo sito, ha detto di non aver paura che possa esserci un problema di organico e che fra retrocesse e squadre della graduatoria della Serie D se ne troveranno abbastanza per arrivare alle 60 squadre necessarie per confermare il format della terza serie anche l'anno venturo. Parole che fanno ben sperare visto che arrivano dal presidente della Lega Pro che ha certamente più chiara la situazione dei vari club rispetto a noi addetti ai lavori.

Ci sarebbero, in linea molto teorica, anche le famose seconde squadre che avrebbero sulla carta la precedenza per occupare eventuali buchi d'organico. Ma anche a questo giro nessun club delle serie maggiori sembra intenzionato a sfruttare l'opportunità e seguire l'esempio di una Juventus che appare sempre più come mosca bianca e che nonostante i tanti sbandierati successi economici e tecnici non è riuscita a trascinare nessun altro club in questa avventura. E visto che il fallimento del progetto è ormai palese le strade sono solo due: abolirle o ripensarle radicalmente. La prima ipotesi non sembra essere percorribile, almeno stando alle parole di Ghirelli che – sempre nell'intervista – ha ribadito la bontà delle seconde squadre citando la Spagna come esempio virtuoso in questo senso; la seconda probabilmente sì e in parte lo stesso numero uno ha accennato a questa possibilità parlando di sfruttare “l’occasione di una nuova valutazione con le nuove regole (relative alle multiproprietà), che tra l’altro saranno presto integrate”. Vedremo se con le modifiche qualche altro club proverà questa strada o se si rivelerà un altro buco nell'acqua in un paese che non ha mai visto di buon occhio la nascita di cloni delle big da inserire in un campionato che invece ha fra i suoi punti forti il radicamento con il territorio e le piazze più o meno grandi e blasonate.