Dopo il caso Lazio-Salernitana potrebbe esserci il caso Reggiana-Lentigione. Gli Amadei hanno il piede in entrambe le staffe e la mancata promozione in Serie B del padre potrebbe compromettere i sogni del figlio

01.06.2022 00:01 di Tommaso Maschio   vedi letture
Dopo il caso Lazio-Salernitana potrebbe esserci il caso Reggiana-Lentigione. Gli Amadei hanno il piede in entrambe le staffe e la mancata promozione in Serie B del padre potrebbe compromettere i sogni del figlio
TMW/TuttoC.com

Il Lentigione è al primo posto per il ripescaggio in Serie C. Questo è un dato innegabile, così come la solidità del club emiliano che non avrebbe problemi a versare eventualmente i 300mila euro a fondo perduto (che comunque potrebbero essere evitati qualora fosse ripescato al posto di una delle nove squadre che hanno vinto la Serie D). Ma alla fine la domanda di ripescaggio potrebbe non essere avanzata e questo per due motivi principalmente: da un lato il fatto che non abbia un impianto a norma per la terza serie, aspetto che al momento appare insormontabile anche se potrebbe arrivare una deroga di un anno; dall’altro invece il problema è legato alla proprietà ed è molto più difficile da superare.

Il presidente del Lentigione infatti è Alfredo Amadei, figlio di quel Romano Amadei che è socio e presidente onorario della Reggiana. Per le norme federali sulle multiproprietà, come abbiamo visto recentemente in Serie A con Salernitana e Lazio entrambe di proprietà di Claudio Lotito, non è possibile infatti che due società abbiano la stessa proprietà, una norma estesa anche ai consanguinei come in questo caso. Una situazione che costringerà entro il 2024 anche De Laurentiis – Napoli e Bari – e Setti – Hellas Verona e Mantova – a dismettere una delle due società a meno di improbabili incroci nella stessa serie già nella prossima stagione. La mancata promozione in Serie B della Reggina, prima beffata dai cugini del Modena e poi eliminata ai quarti dalla Feralpisalò, oltre a recare un danno alla stessa società che ora dovrà rivedere i propri piani e probabilmente anche tagliare il budget per la prossima stagione, lo ha recato di rifletto al Lentigione che ora si trova impossibilitato a salire di categoria, qualora dovesse liberarsi qualche posto in terza serie, a causa della presenza della Reggiana.

Un problema che al momento, almeno a chiare lettere, non è stato preso in considerazione né dal presidente Amadei (“Sognare è lecito e non precludo nulla. Le condizioni tecniche ci sono tutte e da parte della compagine societaria c’è la volontà di fare qualcosa tenendo sempre i piedi per terra. L’intenzione è seria, ma la valutazione non è solo una questione tecnica, ma anche economica poi se ci saranno le possibilità di realizzare un sogno perché no”) né dal ds Biagini (“Per coefficiente media punti siamo al primo posto nella graduatoria per il ripescaggio. Conosciamo bene le regole, devi sottostare a tante richieste. Le valutazioni sono in corso e al momento non sono state prese ancora decisioni ma c'è la volontà di verificare tutte le situazioni"), ma che è reale. È vero che in Serie D Reggiana e Lentigione hanno giocato assieme, ma lì i regolamenti sono diversi rispetto a quelli del calcio professionistico.

L’unica possibilità è che uno dei due Amadei lasci la sua creatura e passi la mano a un compratore terzo. Un’ipotesi al momento molto improbabile visto che Alfredo Amadei, pur essendo stato corteggiato dalla Reggiana, non sembra intenzionato ad abbandonare il Lentigione e il padre Romano subito dopo la cocente eliminazione dai play off ha ribadito l’intenzione di non lasciare la Reggiana.