È SEMPRE COLPA DEI GOVERNI, PARDON COMMISSARI, PRECEDENTI. INTANTO ALTRI CINQUE CLUB RISCHIANO DI SPARIRE. MA DAL PROSSIMO ANNO SI CAMBIERÀ. IO RESTO INCREDULO COME IL SANTO DI CUI PORTO IL NOME

21.12.2018 00:00 di Tommaso Maschio  articolo letto 1511 volte
È SEMPRE COLPA DEI GOVERNI, PARDON COMMISSARI, PRECEDENTI. INTANTO ALTRI CINQUE CLUB RISCHIANO DI SPARIRE. MA DAL PROSSIMO ANNO SI CAMBIERÀ. IO RESTO INCREDULO COME IL SANTO DI CUI PORTO IL NOME

È sempre colpa dei governi precedenti. Vale in politica (quante volte abbiamo sentito questa frase come scusa per la mancata realizzazione delle promesse elettorali?) come nel calcio. L’altro giorno infatti il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, uno che qualche posto che conta lo ha occupato nel recente passato e non è certo piovuto sulla poltrona che fu di Gabriele Gravina per caso, ha attaccato “tutti i commissari che il Coni nominò in FIGC” accusandoli di essere causa dell’ennesima moria di società in Serie C. Al momento infatti sono quattro, forse cinque, le squadre che non sanno neanche se scenderanno in campo nel fine settimana o se lunedì esisteranno ancora: Cuneo Pro Piacenza, Matera, Reggina (la Lucchese sarebbe appunto la quinta). Non male per quello che doveva essere l’ennesimo anno zero del nostro calcio dopo i fallimenti di grandi piazze come Bari, Cesena, Modena, Vicenza e Avellino nella passata stagione, e i conseguenti “mai più casi X” gridati ai quattro venti ai vari livelli del calcio italiano senza che poi facesse seguito una riforma che davvero impedisse ennesimi scempi. Dal prossimo anno sarà un’altra musica come ha scritto ieri il collega Donzella. Probabilmente aggiungo io perché facendo fede al nome che porto “non credo finché non vedo” e la prossima estate se sarà mi spargerò il capo di cenere, ma fino ad allora resto nella mia incredulità di Tommaso.

“Avete qualche consiglio da darmi sul come gestire l’assurda situazione in cui ci troviamo e il cui merito va ascritto a tutti voi? Vi chiedemmo con Gabriele Gravina, allora Presidente della serie C di mettere fuori dal campionato le squadre che non avevano le fideiussioni, ci avete risposto no e avete costruito un provvedimento assurdo, incomprensibile che porta alla sofferenza dei cinque club, tra cui il Pro Piacenza e consegna una situazione insopportabile per i club, gli altri, che hanno rispettato le regole”. Scrive ancora Ghirelli cercando di scaricare di dosso a se stesso e al sodale Gravina responsabilità di ogni genere di fronte a un nuovo disastro imminente sempre uguale a quelli precedenti dove basta cambiare nomi e loghi societari, ma non l’esito finale. Da queste parole si evince, magari sbagliando, che il presidente (e il direttore generale) della terza lega professionistica italiana non conta praticamente nulla, non avendo gli strumenti e i poteri per dare regole precise alle sue iscritte, per evitare che ciclicamente le squadre vadano in sofferenza e poi spariscano. Suona strano sopratutto se detto da un uomo navigato come Ghirelli che non è certo un novizio.

Prima era colpa del mancato cuscinetto fra Serie B e Serie C che portava le squadre che retrocedevano in terza serie a crisi finanziarie e spesso al fallimento dopo qualche anno di tribolazioni, ora è la volta dei “commissari precedenti” che non hanno fatto abbastanza. Tutto pur di auto assolversi come accade nella politica con la P maiuscola dove dai “governi precedenti” a supposti “poteri forti” la responsabilità dei propri fallimenti non viene mai assunta, ma sempre demandata per continuare a sopravvivere e presentarsi ogni volta come novità salvifica.