ENTELLA, COME ROVINARSI IL FINALE. SALVARSI CON -25? LA FINE DEL CALCIO

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
24.04.2019 01:00 di Ivan Cardia   Vedi letture
ENTELLA, COME ROVINARSI IL FINALE. SALVARSI CON -25? LA FINE DEL CALCIO

Excusatio non petita, accusatio manifesta. Così dicevano i latini, perché giustificarsi prima del tempo vuol dire ammettere i propri errori, o la propria malafede. Qui di malafede non vi è ombra, magari qualche parere personale che non troverà d’accordo tutti. Per questo urge la prima premessa di un editoriale che ne avrà un paio: ciò che è successo quest’anno alla Virtus Entella è fuori da ogni logica. I liguri, di fatto, sono stati costretti a iniziare il proprio campionato a novembre e a viverlo come un’eterna rincorsa. È logico, era inevitabile, che arrivassero a fine stagione più scarichi di altri. Sono in riserva, però. E da un paio di mesi vincono troppo poco, per quanto potrebbero.

A pensarci, anche il fatto di aver giocato la gara di andata contro il Piacenza dopo quella di ritorno è un’assurdità che non avremmo mai voluto vedere. Peraltro, non hanno neanche giocato male, e nello specifico non peggio degli emiliani, ma hanno perso. E rischiano, a un passo dal traguardo, di chiudere davvero per secondi. Con l’incognita dei playoff: spesso, li vince chi arriva meglio, e la squadra di Boscaglia non sta chiudendo nel migliore dei modi. È un peccato, di cui a Chiavari non hanno grandi colpe, ma a cui dovrebbero trovare una soluzione: l’unico vantaggio di questa stagione disastrata era quello di giocare sapendo di poter costruire un vantaggio impressionante. Lo hanno dilapidato e ora si trovano a inseguire. Senza nulla togliere al bel Piacenza di Franzini, per tutto quello che è successo in questa annata 2018/2019, l’Entella meriterebbe la B. Andamento recente alla mano, il rischio della beffa finale pare davvero dietro l’angolo.

Ricorderemo questa stagione anche perché, sempre nel girone A, una società potrebbe salvarsi con una penalizzazione da 23 o 25 punti. Altro giro, altra premessa: i giocatori, gli staff tecnici, le dirigenze di Cuneo e Lucchese meriterebbero la salvezza. Sarebbero entrambe in zona playoff se non fosse per quei numeri col segno meno davanti, e dal punto di vista sportivo quello che questi ragazzi stanno facendo è comunque qualcosa di incredibile, non scontato, da ammirare.

Però c’è il risvolto della medaglia: quello in cui rischi, seppure con merito degli uomini e tra mille difficoltà, di salvarti con una penalizzazione così pesante. Vuol dire che la società ha sbagliato tutto, è andata oltre ogni possibilità e ha passato ogni limite. È un danno per quei ragazzi che da mesi fanno i miracoli senza certezza del futuro, ma è una presa in giro nei confronti di tante altre società che di difficoltà economiche ne avrebbero comunque, eppure rischiano di vedersi superate da chi non aveva i requisiti di competere. Se gareggi senza poterlo fare violi la regola base di ogni gara. Ed è, non si offenda chi sta lottando con dignità e per la propria dignità, un po’ la fine del calcio.