Filosofie presidenziali a confronto. La flemma di Comper, la schiettezza di Di Nunno. Diversità da preservare.

02.11.2021 00:00 di Dario Lo Cascio Twitter:    vedi letture
Filosofie presidenziali a confronto. La flemma di Comper, la schiettezza di Di Nunno. Diversità da preservare.

Negli ultimi giorni due presidenti sono saliti alla ribalta delle cronache della Serie C. Uno è un volto nuovo per la categoria, l'altro no. Parliamo di Gerhard Comper, nuovo numero uno del Sudtirol, e Paolo Di Nunno, patron del Lecco. Ribalta raggiunta per motivi diversi. 

Comper è stato eletto dal Consiglio d'Amministrazione del club di Bolzano nuovo presidente, per succedere all'uscente Walter Baumgartner. "Sono particolarmente orgoglioso della fiducia che mi è stata accordata. Ringrazio in particolare tutti i soci per avermi nominato alla carica di presidente di questa società dopo aver eletto il nuovo Cda. Ricevo il testimone da Walter Baumgartner, che ringrazio personalmente per quanto ha saputo dare al club biancorosso in quasi tredici anni di presidenza, contraddistinti da una crescita costante nel segno della programmazione e dell’oculata gestione economica. Assumo l’incarico con l’intenzione di dare continuità a quanto è stato fatto fino ad oggi e con il desiderio di cercare di crescere ulteriormente. Il momento attuale è molto felice: la squadra è al vertice e nel corso dell’assemblea abbiamo approvato un bilancio che è lo specchio fedele del buon stato di salute della società. Sono stati fin qui raggiunti obiettivi importanti, anche in termini di infrastrutture, ora dobbiamo guardare al futuro prossimo con fiducia, sulla linea tracciata, cercando di fare un passo dopo l’altro in avanti, prefissandoci obiettivi importanti". Queste le parole di Comper, che ha dimostrato sin da subito la proverbiale flemma che contraddistingue la società dell'Alto Adige. Un modo di gestire il club che ha contraddistinto da sempre il Sudtirol. E che, sembra, stia ripagando. I biancorossi sono primi in classifica, imbattuti. Un lavoro silenzioso quello del Sudtirol, soprattutto da parte della società.

Un altro presidente nelle scorse ore ha fatto parlare di sé. Paolo Di Nunno del Lecco ha sbottato senza peli sulla lingua al termine del pareggio con la Virtus Verona: "Dopo 4 partite e una crisi di punti ho pensato di lasciare una settimana ad allenatore, vice e Direttore Sportivo. Se la prossima settimana sbaglieranno ancora, non ci sarà niente da dire e potranno trovarsi un’altra squadra. Non è giusto che una squadra vada a cento all’ora e poi a venti: sono in panchina e vedo cose che non mi piacciono, ho dovuto far fare io i cambi. Una squadra parte in volata, poi perde una partita per caso e sparisce: è normale? Sto qua a Lecco solo per i tifosi che me l’hanno chiesto, sono stanco". Possiamo anche da un lato comprendere la schiettezza di un presidente sanguigno come Di Nunno, che parla innanzitutto da patron e anche da tifoso. Vuole vedere la sua squadra vincere, non soffrire. Anche se l'attacco è stato piuttosto violento e va sottolineato che il Lecco non è certo ultimo in classifica, bensì sesto, ha comunque ottenuto risultati pesanti - vedi il successo sul Padova - e appare in linea con gli obiettivi del suo campionato. Vedremo se questo atteggiamento risulterà funzionale.

Filosofie a confronto, molto diverse tra loro ma la Seri C è anche questo. Alla fine è il risultato del campo quello che conta. La riflessione che facciamo è che queste diversità - seppur in alcuni casi esasperate - sono anche un valore aggiunto per il calcio di Serie C. Ma per farlo bisogna cambiare il sistema. Ogni anno si parla di riforme, c'è sul tavolo una proposta per cambiare radicalmente i campionati da tempo. Ma si farà? La sensazione è che quando arriva il momento di decidere concretamente, tutto venga puntualmente rinviato. Per un motivo o per l'altro. E soprattutto dopo questa pandemia, il rischio di veder crollare tutto come un castello di carte è davvero molto alto.