Il brand della Lega Pro va tirato a lucido. Compito dei presidenti. Una necessità indispensabile. Alla base di un progetto di grande sostenibilità

Il brand della Lega Pro va tirato a lucido. Compito dei presidenti. Una necessità indispensabile. Alla base di un progetto di grande sostenibilitàTMW/TuttoC.com
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giovedì 25 febbraio 2016, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani

Un progetto di grande sostenibilità. Questa è la necessità impellente. Indispensabile. Il brand della Lega Pro, per risollevarsi, va tirato a lucido. E’ la chiama alle dovute responsabilità per i dirigenti sportivi di quella categoria. Perché, valutati con attenzione alcuni recenti comportamenti, una tiratina d’orecchie è indispensabile.

Alle ombre sulla regolarità di alcuni risultati, si aggiungono alcuni tentativi di aggressione  a direttori di gara. Si registrano estemporanee invasioni, con minacce di ritirare la squadra dal campo. Cresce a dismisura, a tutte le latitudini, la contestazione, di molti dirigenti, che punta il dito contro diversi aspetti del sistema. 

Macigni gettati nel “lago” della scontentezza generale che alzano onde pericolose sulla credibilità dell’azienda calcio di quella categoria.

L’aspetto emotivo, frutto della scarica di adrenalina che provoca l’evento sportivo, pone nell’immediatezza in secondo piano, tutti gli aspetti relativi all’immagine di quel marchio. Sbagliando.

Tutte reazioni istintive e negative delle quali, a mente fredda, si è portati, comprensibilmente, a pentirsene.

La Lega Pro necessita, invece, di sostenibilità. Di credibilità. Di impegno progettuale di solidità economica. Nessuno meglio dei suoi presidenti può contribuire alla realizzazione di un programma di positiva visibilità e con solide basi finanziarie. Condiviso dalla base nella sua totalità.

In passato ho più volte argomentato sui tagli effettuati dal Coni alle risorse economiche per il calcio. Alle difficoltà di sedersi al tavolo delle trattative con pari opportunità, colloquiando a sistema con i rappresentanti della categorie superiori, A e B. Tutti aspetti negativi che penalizzano esclusivamente la Lega Pro. Dove quelle Società, stagione dopo stagione, accusano perdite complessive annue nell’ordine di 80/90 milioni di euro. Carenze finanziarie dimostrate dai fatti.

Una struttura che, autonomamente non riesce a consolidarsi e che,  per difficoltà economiche, perde pezzi al termine di ogni campionato. Piazze, anche importanti, costrette a ripartite dalle categorie dilettantistiche. O meteore che si affacciano al professionismo per poi scomparire nel volgere di una sola stagione sportiva.

Il brand della Lega Pro necessita di un progetto di sostenibilità qualificata. Il lavoro certosino messo in campo da chi vi è addetto non va disperso.

Fintanto che, della terza serie, non si riuscirà ad esportare una immagine affermata e di successo non ci potrà mai essere il supporto di importanti partner finanziari. Non ci si potrà mai avvalere del contributo, nel tempo, di sponsor affermati. Aziende leader dell’imprenditoria, anche internazionale, non vorranno mai associare il loro marchio a quello della Lega Pro. 

Si dovrà accusare, sempre, la mancanza di quegli investimenti. 

Il futuro, per le Società della ex serie C, rimarrà in quel caso sempre nebuloso. Si renderà sempre più evidente il pericolo di ripetuti, continui tagli all’organico. Si farà, inevitabilmente, di necessità virtù. A dispetto di tutte le norme e di tutti i regolamenti.

Si è giunti a un bivio. Occorre fare un salto di qualità. E’ il momento in cui i presidenti e tutta la classe dirigente delle Società di Lega Pro diano palese dimostrazione delle loro capacità. Della loro maturità sportiva. Sta a loro ridisegnare, con successo, il futuro. E’ nelle loro corde. 

Contribuiscano, con i loro comportamenti e con le loro esternazioni, ad offrire una immagine, la migliore possibile, della categoria. Dimostrino di essere i degni porta voce del sistema calcio che gli appartiene.

Riferito alle loro ripetute intemperanze mi concedo una battuta

Rammentino una delle regole non scritte del mondo del calcio. Forse la più importante:  nell’arco di un campionato tutte le decisioni si compensano. In negativo ed in positivo. Sempre.

E statene certi, accade a tutte le latitudini!