Il Covid-19 incide pesantemente anche sui playoff. Non chiamiamola stagione normale. Palermo e Potenza cercano nuovi investitori, mentre Samb e Catania tremano: fra aste probabilmente deserte e Tacopina che non ne vuole più sapere

14.05.2021 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
Il Covid-19 incide pesantemente anche sui playoff. Non chiamiamola stagione normale. Palermo e Potenza cercano nuovi investitori, mentre Samb e Catania tremano: fra aste probabilmente deserte e Tacopina che non ne vuole più sapere

Quella che sta per concludersi è stata una settimana di transizione. Una sorta di ‘Terra di Mezzo’ di tolkeniana memoria, fra la stagione che volge al termine e quella che ancora deve nascere.
Se da una parte, infatti, i playoff hanno intrapreso il loro percorso e i playout lo faranno nella giornata di domani, dall’altra ci sono società che sono alle prese con la programmazione, con le valutazioni, ma soprattutto con le trattative per la cessione dei rispettivi pacchetti di maggioranza. E così, fra un match decisivo e un meeting risolutivo, la nuova stagione sta iniziando a dar spazio alla nuova.

PLAYOFF E COVID-19 - Come detto la sfida per accaparrarsi l’ultimo pass per la Serie B è iniziata e, com’è tradizione in Serie C, non sono mancati i problemi. Purtroppo il Covid-19 ci ha messo lo zampino e il match fra Triestina e Virtus Verona è finito per essere rinviato a domenica prossima. “Abbiamo quindici giocatori a disposizione più un altro che potrebbe negativizzarsi” ha spiegato nelle scorse ore il presidente-allenatore dei veneti Luigi Fresco, dando il chiaro segnale che, comunque la si pensi, questo confronto sarà condizionato in maniera evidente. Una situazione, questa, che ha riproposto di nuovo il tema dell’organizzazione di questi playoff, mettendo a confronto chi è stato fin da subito a favore della creazione di una sorta di 'bolla' per le squadre impegnate e chi, invece, ha supportato una gestione più classica dell’evento, anche se con tutte le dovute accortezze che i protocolli impongono.
Dire, oggi, se sarebbe stato meglio o peggio seguire l’una o l’altra linea, però, non credo avrebbe grande utilità. La scelta è stata fatta e si spera che il prossimo anno il problema della pandemia sia solo un lontano ricordo. Quello che però deve rimanere bene in mente è che questa stagione, seppur con tutti gli sforzi del caso, è stata inficiata in modo importante dalla piaga del Covid-19. E questo vale, senza distinzioni, per A, B o C. Non credo sia giusto definirla irregolare, ma sicuramente non è stata normale.
Per questo motivo tante società stanno riflettendo sul da farsi per il prossimo anno. E non solo quelle già note alla cronache.

DESTINI DA SCRIVERE - Palermo e Potenza sono, ad esempio, due realtà alla ricerca di nuovi investitori che prendano il posto di quelli attuali, arrivati al limite delle proprie possibilità e indirizzati a rivolgere altrove le loro attenzioni. E come loro potrebbero presto essercene altre, proprio dal novero di quelle che oggi sognano la Serie B grazie ai playoff, oppure tra quelle appena retrocesse dalla medesima categoria (si è parlato del Pescara ma Sebastiani ha rassicurato tutti). Il passaggio da una lega all’altra, infatti, comporta un dislivello importante in termini economici (circa l’80%) che fa la differenza fra la sopravvivenza e il tracollo di una società.
Situazione diversa per Sambenedettese e Catania. I marchigiani sono oramai in attesa dell’asta fallimentare fissata dal Tribunale di Ascoli Piceno per mercoledì prossimo, con una base per le offerte a partire da 400mila euro. I curatori fallimentari hanno atteso fino a martedì l’arrivo di offerte vincolanti da parte dei soggetti che avevano palesato interesse nei confronti del club rossoblu, ma l’attesa è stata vana. Per questo adesso si dovrà attendere l’esito dell’asta del 19 che se dovesse andare deserta verrà ripetuta nei giorni successivi con una base di partenza per le offerte via via sempre più inferiore. E al momento le indicazioni non danno certezze circa interessi particolarmente concreti.
A Catania, invece, lo spettro di veder scomparire definitivamente Joe Tacopina si fa sempre più reale. L’avvocato italo-americano ha fatto la sua ultima offerta nei giorni scorsi (1,5 milioni di euro subordinati alla copertura da parte dell'attuale proprietà degli oneri previsti per l'iscrizione al prossimo campionato con anche l'ottenimento dell'ok al piano di riduzione del debito da parte del tribunale entro i primi di giugno), ma questa è stata ritenuta insufficiente dall’attuale proprietà. Per questo motivo dall’ex di Roma, Bologna e Venezia è arrivato un secco no a nuove proposte. Dunque alla Sigi oggi non rimane altro che sperare in un ripensamento oppure trovare piste alternative. Anche le amministrazioni locali stanno valutando come intervenire per agevolare la situazione. Perdere Tacopina per Catania e il Catania sarebbe un mezzo disastro visto che i soggetti emersi finora non danno certe le medesime sicurezze del manager newyorkese. E questo fa davvero paura.