Il fatto della settimana - A Foggia torna la paura: il caso Gentile scuote la Serie C

06.12.2020 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
Il fatto della settimana - A Foggia torna la paura: il caso Gentile scuote la Serie C
TMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com

Il vile atto intimidatorio di cui è stato vittima l'ex capitano del Foggia Foggia Federico Gentile è una vicenda di cronaca nera della quale avremmo fatto volentieri a meno di parlare. La Procura sta indagando per individuare i responsabili di un gesto inqualificabile che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi, visto che nel momento in cui le fiammo hanno raggiunto la porta della sua abitazione il calciatore si trovava all'interno con la moglie e i due figli. E purtroppo non si può parlare di caso isolato: due anni fa fu fatta esplodere una bomba carta nel giardino di casa di Busellato, ora al Pescara e pochi mesi più tardi venne incendiata l'auto del centravanti Iemmello passato in estate al Las Palmas dopo un campionato da protagonista a Perugia.

Gentile, comprensibilmente scosso, ha commentato così quanto accaduto: "Mi dispiace per quanto accaduto, ma voglio guardare avanti. Sto pensando di lasciare Foggia - ha detto - è un episodio grave che ha scosso me e la mia famiglia. Rifletterò nei prossimi giorni. Ringrazio tutti i tifosi che mi hanno dato solidarietà, questa città non merita tutto questo. Questa è delinquenza e non appartiene assolutamente al mondo dello sport e del calcio". Per tutelare il difensore rossonero e la sua famiglia il prefetto Raffaele Grassi, al termine di un vertice al quale ha preso parte anche la Lega Pro, d'intesa con le forze dell'ordine ha disposto un piano di sicurezza. Ghirelli ha fermamente condannato l'episodio esprimendo massima vicinanza: "Quello che è successo è contro il calcio e i suoi valori ed in particolare in questo periodo di fragilità dettato dal Covid-19. In quella casa c'era una famiglia e c’erano bambine. La violenza non ha mai senso e non può attaccare la vita di nessuno".

Tanta amarezza anche nelle parole del presidente del club pugliese Roberto Felleca: "Questo è il più grave dei tanti attacchi, che finora erano stati solo verbali, che stiamo ricevendo da lungo tempo a questa parte, anche se non credo che siano meritati perché come società, e con l'aiuto di Gentile, in un anno solo abbiamo riportato il professionismo a Foggia, e stiamo ora facendo un campionato di vertice. Trovo assurdo che nel 2020 accada ciò, che un calciatore non possa sentirsi libero di camminare in centro città, sono atti che spiegano come mai in una recente classifica, Foggia sia risultata la città meno vivibile di Italia. Hanno minato la nostra tranquillità, queste sono cose che fanno riflettere, e quando rifletto io... poi tiro le somme".

Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore tecnico Ninni Corda: "ll gesto di questo miserabile non va naturalmente ad infangare un intera tifoseria e una comunità ma sicuramente distrugge la serenità di una famiglia e la nostra serenità la mia in particolare per la stima e affetto che provo per Federico e per la sua meravigliosa famiglia,,,vediamo ora gli avvelenatori di pozzi ,chi continuamente getta benzina sul fuoco come reagirà ...ora è il momento dei fatti senza se e senza ma ,,,Federico ha l'unica colpa di avere fatto il suo dovere a 360 gradi da un anno e mezzo a questa parte sempre per il bene del Foggia e di essere legato a me e a questa società...per il resto uso una frase di Enzo Tortora...lui è innocente ,spero lo siate anche voi".