Il fatto della settimana - Bari, non c'è pace tra gli ulivi. Dal flop in Coppa alla fake news sulla cessione della società: la partenza è ancora in salita

29.08.2021 00:00 di Marco Pieracci   vedi letture
Il fatto della settimana - Bari, non c'è pace tra gli ulivi. Dal flop in Coppa alla fake news sulla cessione della società: la partenza è ancora in salita
TMW/TuttoC.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

"Il presidente De Laurentiis sta lavorando alla cessione della proprietà del Bari, questa decisione sarebbe dovuta al problema legato alle multiproprietà dei presidenti. Il gruppo a cui sarà ceduta la società pugliese sembra essere di livello alto". É stato il giornalista sportivo Raffaele Auriemma a lanciare questa clamorosa indiscrezione mercoledì, intervenendo nel corso di una trasmissione radiofonica sull'emittente napoletana Radio Marte. Nel giro di poche ore è arrivata però la categorica smentita della società pugliese: "Il presidente Luigi De Laurentiis ha appreso con estremo stupore quanto dichiarato in radio dal sig. Raffaele Auriemma in merito a una presunta trattativa per la cessione della SSC Bari. La notizia, destituita di qualunque fondamento, stupisce per tempistica oltre che per inconsistenza; fake news di questo tipo non hanno altro scopo che il clamore, soprattutto in un momento in cui la nostra attenzione è totalmente rivolta alla costruzione di una squadra che possa affrontare al meglio l’imminente stagione sportiva".

Del resto viene difficile pensare che dopo tanti milioni investiti, soprattutto in queste ultime due stagioni con risultati inversamente proporzionali agli sforzi economici sostenuti, la famiglia De Laurentiis possa cedere il timone del club senza aver prima tentato almeno un nuovo assalto alla categoria superiore, condizione che renderebbe più appetibile l'eventuale vendita. L'uscita di queste voci incontrollate dopo il flop nella prima partita ufficiale della stagione e a pochi giorni dal debutto in campionato di certo non hanno contribuito a rasserenare gli animi di una piazza delusa dai recenti fallimenti sportivi. Parlare di ultima spiaggia forse è eccessivo, ma l'impressione è che questo terzo tentativo sia quello dirimente per capire cosa riserverà il futuro: un altro anno in C sarebbe difficile da giustificare. E non solo in termini di bilancio, perchè amplificherebbe i malumori di una città affamata di grande calcio che non ha mai realmente digerito il vincolo con la realtà partenopea, dalla quale ha sempre voluto rimarcare la sua totale autonomia. Il divieto di multiproprietà potrebbe accelerare un processo quasi naturale.