IL FATTO DELLA SETTIMANA - EMERGENZA CORONAVIRUS: IL RUGBY DECIDE, IL CALCIO TEMPOREGGIA

28.03.2020 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
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IL FATTO DELLA SETTIMANA - EMERGENZA CORONAVIRUS: IL RUGBY DECIDE, IL CALCIO TEMPOREGGIA

Il rugby italiano ha rotto il fronte: davanti all'emergenza Coronavirus, il Consiglio Federale della FIR si è espresso ufficialmente venerdì mattina, dopo aver temporaneamente sospeso sino al 3 aprile ogni forma di attività agonistica. L’organo di governo del rugby italiano ha deliberato la sospensione definitiva della stagione 2019/2020, determinando la mancata assegnazione dei titoli di Campione d’Italia previsti dai regolamenti e, al tempo stesso, di tutti i processi di promozione e retrocessione. La ripresa dell’attività domestica per la stagione 2020/21 sarà successivamente normata dal Consiglio e comunicata al movimento.

Il calcio temporeggia: certamente, nessuno può nascondere che gli interessi economici in ballo siano totalmente diversi, tra diritti televisivi, stipendi e quant'altro. Ma se la comunità scientifica non darà il beneplacito, anche il nostro amato calcio dovrà soccombere e prendere decisioni impopolari. Intanto ciò che ci rimane dell'ennesima settimana caratterizzata da questo maledetto Covid-19 è l'istituzione da parte della FIGC di un tavolo di lavoro permanente per le proposte anti-crisi e la definizione di un documento in cui è stata data priorità alle richieste più impellenti per fronteggiare l’attuale crisi di liquidità: il riconoscimento dello stato di crisi del settore calcistico per cause di forza maggiore; la proroga delle concessioni d’uso di impianti sportivi e la sospensione del pagamento dei canoni di locazione e concessione; il differimento delle scadenze fiscali, contributive e assicurative; l’estensione della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà ai lavoratori non sportivi e anche per i lavoratori sportivi di B e C, fino ad un massimo di 50 mila euro lordi.

Una delle proposte più innovative di cui si è discusso, ma che rientrerà nella seconda tranche di proposte da presentare entro il mese di aprile, riguarda la creazione di un Fondo Salva Calcio, per il quale la FIGC destinerà delle risorse ad hoc e che vedrà coinvolti altri protagonisti del mondo del calcio, che funga da sostentamento concreto per finanziare la tenuta in sicurezza e la ripartenza delle Società in crisi di liquidità.

Durante la riunione, il presidente Gravina ha ribadito la necessità di confrontarsi nel breve periodo all’interno della stessa FIGC per dare risposte immediate sui seguenti argomenti: il prolungamento della fine di questa stagione a dopo il 30 giugno; il rinvio del pagamento degli emolumenti fiscali, contributivi e assicurativi (comprese le rateizzazioni e le cartelle degli agenti della riscossione); il riallineamento della scadenza dell’art. 85 delle Noif (adempimenti Covisoc), l’adeguamento degli adempimenti delle Licenze Nazionali (es. fideiussioni e modalità ripianamento carenze patrimoniali) e la rinegoziazione a termine dei contratti sportivi e amministrativi di primo livello.

Gabriele Gravina si è poi espresso a più riprese sui media ribadendo i concetti noti: "L'obiettivo primario è riprendere la stagione" ha evidenziato ricordando però anche che "il consiglio federale ha potere decisionale e lo eserciterà nella maniera più equilibrata senza sottovalutare rischi di contenziosi che il calcio italiano non può permettersi. Stiamo studiando diverse ipotesi ma non ce ne è una migliore di un'altra. La priorità è finire i campionati".

In questo quadro bene ha fatto - secondo noi - Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, a ricordare in un'intervista concessa ai nostri microfoni già mercoledì 25 marzo che in questo momento chi mandare in Serie B non è la priorità: "C'è un Paese disperato che cerca mascherine, piange i propri morti, non sa se tornerà ad avere un lavoro e noi litighiamo su promozioni e retrocessioni? Vorrei dire una cosa violenta ma non voglio essere maleducato. E poi questi sono ragionamenti sorpassati: qua bisogna salvare il calcio in primis, altro che classifiche".