IL FATTO DELLA SETTIMANA - IL CORONAVIRUS CHIUDE LE PORTE DEGLI STADI

07.03.2020 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Porte chiuse anche al Ceravolo
© foto di Andrea Rosito/Cosenza24.net
Porte chiuse anche al Ceravolo

E' la terza volta di fila che sotto i riflettori de 'il fatto settimana' finisce (purtroppo) il Coronavirus e l'emergenza che ne è generata. Questa volta la notizia è la disputa a porte chiuse delle gare di tutti i campionati, provvedimento che verrà applicato anche per le partite del Girone C, unico raggruppamento che non si era mai fermato ma che ora dovrà sottostare anch'esso al Decreto del Governo.

Fino al 3 aprile gli stadi non riapriranno e si dovrà sottostare a diverse regole: niente tifosi né ospiti accreditati dalle società, negli impianti entreranno solo arbitri, calciatori, componenti staff tecnico, medico, dirigenziale delle due squadre, oltre agli operatori tv, ai giornalisti, ai fotografi e ai social media manager (per le gare di Serie C gli operatori dell'informazione autorizzati saranno nel numero massimo di 45 unità). Poi il personale tecnico nel numero massimo di 50 unità oltre agli incaricati della Procura, i Delegati della Lega, i medici Antidoping, gli Osservatori arbitrali e l’Organo Tecnico della CAN C. Infine gli addetti della Sicurezza Pubblica, gli Steward previsti nelle aree interessate, i Vigili del Fuoco e gli operatori di Pronto Soccorso, secondo le indicazioni approvate dal GOS.

Altri punti da rispettare saranno la non effettuazione di interviste sia in mixed zone sia in sala stampa, l'effettuazione in forma ridotta dei cerimoniali di gara senza bambini ed altri accompagnatori dei giocatori al momento dell'uscita dal tunnel degli spogliatoi e dell'ingresso in campo ed infine la non effettuazione di alcun tipo di iniziativa, attività o manifestazione anche se precedentemente autorizzata.

Tutte regole necessarie per contenere la diffusione del virus, nella speranza che il nostro prossimo editoriale non debba ancora essere a lui dedicato.