Il fatto della settimana - "Situazione grottesca. Ci siamo stufati": le parole di Dal Canto inquadrano il momento kafkiano che sta vivendo il Livorno

18.10.2020 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Il fatto della settimana - "Situazione grottesca. Ci siamo stufati": le parole di Dal Canto inquadrano il momento kafkiano che sta vivendo il Livorno

Ennesima settimana ad alta tensione per il Livorno, che quest'oggi alle 15 scenderà in campo ad Olbia (trasferta che è stata sul filo del rasoio fino all'ultimo a causa appunto della situazione societaria che a dire ingarbugliata è usare un eufemismo). Anche riassumerla è difficoltoso, ma sicuramente le parole di mister Alessandro Dal Canto nella conferenza della vigilia la inquadrano al meglio: “Non è cambiato niente in queste settimane e ci siamo un po' stufati  tutti. Noi possiamo solo determinare quello che succede in campo, con il gruppo di calciatori che siamo. Dobbiamo pensare solo a questo ed a niente altro. Qui, un giorno leggiamo che andiamo verso il fallimento, il giorno dopo che andiamo in serie B. L’unica cosa che mi sento di dire, in questo momento, è che prima di parlare sarebbe necessaria una maggiore riflessione. Da oltre quaranta giorni si lavora in modo pessimo, ciononostante qualcuno viene a dire che andiamo in B. Lo trovo irrispettoso nei nostri confronti ed anche verso chi sta fuori: ovvero i tifosi. Nessuno di noi vuol farsi prendere in giro e non siamo stupidi. Oggi la squadra del Livorno vive una situazione grottesca, non è il caso di formulare ipotesi ora irrealizzabili e fuori da ogni logica”.

Proviamo comunque a spiegare l'accaduto. Lunedì si era partiti con l'ex presidente e attuale socio di minoranza, Aldo Spinelli, a rassicurare l'ambiente: "Tifosi e città stiano tranquilli, i soci troveranno un accordo e la fideiussione verrà pagata regolarmente. Tutti stanno lavorando per il bene del club, lasciamo che questi imprenditori lavorino sereni". In serata però il presidente Rosettano Navarra ai nostri microfoni ravvivava il fuoco affermando: "Questa è una delle giornate più amare della mia e sicuramente la più amara per quanto riguarda la mia vita calcistica. Per la fideiussione c'è tempo fino a domani ma non è una cosa che si fa in poche ore. Non penso ci siano le condizioni perché poi tutti i soggetti interessati sono stati contattati. Se c'è un malinteso su una virgola ci si può mettere d'accordo anche a mezzanotte. Ma il tempo è scaduto. C'è un uomo solo al comando che dove poteva arrivare è arrivato, forse anche oltre. Cerea Banca? Ci hanno scritto alle 14 che non veniva rilasciata la fideiussione. La fiducia non è mai nata ma non è questione di fiducia. Bisognava muoversi prima delle scadenze e le scadenze non sono arrivate. Non penso proprio ci possano essere novità risolutive".

Martedì - con scadenza alle ore 17 - della fideiussione neanche l'ombra tanto che Navarra era pronto ad una dolorosa decisione: quella di portare i libri in tribunale, con la fine del club toscano oramai alle porte.

Mercoledì ecco spuntare Giorgio Heller: "Io e il dottor Danilo Mariani col Gruppo Carrano da un mese stiamo trattando l’acquisizione del Livorno, siamo ai dettagli e a ore potrebbe chiudersi la vicenda. Sarà un impegno gravoso, siamo pronti ad acquisire la maggioranza e rilevare le quote di altri soci. Obiettivo Serie B". Con l'ulteriore accusa a Navarra di tenere in scacco l'intera città. In campo a quel punto anche Luca Salvetti, sindaco labronico: "Tutti noi abbiamo adesso un bene primario da salvaguardare: una squadra che deve poter andare in campo, giocare con in dosso la maglia amaranto e onorare un torneo e la categoria". 

Giovedì il coup de théâtre di Navarra: "Consegno la mia parte di quote al sindaco". A stretto giro la risposta del primo cittadino e la doccia fredda: "Il sottoscritto non può che fare riferimento all’iter normativo che regola le operazioni e gli interventi delle amministrazioni pubbliche in ambito societario. A tal proposito il testo unico in materia limita i possibili interventi diretti del Comune alle sole società dirette al perseguimento delle finalità istituzionali proprie della pubblica amministrazione, e una società sportiva come il Livorno calcio non rientra tra queste. Per ciò appare evidente e scontato che questa amministrazione non possa dar seguito all’accoglimento della donazione pensata da Rosettano Navarra. Adesso, come già annunciato nelle scorse ore, chiediamo che gli attuali soci trovino la soluzione migliore per garantire una gestione trasparente e lungimirante all’A.S. Livorno Calcio".

Venerdì a parlare è stato Pierpaolo Gherlone, advisor dei soci di maggioranza del Livorno Casella e Aimo, il quale ha puntato il dito contro Navarra: "Io stesso avevo rammentato al presidente che la firma sarebbe stata dovuta apporre fisicamente, poi alle 15 è arrivata la sua comunicazioni di impossibilità a presentarsi. Se il giorno in cui si è riunito il consiglio di amministrazione avessimo attribuito la legale rappresentanza anche ad Aimo o Ferretti non ci sarebbero stati problemi. Ma il cda l'ha attribuita soltanto al presidente, fra l'altro sua specifica richiesta, e dunque spetta solo a lui firmare la richiesta di fido che è ancora in sospeso. Lettera di Navarra? Lo abbiamo saputo da voi, dalla stampa, ma al momento non mi risulta che siano state presentate le sue dimissioni, dunque per ora resta ancora il presidente del Livorno e legale rappresentante"

Storia nota infine quanto emerso nella giornata di sabato cioè l'assenza di dimissioni da parte del Consiglio di Amministrazione, Rosettano Navarra che ancora resta in amaranto e poi il caso: pagati solo 200mila euro di contributi, altro rischio penalizzazione.

Ed oggi la squadra sul campo dell'Olbia: ma con quale spirito?