IL GRAN GIORNO È ARRIVATO. OGGI CONOSCEREMO IL FUTURO DEL NOSTRO CALCIO. LA SERIE C ATTEDE DI CAPIRE SE LE SUE PROPOSTE SARANNO ACCOLTE O BOCCIATE. PREPARIAMOCI PERCHÈ GLI SCONTENTI CI SARANNO IN OGNI CASO

20.05.2020 00:18 di Tommaso Maschio   Vedi letture
IL GRAN GIORNO È ARRIVATO. OGGI CONOSCEREMO IL FUTURO DEL NOSTRO CALCIO. LA SERIE C ATTEDE DI CAPIRE SE LE SUE PROPOSTE SARANNO ACCOLTE O BOCCIATE. PREPARIAMOCI PERCHÈ GLI SCONTENTI CI SARANNO IN OGNI CASO

Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato. Oggi conosceremo quale sarà il futuro dei campionati, se e quando ripartiranno e in che modo. Nella giornata appena passata ci sono state aperture importanti, anche da parte del Governo, sulla possibilità che si possa tornare in campo quantomeno in Serie A e in Serie B. La Serie C lo sappiamo ha deciso per un'altra via, quella di stoppare la stagione e procedere alle promozioni attraverso il tanto contestato merito sportivo e bloccare le retrocessioni in Serie D. Se appare difficile che la linea dello stop, votata ad ampissima maggioranza, possa essere ribaltata dalla Federcalcio, diverso è il discorso per quanto riguarda quarta promossa e blocco delle retrocessioni. E per questo non è assolutamente da escludere la possibilità che vengano giocati play off e play out per decidere gli altri verdetti oltre alla promozione delle prime tre dei gironi. Del resto il presidente federale Gravina è un fan di questo sistema, tanto che continua a tenerla come extrema ratio per la Serie A che, qualora risultasse impossibile giocare tutta l'ultima parte di stagione, potrebbe vedere assegnare lo Scudetto, le qualificazioni alle coppe europee e la retrocessione attraverso gli spareggi.

Diversi club, non solo quelli che li hanno votati in assemblea di lega, puntano a questa soluzione per decidere la quarta promossa. Sarebbe un modo anche per limitare al minimo i possibili strascichi giudiziari e un'altra estate in tribunale visti i tanti ricorsi già annunciati da diverse squadre. Resta sempre da capire, e probabilmente non lo sapremo mai, perché in Assemblea le squadre interessate a questa soluzione non abbiano votato compatte per disputare i play off lasciando che ad avere la maggioranza relativa – che in democrazia è poi quella che decide – fosse il tanto contestato merito sportivo . Aspettiamo e vediamo con la consapevolezza che qualunque decisione verrà presa sarà attaccabile e creerà scontenti. Anche perché se verrà dato il via libera ai play off è piuttosto scontato che si giochino anche i play out con tante squadre che si credevano salve che vedrebbero mettere a rischio la loro permanenza fra i professionisti.

Probabilmente fra i tanti temi che verranno affrontati domani, alcuni più urgenti degli altri, ci sarà anche l'ipotesi della riforma dei campionati con sempre più squadre che sembrano spingere, o quantomeno vedere di buon occhio, per la creazione di una Serie B extralarge a 40 squadre divise in due gironi. Come ho già avuto modo di dire per me sarebbe una soluzione sbagliata perché la riduzione delle squadre professionistiche, che è necessaria, non può passare per il travaso di una parte consistente della Serie C alla categoria superiore. In questo modo infatti si corre il rischio di aumentare il dislivello fra le serie e creare uno scalino troppo alto da salire fra una B extralarge e una Serie C che sarebbe riservata alle squadre più piccole e povere che farebbero ancora più fatica non solo a salire di categoria, ma anche a restarci. Se si vuole passare da 100 club professionistici a 60 la mia idea – ovviamente opinabile – è quella di portare la Serie A a 18 squadre, lasciare la Serie B a 20 e creare una Serie C1 (il nome non è importante) a girone unico da 22 squadre con poi tre gironi di C2 a fare da categoria intermedia fra professionisti e dilettanti. In questo modo il prodotto sarebbe più vendibile, le squadre professionistiche ridotte e resterebbe una certa gradualità nel passaggio da una serie all'altra senza che il divario diventi troppo ampio per essere scalato.