Il mercato, le riforme, la disoccupazione, gli sprechi. Quelli che snobbano il settore giovanile. Coverciano, l’Università del calcio per tutti. E per taluni presidenti no?
Al termine della campagna trasferimenti è interessante aprire un tavolo di confronto sul futuro delle Società di Lega Pro. Moltissimi i trasferimenti effettuati, in terza serie, nella recente sessione di calciomercato. Rari, azzarderei nessuno, i movimenti a titolo oneroso. Ormai di denaro, di milioni di euro, si parla soltanto nei movimenti effettuati in Serie A ed a livello di calcio internazionale. Il poco circolante certifica una precarietà economica che coinvolge la maggior parte delle società di Lega Pro.
I veri padroni del “mercato”, anche a livello minore, sono soltanto i procuratori. Con prosopopea, alle volte. Predispongono tutto loro, in uscita ed in entrata. La trattativa tra Società, in molti casi, non esiste più. Gli espedienti vengono adottati tutti. Un esempio? Per interrompere un rapporto contrattuale ed iniziarne uno nuovo si fa ricorso alla risoluzione consensuale. Non c’ è più bisogno del contatto tra Società. Viene da chiedersi se ha un senso mantenere in piedi questo sistema. Una lungaggine estremamente negativa. Un’ apertura di troppi mesi che presta il fianco al concretizzarsi di operazioni di natura particolare. Delle autentiche “bubbazze” messe a segno dai soliti noti. Certamente un sistema in grande evoluzione generale. Un sistema che lascia perplessi e che apre il campo a tante considerazioni.
Ce n’ è una, direi la più importante, che ancora sfugge all’ attenzione generale degli operatori del settore. Dal prossimo anno in Lega Pro ci saranno 9 società in meno. Soffriranno, per questo taglio riformatore, in tanti. Direttori generali e sportivi, segretari, team manager, responsabili alle strutture e non solo. Tutte figure in possesso di qualifica certificata e richiesti, negli organigramma, dalle vigenti regole federali. Soffriranno ancor più gli allenatori, i loro collaboratori (preparatori atletici e di portieri) i fisioterapisti. Ma la fetta più grossa dei disoccupati sarà rappresentata dai calciatori.
Un calcolo approssimativo parla di circa 300.
Un problema di non poco conto con la crisi economica che morde il settore imprenditoriale di tutto il Paese. Un problema che l’ associazione calciatori ha preso sotto gamba a discapito dei propri tesserati. Un bubbone che scoppierà inevitabilmente nel periodo estivo. Nel momento in cui si dovranno definire i nuovi parametri di età per la ripartizione del denaro rinveniente dai diritti televisivi. Non escludiamo a priori di dover assistere, di nuovo, alla minaccia “farsesca” dello sciopero.
Collegata al tema dei tagli ai posti di lavoro giace sul tavolo una proposta progettuale che, ove attuata, ne aggraverebbe la situazione. Un elemento deterrente per i giocatori di categoria. Non va infatti trascurata quella ipotesi sposata da una parte del “palazzo”, ma per i più assurda, di far giocare in terza serie, le squadre B dei grandi club.
Nell’ attuale il campionato di Lega Pro è già infarcito di tanti giocatori trasferiti in cessione temporanea. Seconde e terze linee provenienti dalle categorie superiori. Il più delle volte con l’ obbligo di un “tot” numero di presenze per ottenere una valorizzazione in denaro. Un valore economico preponderante sulla media nazionale dei tesserati.
Un segnale forte in riferimento al poco interesse attribuito da taluni presidenti alla produzione tecnica del vivaio. Complici sopratutto quelle Società, in categoria, che interpretano il settore giovanile come un atto dovuto. Un peso. Un “aggravio” da trasferire in fitto. Privo di progettualità strutturale e povero di contenuti tecnici. Anteponendo al programma della valorizzazione di un gruppo giovane, frutto del proprio investimento, l’ interesse per il tesseramento, immediato, di un calciatore di prima squadra. Iper pagato e magari con contratto pluriennale.
La sintesi, breve, di queste argomentazioni? Coverciano: l’ università del calcio per tanti, dal settore sportivo a quello tecnico.
Un corso per presidenti, no?
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