IL TOUR DEL PERDONO DI GHIRELLI, ORA SI PASSI AI FATTI. CAMPIONATO FALSATO E SI VEDE

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
14.11.2018 00:00 di Ivan Cardia  articolo letto 1306 volte
IL TOUR DEL PERDONO DI GHIRELLI, ORA SI PASSI AI FATTI. CAMPIONATO FALSATO E SI VEDE

“Dobbiamo chiedere scusa”. Su TuttoMercatoWeb abbiamo intervistato Francesco Ghirelli, nuovo presidente della Lega Pro. E il primo pensiero è stato chiaro, qualora il suo “tour del perdono”, da Pordenone a Terni passando per Pontedera, non avesse messo in chiaro quanto sia conscio delle difficoltà che deve affrontare nelle sue nuove vesti. Dobbiamo chiedere scusa, dice Ghirelli, a quei tifosi la cui passione per il calcio abbiamo messo in crisi. Ne avevamo parlato tante volte: non fateci appassionare ai cavilli, avevamo chiesto. Ci hanno fatto appassionare a quelli e inevitabilmente il calcio giocato è andato in secondo piano.

 

Ghirelli, di suo, non dovrebbe chiedere scusa proprio a nessuno. Perché il caos di quest’estate la Lega Pro l’ha subito. E questo percorso di penitenza può sembrare persino eccessivo, ma è un segnale che da altre parte manchi. Ieri ricorreva l’anniversario della mancata qualificazione al Mondiale russo: il calcio italiano non ha fatto granché per riconquistare i propri tifosi. Adesso bisogna darsi una mossa. Non a chiacchiere, ma con fatti concreti. Dei cavilli, delle regole, delle aule di tribunale dobbiamo dimenticarci il prima possibile: di queste cose si parlerà ancora tanto nei prossimi mesi, l’obiettivo è però che si possa evitare, a un certo punto.

 

Sette promozioni, i format di tutti da ridiscutere, le seconde squadre da ripensare. C’è l’oggi e c’è il domani, nel progetto di Ghirelli, inevitabilmente condiviso col nuovo presidente federale Gabriel Gravina. Ecco, quel che serve è quello che è mancato finora: decidere insieme. Senza pregiudizi, senza prese di posizione insuperabili. La riduzione dell’organico di B era una mossa che auspicavamo in tanti da parecchio tempo. Non così, però. Non in rottura con tutto il sistema, con le norme che servono a tenere tutti insieme. Di quello strappo continuiamo e continueremo a pagare le conseguenze. Le sette promozioni, per esempio, sono un obiettivo impossibile da raggiungere e lo stesso Ghirelli lo sa benissimo. Non sarebbe neanche il massimo, a dirla tutta. Non sono neanche un bluff, però. Le decisioni prese questa estate sono state sbagliate nel metodo: è quello il primo punto da affrontare.

 

Ne paghiamo le conseguenze, appunto, anche in campo. Provate a leggere la classifica di Serie C: chi ha una giornata in più, chi due in meno, chi otto in meno. È un termometro inefficace dello stato delle varie squadre impegnate. Oggi sei primo, tra quattro giornate puoi essere nono o decimo senza grandi cali. È difficile fotografare il rendimento, è difficile prevedere quello che succederà. L’Entella, per esempio, è partita alla grande, ma a un certo punto la preparazione potrò avere il suo peso. Stesso discorso per la Ternana, che nel suo girone farà il vuoto a un certo punto. Discorso diverso nel girone C: la Viterbese ha iniziato che peggio non poteva. È un messaggio per tutti, in fin dei conti. Il presidente Camilli è persona che da queste parti stimiamo, eccome. Gli abbiamo anche dedicato un editoriale di pubblico elogio, qualche tempo fa. Però alla fine il campo batte le polemiche, e ora c’è da ripartire e calarsi in una nuova realtà. A Viterbo devono farlo meglio, dopo aver (giustamente) protestato per tutta l’estate.