Il valzer degli allenatori e la riflessione sulla Turris: l'obiettivo è la promozione? Avellino, tre reintegri tardivi

29.10.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Il valzer degli allenatori e la riflessione sulla Turris: l'obiettivo è la promozione? Avellino, tre reintegri tardivi
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Editoriale di oggi che si apre con un focus sull'Avellino. Pur soffrendo e palesando ancora qualche limite tattico, tecnico e caratteriale, la formazione biancoverde torna al successo e lo fa in trasferta sul sempre ostico campo della Virtus Francavilla. Senza dubbio l'avvento di Rastelli ha riportato serenità all'interno del gruppo, chiaramente non può essere una vittoria ottenuta dopo appena tre giorni di lavoro a far parlare di svolta. Il tecnico, reduce da esperienze altalenanti ma profondo conoscitore della piazza e della categoria, dovrà ora tirar fuori il massimo dalla rosa in attesa del mercato di gennaio. Ora al Partenio arriverà la corazzata Catanzaro, quale occasione migliore per lanciare un messaggio alla piazza e all'intero girone? La spinta del pubblico potrebbe colmare il gap tecnico, fondamentale si rivelerà nel tempo anche il reintegro a pieno regime di gente esperta e di valore come Forte, Sbraga e Scognamiglio che era a busta paga ma è rimasta incomprensibilmente ai margini. Il loro carisma avrebbe potuto consentire di gestire meglio i momenti negativi vissuti nelle settimane precedenti, a volte le società di calcio riescono davvero a complicarsi la vita perdendosi nel proverbiale bicchiere d'acqua. Un po' come a Potenza, laddove era evidente che Siviglia non godesse della totale fiducia del club. Non ce ne voglia l'ex difensore della Lazio, ma a questi livelli occorre gente d'esperienza. Scelta giusta, quella di Raffaele, mentre a Torre del Greco il ragionamento è diametralmente opposto. Benevento insegna che le dimissioni possono anche essere respinte, quanto meno per responsabilizzare i calciatori, invece Padalino è stato silurato in trenta secondi pur con una classifica che rispecchia il valore dell'organico e in linea con gli obiettivi stagionali. La scelta per la successione è ricaduta su David Di Michele, reduce dall'avventura nelle giovanili del Frosinone, ma tra i "grandi" soltanto alla guida della Lupa Roma qualche tempo fa. Non basta essere stati giocatori di livello per ottenere i medesimi risultati sotto un'altra veste, riuscirà l'ex bomber della Salernitana a correggere il tiro e a rendere meno vulnerabile una difesa che fa acqua da tutte le parti? Sarebbe opportuno, comunque, che le società agiscano con maggiore coerenza e chiarezza. Il presidente della Turris punta alla vittoria del campionato? Lo dica apertamente, così da giustificare anche l'ennesimo ribaltone di una stagione iniziata in modo rocambolesco. Viceversa non si spiega a chi giovi cambiare una guida tecnica che stava facendo tutto sommato bene in un girone notoriamente difficile. Dando uno sguardo agli altri raggruppamenti, notiamo che Pordenone, Padova e Vicenza continuano ad essere tremendamente discontinue e ad alternare vittorie importanti a battute d'arresto inattese. Per ambire al salto diretto di categoria occorre essere continui, ogni volta che una delle big ha la possibilità di andare in fuga ecco che arriva l'inattesa sconfitta che ridimensiona i piani. Che possa esserci un nuovo SudTirol? Occhio al Renate che, dopo anni in sordina, è uscito allo scoperto parlando apertamente di modello Cittadella e volontà di regalarsi un grande sogno. Nel girone B sembra in crescita il Cesena di Toscano, la Reggiana invece appare meno spumeggiante e imprevedibile rispetto alla passata stagione. Conferma del fatto che, dopo una cocente delusione, non è mai semplice ripartire. Che possa essere l'Entella, dopo la grande rimonta sull'Ancona, a candidarsi a sorpresa per un posto al sole?