In tempi di crisi si ragioni di più con la testa dei presidenti. Padova e Trieste, piazze ambiziose che devono fare i conti con la realtà

16.07.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
In tempi di crisi si ragioni di più con la testa dei presidenti. Padova e Trieste, piazze ambiziose che devono fare i conti con la realtà
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Editoriale di oggi che si apre inevitabilmente con il tema del calciomercato. Sembra un po' di fare il copia e incolla rispetto a quanto detto nelle scorse settimane, quando abbiamo rimarcato il buon lavoro di società ambiziose come Catanzaro, Cesena, Reggiana e Crotone che non lesineranno sforzi e faranno di tutto per centrare il salto di categoria. Aver preso Iemmello a titolo definitivo o far firmare un triennale ad un calciatore del livello di Chiricò è comunque un bel segnale che desta gli appassionati dal torpore generale. Anche la Triestina, principalmente con alcuni under di prospettiva, sta provando ad allestire una rosa all'altezza di una piazza che sogna la B, ma che ora dovrà fare un ennesimo salto di maturità ed entrare nella mentalità di un campionato che, per le note vicende societarie, potrebbe essere più sofferto del solito. O, al contrario, regalare sorprese inaspettate proprio perchè non ci saranno i riflettori puntati. Un percorso che andrà seguito certo con grande interesse e curiosità. A Padova, invece, si teme un ridimensionamento, ma i tifosi devono mettersi nei panni di un presidente che, in periodo di crisi economica, ha garantito per un biennio ingaggi a cinque stelle per calciatori provenienti da categorie superiori. Dopo due finali playoff perse consecutivamente e in modo anche rocambolesco è assolutamente legittimo che un imprenditore voglia prendersi un attimo una pausa di riflessione utile a smaltire e a far quadrare i conti. Il mercato, dunque, continua a regalare poche emozioni e stanno circolando nomi per lo più di sconosciuti. Riteniamo, però, che anche noi giornalisti dobbiamo imparare ragionare di più con la testa di un presidente e far comprendere alla gente quanto possa essere pericoloso fare il passo più lungo della gamba in un'epoca fortemente influenzata dalla pandemia e con incassi pari allo zero. Per cui riteniamo quasi doveroso sposare l'appello del presidente Francesco Ghirelli che, al solito lungimirante, ha invitato i club ad investire non tanto sul nome a fine carriera ma anche e soprattutto su dirigenti navigati che sappiano gestire in modo oculato i budget a disposizione. Teramo, Catania e Campobasso sono gli ultimi di una serie innumerevole d'esempi. Chi sta deludendo è senza dubbio l'Avellino e ci chiediamo cosa stia aspettando la dirigenza per piazzare qualche colpo degno del blasone della città. Nessuno mette in discussione le potenzialità economiche della proprietà, ma sarebbe un suicidio sportivo non approfittare dell'assenza di una fuoriserie nel girone meridionale. Dopo le turbolenze delle scorse settimane, era doveroso lanciare un segnale alla piazza con una campagna acquisti mirata e di livello. I giocatori alla lunga arriveranno, ma a che serve fare un ritiro con almeno 12 elementi con la valigia pronta? Infine questione ripescaggi. In Campania ci stanno provando in due, sperando di rientrare nel professionismo dalla porta secondaria. Cavese e Paganese avrebbero tentato - e tenteranno - di conquistare la Lega Pro e le tifoserie fremono in attesa di una buona notizia, ma la Fermana appare messa meglio e sarebbe scorretto alimentare false aspettative. Anche perchè le società estromesse non hanno smesso di credere nella validità dei propri ricorsi.