LA CURA MIGNANI RISVEGLIA IL MODENA: QUANDO CAMBIARE ALLENATORE È LA SCELTA GIUSTA. RIOLFO E LA POLIZZA SUL CARPI IN B. ALLA FACCIA DI MARK CALTAGIRONE. AVELLINO, EZIOLINO LO SPECIAL SUBENTRO

19.12.2019 00:00 di Nicolò Schira Twitter:    Vedi letture
LA CURA MIGNANI RISVEGLIA IL MODENA: QUANDO CAMBIARE ALLENATORE È LA SCELTA GIUSTA. RIOLFO E LA POLIZZA SUL CARPI IN B. ALLA FACCIA DI MARK CALTAGIRONE. AVELLINO, EZIOLINO LO SPECIAL SUBENTRO

Sono bastate tre settimane a dare la svolta, cambiando volto all'anonima fino ad allora stagione del Modena. Non ha poteri taumaturgici e neppure la bacchetta magica Michele Mignani, ma è indubbio che dal suo avvento sulla panchina gialloblù i Canarini abbiano cambiato passo e - per restare in tema - spiccato il volo. Tre vittorie in altrettante gare sono bastate a spazzare via il ricordo di Mauro Zironelli e del suo balbettante Modena. Decisivo il cambio di modulo con il passaggio dalla difesa a tre zironelliana a quella a quattro che ha garantito maggior stabilità alla squadra. Da ex centrale il tecnico ligure ci ha visto lungo. Mignani è salito in cattedra nonostante sia un giurista mancato: appena due gli esami dati all'Universitá (scienze delle finanze e diritto romano) prima che il pallone lo assorbisse completamente. Senese d'adozione (ci vive da 20 anni e ha messo su famiglia lì dopo essere arrivato dalla C alla A da capitano), da allenatore era stato quasi profeta in patria sfiorando una clamorosa promozione in B proprio con la squadra della sua città adottiva (finale playoff persa nel 2018). Eppure il calcio - si sa - ha la memoria corta e Mignani in estate era rimasto inspiegabilmente a spasso. Tanti sondaggi ma zero chiamate concrete. A fine novembre il WhatsApp modenese che l'ha rimesso in pista. Se il buongiorno si vede dal mattino, a Modena hanno trovato il timoniere giusto per risalire la corrente ripida della classifica e issarsi in zona playoff. 

Spostiamoci di una manciata di chilometri per analizzare la marcia del sorprendente Carpi. In estate il club era addirittura in vendita, con il patron Stefano Bonacini esausto dopo la retrocessione in C. Tante voci ma pochi imprenditori seri all'orizzonte. Troppi personaggi poco limpidi, tra cui il famigerato Mark Caltagirone assurto agli onori della cronaca rosa per la love-non-story con Pamela Prati. Un personaggio fantasma, eppure capace di imbastire i contatti con Bonacini per acquistare il club emiliano. Per fortuna della tifoseria biancorossa alla fine sul ponte di comando è rimasto Mister Gaudì, che come al solito ha costruito una formazione ambiziosa senza spese eccessive. Spazio a calciatori di talento ma reduci da annate in sordina: il leit-motiv che aveva accompagnato la scalata dalla D alla Serie A dei carpigiani non è cambiato. In panchina Giancarlo Riolfo, ex assicuratore specializzato nei trionfi tra i Dilettanti. Ben sei campionati vinti per il tecnico di Albenga che da tempo attendeva una nuova occasione tra i professionisti dopo l'esperienza di Savona. Scommessa vinta come testimonia l'attuale secondo posto in classifica nel girone B. Alzi la mano chi avrebbe scommesso a inizio stagione di vedere il Carpi così in alto? Forse neanche il più ottimista dei tifosi. Se l'estate scorsa Riolfo, da buon assicuratore, avesse stipulato un polizza sul Carpi in B, oggi rischierebbe - Vicenza permettendo - di diventare milionario. Per davvero, mica come Mark Caltagirone.

A proposito di allenatori: chiamatelo Special Subentro. Alludiamo a Eziolino Capuano che anche ad Avellino ha ribaltato l'inerzia di una squadra che, prima del suo arrivo, sembrava in disarmo e destinata a un campionato di sofferenza. Invece Capuano si è confermato specialista nel salire in corsa e imprimere una sterzata. Negli ultimi anni l'ha fatto con risultati molto positivi sia a Modena sia a San Benedetto. Una costante che rischia di appiccicarli addosso l'etichetta di mago della rianimazione. Pronto soccorso Eziolino, verrebbe da dire. Un po' come capitato a Davide Ballardini in Serie A. Anche sulla panchina biancoverde Capuano non ha tradito le aspettative e ora i Lupi corrono a ritmi playoff. Un segnale importante il successo corsaro di Monopoli, fondamentale per allontanare voci e ombre che si potevano addensare all'ombra del Partenio dopo il cambio di proprietà. Capuano è l'uomo giusto e il dg Martone può consegnare al vulcanico allenatore 3-4 rinforzi di spessore per alzare l'asticella delle ambizioni. Un Avellino possibile mina vagante in chiave playoff, nonché variabile impazzita degli spareggi promozione. Il sogno di Eziolino può diventare realtà. Alla faccia di chi in estate non lo aveva voluto per una sfrenata esultanza di 15 anni fa. Capuano é un professionista e viaggia a mille all'ora per la squadra che allena. Funziona così dappertutto. Chi l'avrebbe immaginato Antonio Conte all'Inter o Maurizio Sarri alla Juve qualche anno fa? Quello che conta è solo il campo, dove Eziolino da subentrante sta dimostrando di avere una marcia in più come problem-solver.