La Lega Pro riparte: da ora è vietato commettere errori. I primi verdetti alla fine della “regular season” poi ne vedremo delle belle. Anche gli squalificati nella girandola degli allenatori. Nel calcio d’oggi facciamo proprio di tutto

La Lega Pro riparte: da ora è vietato commettere errori. I primi verdetti alla fine della “regular season” poi ne vedremo delle belle. Anche gli squalificati nella girandola degli allenatori. Nel calcio d’oggi facciamo proprio di tuttoTMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
venerdì 3 gennaio 2014, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Ed ora tutti a testa bassa per la volata finale. Da qui a maggio non ci sarà più respiro per nessuno. A nessuno sarà più concesso di sbagliare. Ad iniziare dalla campagna trasferimenti suppletiva e poi giù fino a maggio in un testa a testa  avvincente. Allo spasimo. Per conquistare le piazze migliori. Par raggiungere il paradiso della promozione o per evitare l’inferno. La delusione cocente della retrocessione.

Il format dell’attuale campionato, le nuove formule per promozioni e retrocessioni, lo hanno reso sì più avvincente, ma anche spietato. Le sedici retrocessioni nei campionati dilettanti, dirette e senza appello, fanno tremare i polsi a più di un presidente. Scomparire dal calcio professionistico potrebbe voler dire, in alcuni casi, la scomparsa della Società dal pianeta calcio.

In coda alla “regular season” si vivranno poi suggestioni palpitanti. Piazze dal glorioso passato calcistico, sia in prima che seconda divisione, dovranno giocarsi una fetta importante del loro immediato futuro.

Tutta una stagione giocata al cardiopalmo, da risolvere nel breve volgere di poche, combattute, gare di spareggio. Sedici squadre (otto per ogni girone di prima divisione) in lotta per salire. Ma in serie B ne andranno solo due. Sai quante spese folli, nel corrente mese di gennaio, con il rischio di ritrovarsi, comunque, con un pugno di mosche in mano. Drammatici i play out di seconda divisione, per non precipitare tra i dilettanti. Delle otto in affanno di classifica, se ne salveranno soltanto due. Una vera e propria ecatombe.

A cavallo tra maggio e giugno se ne vedranno delle belle!

Continua l’andirivieni degli allenatori. Ultimamente va di moda cacciare anche quelli in buona posizione di classifica. Se si vuol allenare bisogna essere aziendalisti e saper accettare, “obtorto collo” e più o meno velatamente, anche qualche “suggerimento” presidenziale sulle scelte tecniche. Capita purtroppo a queste latitudini ed in queste categorie. Una moda figlia del periodo attuale in cui scarseggia il circolante e molte società sopravvivono sopratutto grazie ai contributi esterni. Le “valorizzazioni”. Un vocabolo pregnante per rendere l ‘idea. Estremamente in voga al giorno d’oggi. 

Nelle pieghe dei recenti esoneri e della chiama fatta da alcune Società per i sostituti, lascia basiti la decisione assunta dalla Paganese. Non è mio compito giudicare Luca Fusco. Stabilire la sua innocenza o colpevolezza non mi compete. Mi auguro anzi che il ragazzo, dinanzi al Tnas, possa fornire tutti gli elementi utili per essere scagionato. Ma i 3 anni ed oltre di squalifica per illecito sono ancora lì! Sotto gli occhi di tutti.

Mi perdoni l’amico Cocchino D’Eboli del quale ho letto alcune dichiarazioni, lasciatemi dire, “avventate”, ma il papocchio è stato consumato. E nel peggiore dei modi. Alla faccia di qualsiasi codice etico e del tanto declamato principio della lealtà e probità sportiva. Fusco non ha i titoli per poter allenare in Lega Pro, l’escamotage del dire che farà il “secondo” è pretestuosa. Ma poi, cosa ancor più grave, come si potrà mai tesserare?!

Una volta, in casi di questo genere intervenivano, tutte le istituzioni del “palazzo” di via Allegri. Dall’Assoallenatori al presidente federale. Sarebbero già dovuti scattare i deferimenti.

Qualcuno potrà obiettare: ma di squalificati che lavorano ce ne sono tanti. Appunto. Che sia proprio questo uno dei principali motivi per il quale il calcio sta andando a rotoli?