LA SERIE C SI FA BELLA COI VECCHIETTI TERRIBILI. GIOVENTU' VS ESPERIENZA: IL TALENTO VINCE SEMPRE

06.12.2018 00:00 di Marco Pieracci  articolo letto 1095 volte
LA SERIE C SI FA BELLA COI VECCHIETTI TERRIBILI. GIOVENTU' VS ESPERIENZA: IL TALENTO VINCE SEMPRE

Tre mesi sono decisamente troppo pochi per esprimere giudizi definitivi, ma abbastanza per cominciare a capire le tendenze di questo campionato. Da qualche settimana le aule di tribunale e le scartoffie giudiziarie sono diventate, per fortuna, solo un ricordo ed il pallone è tornato a riprendersi la scena, regalando come al solito emozioni e storie da raccontare. Questo campionato si è fatto tanto attendere ma adesso potremmo dire che ne è valsa la pena. Sì, perché nel primo trimestre abbiamo assistito a gare spettacolari, frutto di un innalzamento qualitativo abbastanza evidente rispetto alle ultime stagioni. L’arrivo di giocatori, oggettivamente di categoria superiore, come Cacia, Caracciolo, Castaldo (ne citiamo uno per girone, senza far torto agli altri) ha contributo a migliorare sensibilmente il livello tecnico, aumentando il fascino della competizione. Diciamocelo, da tanti anni non si vedeva una Serie C così bella e competitiva.

Certo non è oro tutto quel che luccica: la terza serie continua ad avere dei limiti strutturali abbastanza evidenti e l’emblema di questa situazione arriva da Carrara. Nella città del marmo si gioisce per le gesta di Tavano e compagni ma la felicità non può essere gustata pienamente. L’inagibilità del Dei Marmi potrebbe costringere gli azzurri a giocare a porte chiuse o in campo neutro il derby di domenica prossima con la Pistoiese e alla quarta volta (siamo a tre) scatterebbe da regolamento la squalifica. Una dicotomia che fotografa le mille contraddizioni del nostro calcio e alle quali il neo presidente Ghirelli, in carica da appena un mese, dovrà cercare di mettere mano al più presto per porre rimedio. E piange il cuore nel vedere come la splendida favola della squadra di Baldini rischi di essere macchiata da vicende col campo non c'entrano proprio niente. La Carrarese è uno spettacolo per gli occhi, una macchina da gol che viaggia alla media di quasi tre reti a partita (2,78) e segna in casa e in trasferta con la stessa regolarità. Tavano e Caccavallo meglio di Neymar e Mbappè: un giochetto divertente che suscita ilarità, ma che rende l’idea del lavoro eccezionale svolto in questi diciotto mesi dal tecnico. Che piaccia o no, è lui il vero top player degli azzurri.

La Carrarese guida il girone A, con una età media di 25,8, davanti al Piacenza (27). Pordenone (25,6) , Triestina (26,5) e Feralpisalò (26) comandano nel girone B, inseguite da Ternana (26,7) e Vicenza (25,7). Nel C in testa troviamo la Juve Stabia (25,7), inseguita dalla sorpresa Rende (23,2), Trapani (24,7), Catanzaro (25,1), Catania (26,5) e Casertana (25.8). I numeri non dicono tutto, ma ci aiutano a capire quanto l’esperienza sia importante, soprattutto in Serie C. Giusto puntare sui giovani, ma solo se questi sono di valore. Che si tratti di Serie A o Serie C non fa alcuna differenza. La prima regola da seguire deve essere la meritocrazia. Da qui non si scappa. Le esplosioni di due talenti meravigliosi come Bentancur e Zaniolo sono solo l'ultimo fulgido esempio: chi ha numeri e il talento dalla propria parte riesce a imporsi anche in squadre ricche di campioni come Juventus e Roma.