La tassa sui ripescaggi per ridurre l’organico. Benevento spot per il calcio. Casertana outsider di lusso. Catania penalizzato anche dal regolamento

La tassa sui ripescaggi per ridurre l’organico. Benevento spot per il calcio. Casertana outsider di lusso. Catania penalizzato anche dal regolamentoTMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 5 maggio 2016, 08:15Il Punto
di Vittorio Galigani

La nuova Serie C ed il suo format. Tante parole attorno a quello che recita l’articolo 49 delle norme federali. 

“Il Campionato di Lega Pro è articolato in unica Divisione formata da tre gironi di 20 squadre ciascuno. La composizione dei gironi sulla base delle società ammesse al Campionato è rimessa al Consiglio direttivo della Lega Pro”.

Riordiniamo le idee. 

Lo scorso anno il Consiglio Federale, in una delle sue sedute meno illuminate, aveva disposto per il blocco dei ripescaggi. Un vero papocchio. Una decisione in totale contraddizione con le norme in materia. Non si poteva fare.

Al termine della stagione, il Collegio di Garanzia del Coni. Si pronunciò a conclusione  di un dibattimento che fece scalpore. Dove gli stessi legali della Federcalcio dovettero soccombere. Messi in grande imbarazzo dalla documentazione prodotta dai ricorrenti. Il Coni, pur opponendosi alla richiesta del Pro Piacenza e di altre Società. Confermò l’illegittimità di quella decisione inopinatamente assunta dall’assise federale.

In bella sostanza. Si fece chiarezza sul format a 60 squadre. Doveva essere ripristinato. Nel merito non venne però bocciato il così detto “fondo perduto”.

Il resto è storia di ieri mattina.

L’ultimo Consiglio Federale ha provveduto alla revoca del blocco sui ripescaggi. Ripristinando il format della Serie C come previsto dall’articolo 49. L’accettazione forzata di quello che aveva stabilito la scorsa estate il Collegio di Garanzia.  Una decisione dal sapore esclusivamente politico. 

Tanto che Tavecchio si è immediatamente espresso sulla volontà di proseguire in un percorso oneroso. Per essere ripescati. Non più una garanzia quindi. Come ci si auspicava. Ma l’aggravio di una tassa (il fondo perduto) in capo a tutte le Società che saranno eventualmente chiamate ad integrare l’organico. Anche le prime sei. Quelle da 54 a 60 tanto per meglio intenderci.

L’importo? I bene informati sostengono che sia sempre di 500 mila euro. Un furto. Decisamente. Una decisione che fa morire, sul nascere, le speranze di tante piazze che ambivano alla categoria professionistica.

Una situazione irritante. La dimostrazione che il “palazzo” non ha mai rinunciato all’idea di ridurre l’organico della Serie C. In un modo estremamente autoritario. Assolutistico. Facendosi scudo delle decisioni assunte, a maggioranza qualificata, in Consiglio Federale. Che propende per un sistema futuro univoco. 

Dove solo chi è straricco deve fare calcio.  

Non è però così che deve andare. Si deve salvaguardare la managerialità dei progetti. Gli aspetti positivi di gestione oculate. L’impegno strutturale delle singole Società. Gli esempi attuali di Sassuolo e Crotone in Italia, del Leicester in Europa, sono i più calzanti.

Maggio si prospetta come un mese caldissimo dalle parti di via Allegri. Lo scontro, attorno al tavolo consigliare, appare scontato. Gli intendimenti di Gravina erano e rimangono ben diversi dalle manifeste volontà da Tavecchio. La riforma della Lega di terza serie compete alle stesse Società di categoria. Riunite in assemblea. Con potere democratico.

Tornando al calcio giocato. 

Il prossimo week-end saluta la fine del campionato. Della “regular season”. La serie B riabbraccia il Cittadella dopo una sola stagione. Il ritorno della Spal ci riporta a ricordi nostalgici di un calcio che non c’è più. Capello, Edy Reia, Bagnoli “eroi”, in biancoceleste, degli anni a cavallo tra il 60 ed il 70. La promozione più spettacolare è però stata quella del Benevento. Solo al sud ed in certe piazze, esclusive, il calcio regala “cartoline” tanto entusiasmanti. L’imponente  “sold out” del Ciro Vigorito? Lo spot migliore per la Lega Pro.  

E poi sotto con i play. Pisa, Alessandria, Lecce e Foggia le più titolate. Bassano una incognita. Pordenone e Maceratese le sorprese. Casertana outsider di lusso. Un risultato storico la zona promozione per i campani. Venuti alla ribalta dopo anni trascorsi nell’anonimato del dilettantismo regionale. Frutto di una oculata programmazione societaria. 

Stupisce la posizione del Catania. Quei dieci punti di penalizzazione la “affondano” in zona play out. In una situazione estremamente critica, rischia seriamente la retrocessione in D. Conseguenza anche di un regolamento che va assolutamente rivisitato. Assurdo giocarsi la permanenza in categoria contro una squadra, l’Ischia, che si trova a ben 14 punti di distanza.

Situazione ancor più “ridicola”, mi sia concesso, nel girone A dove Pro Piacenza distacca l'Albinoleffe addirittura di 19 punti.

Uno degli ultimi retaggi della vecchia governance. Al quale il futuro sta ponendo rimedio. Meno male!