MATERA, NATALE COL GRINCH DELLA SERIE C. GHIRELLI PUÒ INTERVENIRE? A SAN BENEDETTO ATTENZIONE A NON INCIAMPARE

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
26.12.2018 00:00 di Ivan Cardia  articolo letto 2569 volte
MATERA, NATALE COL GRINCH DELLA SERIE C. GHIRELLI PUÒ INTERVENIRE? A SAN BENEDETTO ATTENZIONE A NON INCIAMPARE

A Natale siamo tutti più buoni. Ecco, anche meno. Auguri a tutti, ma quando c’è da preoccuparsi non si può rimanere in silenzio. A Matera c’è un nuovo direttore generale, che forse a qualcuno il panettone, o il pandoro, lo manda di traverso. Rieccolo, il dottor Nuccilli. O Monzi. Dipende dalla regione, a Siena il dottor Monzi lo aspettano ancora. Si chiama Alessandro, e un po’ come il Grinch s’aggira per i campi del nostro calcio, soprattutto Serie C e Serie D, cercando di sgonfiare il pallone un po’ a tutti. È da oggi, appunto, il nuovo direttore generale del Matera, una società che vanta un record di penalizzazioni impressionati nel passato recente, e la cui piazza tanto tranquilla non può stare. Del dottor Nuccilli da queste parti abbiamo già parlato più volte. Per esempio il 22 novembre 2017. Facciamo economia di tempo, riportiamo un passaggio.

“Parma, Monza, Pavia, Arezzo, Cuneo, Varese, Siena, Foligno, ora Agrigento. Il giro d’Italia, ma non in bicicletta: quelle elencate sono le tappe della carriera calcistica, mai davvero iniziata, di Alessandro Nuccilli. Anzi, nel caso di Siena bisogna parlare del dottor Alessandro Monzi, perché così si presentò lui ai colleghi che volevano capire qualcosa in più. Eravamo nel 2014, e il cambio di nome ha avuto le gambe corte perché poi la faccia è sempre rimasta la stessa. Oggi, di lui si parla in ottica Agrigento e quindi Akragas: società in difficoltà economiche, come le altre di cui sopra, con il patron Alessiche cerca un acquirente dopo aver tenuto botta per un anno e mezzo se non di più facendo autentici miracoli, lui, l’ormai ex presidente Giavarini e la loro dirigenza, per tenere in piedi il club. Ora, io non ho prove che il dottor Nuccilli millanti di avere qualcosa che non ha, o di essere qualcuno che non è, e quindi non lo dico. Però tutte le città e le società di cui sopra raccontano la stessa storia, e siamo ben oltre i tre indizi: dalle promesse stelle alle vicine stalle del fallimento il passo è stato breve, con il nostro costretto a defilarsi, quasi sempre per l’impossibilità di portare a termine l’acquisizione del club. Se non millanta, come minimo è abbastanza sfortunato, perché qualcosa o qualcuno finisce sempre per mettergli i bastoni fra le ruote e le cose non vanno mai come lui vorrebbe, con somma gioia, immagino, dei tifosi interessati. Quindi, delle due l’una: o racconta balle, o è sfortunato. In entrambi i casi, anche con una società che non sa come andare avanti, ad Agrigento dovrebbero pensarci bene, prima di cedergli l’Akragas”.

Ne scrivevamo, appunto, più o meno un anno fa. Nel frattempo il nostro eroe è transitato, almeno in teoria, per diverse altre città, senza suo malgrado incappare in miglior fortuna. Ora potete sostituire Matera ad Agrigento, e il fatto che in questa occasione non stia pensando all’acquisto del club, ma ne sia diventato uno dei principali dirigenti. La musica cambia? Ci auguriamo di sì, temiamo di no. Come detto prima, non so con certezza se il dottor Nuccilli abbia condanne o inibizioni, lui in passato ha dichiarato di no, prendiamo atto, non abbiamo elementi per dire il contrario. Però la credibilità è andata persa qualche tempo e qualche chilometro fa. E qui arriviamo al punto. Interrogativo: il presidente Ghirelli può intervenire? Aspettiamo che intervenga soprattutto il presidente Gravina: l’idea di introdurre un codice relativo ai requisiti di onorabilità per entrare nel mondo del calcio era ed è ottima. Poi sarà da verificare se nel caso del dottor Nuccilli vi siano i requisiti per fare qualcosa di concreto, o se si resta “costretti” ad affidarsi a quel minimo di senso del decoro che dovrebbe sconsigliarne l’ingresso in una società di calcio. Però ci aspettiamo una presa di posizione dalla Lega Pro, che sappiamo attenta su questi temi. Breve inciso: la settimana scorsa il presidente Ghirelli ha risposto all’ottimo collega Tommaso Maschio, che ha evidenziato alcuni dubbi sulla governance di Lega. Con Tommaso condivido spesso la scrivania, abbiamo idee diverse su alcune cose e simili su altre, ho apprezzato sia il suo scetticismo che l’apertura al dialogo arrivata da via Jacopo da Diacceto. Su una cosa, però, credo che abbia ragione: i commissari sono storia del passato, più o meno recente (in realtà per la Lega Pro ormai abbastanza lontano). Il lascito continua a pesare, ma ora abbiamo dei presidenti, e ci aspettiamo risposte concrete da loro. Sul Matera e sulla Reggina, per menzionare un altro caso spinoso che ora non abbiamo approfondito. Sul dottor Nuccili. O Monzi, fate voi. 

A San Benedetto attenzione a non inciampare. Si chiude così il titolo, si chiude così l’editoriale. È difficile scriverne qui perché è una storia che nasce dal calcio ma non è più una storia di calcio. Qui le risposte concrete le attendiamo da altri, anche se per la cronaca una presa di posizione delle istituzioni sportive non sarebbe una pessima idea. Luca Fanesi ha trascorso il secondo Natale da quel maledetto 5 novembre 2017, da quel Vicenza-Sambenedettese a margine del quale finì in coma. Il secondo Natale, con tutta probabilità, è stato migliore del primo. Ma ancora non c’è nessun responsabile. Addirittura, leggiamo dalle cronache locali, i pm hanno chiesto l’archiviazione, perché la perizia medica parla di “lesione dovuta a caduta accidentale”. Fanesi avrebbe sbattuto la testa inciampando in un marciapiede. Casualmente, dietro una camionetta della polizia. Un po’ come Cucchi caduto per le scale, Aldrovandi agitatosi troppo, e la lista è lunga. Fanesi per sua fortuna è ancora vivo, ma quel che gli è successo resterà inciso nella sua vita, in un modo o nell’altro. Resterà senza nome anche il responsabile? Se vogliamo credere che sia il marciapiede, allora attenzione: a San Benedetto si inciampa.