NON SOLO DEI CLUB, E' STATO ANCHE IL MERCATO DELLE INDIVIDUALITA'. CHIAMATE A FARE LA DIFFERENZA: PERCHE' NON C'E' SOLO DENIS

05.09.2019 00:00 di Claudia Marrone Twitter:    Vedi letture
NON SOLO DEI CLUB, E' STATO ANCHE IL MERCATO DELLE INDIVIDUALITA'. CHIAMATE A FARE LA DIFFERENZA: PERCHE' NON C'E' SOLO DENIS

Il gong di un lunghissimo mercato è arrivato lunedì alle 22:00, il calcio italiano ha trovato la sua definitiva quadra, i postumi della sbornia (figurativa!) da calciomercato ancora si sentono… quindi, perché esimersi da un giudizio in merito?
Giudizio probabilmente non richiesto, già espresso da tanti miei colleghi, frasi che rischiano di essere banali: tutto vero, ma questo è stato un mercato alla fine bello, arrivato a margine di un’estate fondamentalmente tranquilla.

Certo, la questione Cerignola, per lunghi tratti ha tenuto banco, e per certi versi ricorda molto il caso Entella: i pugliesi la Serie C l’avrebbero meritata, era nei loro diritti, ma al netto di ciò, con un discorso parallelo al giudizio in merito, c’è da sottolineare che il tutto si è tempestivamente risolto (ripeto: nessuno discute se bene o male) senza che le squadre iniziassero i loro campionato con innumerevoli gare da recuperare. 60 formazioni, tutte ai nastri di partenza, senza se e senza ma.

Ecco perché ci si è potuti concentrare sul mercato. Che è stato quello dei grandi nomi.
Riccardo Martignago. La telenovela infinita: rimasto svincolato con l’addio al professionismo dell’Albissola, è stato a lungo corteggiato da Serie B e Serie C, scegliendo poi Teramo. Certo, viene da chiedersi perché non abbia scelto di seguire anche un ritiro con l’ambiziosa formazione, ma sono queste domande superflue, c’è adesso l’occasione di vedere se si confermerà.
Così come c’è la curiosità di vedere se Giuseppe Caccavallo, che la Carrarese è riuscita ad assicurarsi con formula biennale, ripeterà l’esaltante stagione e scorsa e se Daniele Cacia, tornato a Piacenza, riuscirà a trascinare una rinnovata squadra verso quell’agognata Serie B sfumata per poco.
E Massimiliano Pesenti: finalmente la B con il Pisa era arrivata, poi le scelte societarie dei nerazzurri lo hanno “spedito” a Padova, che proprio alla Cadetteria ambisce. I suoi gol dovranno essere determinanti, anche per aver l’opportunità, a 33 anni (da compiere il prossimo aprile) di giocarsi il secondo torneo professionistico italiano.
Ma non finisce qui: Arturo Lupoli è ora chiamato al definitivo riscatto, prima di tutto con sé stesso, alla Virtus Verona.
Potremmo andare avanti ancora per molto con tutta la lista di acquisti, abbiamo qui riportato solo alcuni profili, quelli che sono stati chiacchieratissimi, ma ogni club ha stavolta messo a segno qualcosa di speciale, dando la più assoluta sensazione che la Serie C – complici anche le nuove regole (basta under a profusione e d’obbligo, si torna maggiormente al merito) – abbia alzato il tasso tecnico e la voglia di competizione: sarà un bel campionato, ora davvero.

Si, avete ragione. C’è anche German Denis, soprattutto German Denis. Chiamarsi Denis, però, è facile. E il facile, nella vita, non ha mai fatto per me. Anche se a ripensarci, forse facile non è: la Serie C non è la Serie A, ma se la scelta è stata fatta vuol dire che il calciatore ha la voglia di mettersi in discussione. E questa è una buona base di partenza, forse la migliore.

E una nuova base di partenza, a breve, ci sarà anche per me. Probabilmente non sarete costretti a vedere la mia foto con regolare cadenza, cosa non da poco, lo so!!! Ognuno con le sue nuove avventure, ma è stato un bel percorso.