Padova e Palermo, a voi: comunque vada soltanto applausi. Il valzer degli allenatori e un mercato che stenta a decollare

04.06.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Padova e Palermo, a voi: comunque vada soltanto applausi. Il valzer degli allenatori e un mercato che stenta a decollare
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Tra finale playoff e questioni iscrizioni, c'è ancora poco spazio per il calciomercato. Lo diciamo subito: non ci aspettiamo un'estate roboante, la crisi economica post pandemia costringerà ancora molti club a puntare sui giovani o su qualche svincolato fermo da tempo. Tutto a scapito dell'aspetto prettamente tecnico nell'epoca in cui, però, sopravvivere è già fondamentale. Siamo tutti in attesa dell'esito del doppio confronto tra Palermo e Padova, due squadre che sono arrivate fino in fondo mostrando una grande tenuta fisica e mentale. Si giocherà in gare d'andata e ritorno, contrariamente a quanto accadeva fino a poco tempo fa, non si prenderà in considerazione il piazzamento finale in classifica e, in caso di parità nei 90 minuti, si stabilirà tutto nei supplementari o direttamente ai rigori. Stiamo parlando di due realtà diverse ma di eguale importanza. Il Padova, preso singolarmente, ha forse un organico leggermente superiore e che può contare su alternative validissime anche in panchina. Gente come Donnarumma, Monaco, Ronaldo, Ceravolo, Della Latta, Curcio e Chiricò giocherebbe titolare in quasi tutte le squadre di serie B, senza dimenticare che mister Oddo ha una gran voglia di riscatto dopo alcune esperienze fallimentari e sta trasmettendo al gruppo mentalità vincente e spirito battagliero. Di contro un Palermo che proverà ad emulare il Cosenza di Braglia, ultima compagine meridionale a conquistare la promozione attraverso i playoff. Due i punti di forza dei rosanero: una coppia offensiva straordinaria e la spinta di un pubblico a cui anche la B starebbe stretta. Portare costantemente 32mila spettatori sugli spalti per le gare casalinghe è da pelle d'oca, un fattore che nel match del Barbera potrà fare la differenza. Quanto agli allenatori, il valzer è appena iniziato. La Juve Stabia ha ufficializzato Colucci, tecnico che non ha certo esperienze vincenti alle spalle in questa categoria e che è stato accolto con scetticismo da buona parte della piazza. Il ds Di Bari ha un compito difficile: costruire un progetto magari anche a medio-lungo termine, ma che possa essere credibile. Ad Avellino medesimo discorso: staff tecnico nuovo e senza esperienza in piazze così passionali e che trasmettono motivazioni, ma anche molte pressioni. Abbiamo invece ampiamente detto dell'addio di Zeman a Foggia, scelta contestatissima da parte del pubblico rossonero che si aspettava una continuità tecnica. Anche alcuni dirigenti sono ad un passo dall'addio, potrebbe accadere sia a Reggio Emilia sia a Catanzaro laddove qualche professionista ha pensato più a lamentarsi degli arbitri che a giustificare il mancato salto tra i cadetti pur con una rosa di primo livello a disposizione. Fino a quando si cercheranno alibi, non si completerà mai un percorso di crescita: chissà che anche quest'aspetto non possa aver spinto i presidenti a voltare pagina. Infine l'annuncio del presidente Francesco Ghirelli: la serie C comincerà il 28 agosto e non sono previste pause per i mondiali.