Penalizzazioni, stipendi non pagati e società sull'orlo del fallimento. Ma il Catania è vivo e lotta. Un impegno encomiabile che meriterebbe miglior sorte
Una società sull’orlo, forse anche qualcosa più in là, del fallimento, stipendi non pagati, seconda penalizzazione di due punti in classifica e quella famosa luce in fondo al tunnel che ancora non si vede con aste fallimentari andate deserte e un esercizio provvisorio che scadrà, salvo proroghe, a fine mese. Eppure il Catania è vivo e lotta.
Sarebbe stato facile per i giocatori etnei tirare i remi in barca, o magari abbandonare la nave direttamente a gennaio, viste le tante problematiche che affliggono la società ormai da mesi e invece la squadra di Baldini continua a onorare al meglio il campionato, senza demoralizzarsi e mettendo in campo il cuore e l’attaccamento alla maglia che tanto piace ai tifosi che infatti li hanno lungamente applauditi dopo la sconfitta dello scorso fine settimana. Nel turno infrasettimanale è arrivata anche la vittoria, netta per 2-0, sul difficile campo della Juve Stabia. Un successo che è stato reso amaro dal pronunciamento del Tribunale Federale Nazionale che ha inflitto altri due punti di penalizzazione lasciando praticamente invariata la posizione in classifica degli etnei. Difficile, difficilissimo andare avanti così, isolarsi da quanto succede all’esterno e mantenere la tranquillità mentale giusta per affrontare le prossime gare con la spada di Damocle del fallimento e dell’estromissione dal campionato sempre sulla testa.
Una boccata d’aria potrebbe arrivare al Tribunale di Catania che nelle prossime ore potrebbe decidere di una nuova proroga dell’esercizio provvisorio fino a fine marzo. Un tentativo, forse l’ultimo, di trovare un nuovo compratore per il club che possa evitare la scomparsa del calcio dalla città siciliana e la ripartenza dalle serie inferiori. Una proroga che potrebbe allungare la vita alla squadra, ma che potrebbe essere comunque inutile visto che finora di offerte all’orizzonte non se ne vedono nonostante una squadra viva, sul pezzo e che meriterebbe una proprietà all’altezza delle prestazioni finora mostrate. Una squadra che si aggrappa con tutte le sue forze a una flebile speranza, con la consapevolezza che potrebbe non concretizzarsi mai e la voglia di onorare l'impegno fino alla fine. Affinché l'eventuale fallimento sia solo societario e non certo tecnico.
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