Play off Lega Pro, obiettivo promozione

Domenica di nuovo in campo: sfide decisive in 2^ Divisione. Gare di andata per la Prima Divisione. Per tutti un unico obiettivo: promozione
26.05.2011 11:25 di Daniele Mosconi   Vedi letture
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Play off Lega Pro, obiettivo promozione

Domenica scorsa sono partiti i play off in Seconda Divisione e non sono mancate le sorprese. Questa domenica si accende la bagarre, perchè protagoniste saranno anche le squadre di Prima Divisione, con play off e play out che la faranno da padrona. Avete prenotato il biglietto per questo treno che porta dritti in paradiso?

> Girone A:

Dopo il Gubbio, sono quattro le squadre che si giocano l'altra poltrona che li porterà in B. Verona Alessandria Salernitana e Sorrento. Le contendenti sono agguerrite e pronte a darsi battaglia fino al novantesimo. Ed anche oltre, se necessario.
Saranno sfide avvincenti, dove chi ha più benzina in corpo e saprà gestire al meglio la pressione che queste partite sanno dare, potrà arrivare al traguardo finale. Conterà anche l'esperienza e le squadre che hanno giocatori navigati hanno il vantaggio di poter giocare con un'arma in più da sfruttare in queste partite importantissime.
Verona-Sorrento e Salernitana-Alessandria le sfide che decideranno chi gioirà e chi invece resterà ancora nell'inferno della Lega Pro.
A Verona i ragazzi di Mandorlini si giocano tutta una stagione e non solo. La società in sede di mercato ha fatto enormi sacrifici portando nella città veneta gente del calibro di Hallfredsson e Pichlmann. Gente che in B aveva richieste pressanti, che ha deciso di scendere in Lega Pro perchè affascinata dal progetto della società scaligera. Perchè questo progetto vada in porto, però c'è da battere il Sorrento. I rossoneri sono squadra solida e quadrata che non concede nulla al caso. Non traggano in inganno le sconfitte delle ultime domeniche, perchè la testa dei ragazzi di Simonelli era già rivolta al play off. Il tecnico è stato bravissimo a tenere la squadra viva nonostante sapesse benissimo che il Gubbio era ormai irraggiungibile. Il rischio che la squadra potesse mollare tutto all'improvviso c'era, ma Simonelli ha sempre tenuto la barra dritta e ora sa che giocare la prima in trasferta può essere un arma a doppio taglio e quindi non vorrà caricare i suoi di troppe responsabilità. Al "Bentegodi" ci sarà il pubblico delle grandi occasioni. Peccato che non sarà della partita il bomber principe del girone Paulinho, che infortunato ancora non si sa se ce la farà in un ipotetica finale play off a essere in campo. La sua assenza è pesante e nonostante la presenza in squadra di un giocatore come Bonvissuto, il Sorrento sa che perde moltissimo senza il suo brasiliano. Mandorlini confida nell'effetto "Bentegodi" così da poter giocare al ritorno con la pressione tutta sulle spalle del Sorrento.
A Salerno si sfidano i granata contro l'Alessandria. I grigi nonostante le tante difficoltà, non ultima la trattativa fallita tra Morlenghi e Veltroni per la cessione del club, sono lì, ad un passo dal sogno e non sarà di certo una trattativa fallita a farli desistere proprio ora che la lotta diventa interessante. I giocatori sanno bene che una eventuale promozione potrebbe essere un trampolino di lancio sul mercato per le loro carriere. Andare a trattare un contratto con una serie B in tasca è molto meglio che non esserci nella cadetteria. Converrete con noi che i ragazzi di Sarri daranno il massimo per vincere questi spareggi e regalare alla città una soddisfazione che manca da troppi anni. A Salerno invece sanno che la vittoria di questi spareggi significherebbe la sopravvivenza del club. Senza la B per la Salernitana, a meno di miracoli, le cose si metterebbero malissimo e il rischio di scomparire si farebbe davvero molto concreto. Breda, che ha vissuto una stagione sul filo del rasoio, vuole dai suoi una prova d'orgoglio e che sia sulla falsariga delle ultime convincenti prestazioni, dove si è vista una Salernitana concreta e matura.
Non si giocano solo i play off per la B, ci sono anche i play out, con scontri più drammatici per evitare la retrocessione.
Il Ravenna, che fino a 20 giorni fa era tranquillo, all'improvviso si è visto proiettato in una dimensione sconosciuta. La penalizzazione decisa dalla corte di giustizia federale ha messo in seria difficoltà la società e la squadra tutta. Vedere gente del calibro di Sciaccaluga Fonjock e Gerbino Polo giocarsi i play out è qualcosa che lascia interdetti.
A Bolzano, contro il Sud Tirol, i ragazzi di Leonardo Rossi vogliono subito mettere in chiaro che loro sono lì ma non dovrebbero esserci. Solo la dabbenaggine di certi dirigenti ha portato il Ravenna in questo pasticciaccio brutto, parafrasando il Gadda.
Nell'altro spareggio per non retrocedere, il Monza gioca contro i cugini del Pergocrema. Per il Monza subito la prima in casa per la peggior classifica a fine campionato. Giocare in casa porta più svantaggi sotto un certo punto di vista. Devi subito cercare di sfruttare il fattore campo e non hai la possibilità di fare calcoli. Un pareggio sarebbe un quasi addio alle speranze di salvezza, mentre una vittoria striminzita metterebbe ancora più pressione sul Monza. Motta in queste settimane ha saputo tirar fuori dalla squadra delle motivazioni che francamente non conoscevamo. Ha lavorato molto sulla testa dei suoi e un miraggio è divenuto quasi certezza. Il Pergocrema visto nell'ultima di campionato contro il Verona fa ben sperare la propria tifoseria. Il tecnico ovviamente cercherà di limitare i danni in quel del "Brianteo" per giocarsi tutto in casa tra sette giorni.

> Girone B:

Partite incandescenti anche qui, con partite come Taranto-Atletico Roma e Juve Stabia-Benevento che promettono scintille e grande spettacolo.
A Castellammare già si fanno i conti di un eventuale promozione in B che portebbe nelle casse delle vespe qualcosa come otto milioni di euro circa. Una cifra enorme per una società che è abituata da sempre a fare il passo proporzionato alla gamba. Portare nella città stabiese un giocatore come Corona presupponeva un investimento importantissimo che sarebbe rientrato soltanto grazie ad una stagione sopra le righe delle vespe. Così è stato, però mister Braglia, uno che conosce questi campionati come le sue tasche, adesso vede il traguardo a pochi chilometri e non ha voglia di fermarsi sul più bello. Un po lo stesso ragionamento che fanno a Benevento. Con questo sono tre anni di seguito che il Benevento prova a salire in B. Che sia l'anno giusto? Dopo un inizio di campionato stentato, con Cuttone in panchina, la squadra sembrava avesse trovato la quadratura del cerchio. Alcuni risultati negativi hanno portato la società all'ennesimo ribaltone in panchina e chiamando un tecnico esperto e navigato come Galderisi, la famiglia Vigorito ha dato ad intendere a tutte le pretendenti che il Benevento non si spezzava. Il nuovo allenatore ha saputo trasmettere alla squadra quella carica giusta che ora gli dovrà servire per regalare al Sannio una storica promozione in B.
Allo "Jacovone" si aspetta questa partita da circa un mese. Le aspettative per il Taranto sono tantissime; Dionigi ha galvanizzato una città e ora tutti sognano un ritorno nei cadetti che manca da quasi 20 anni. A quei tempi c'era Totò De Vitis e c'erano Goletti in porta e Maiellaro a far esplodere la curva, ora c'è Sy e c'è un gruppo che ha voglia di vincere. Contro l'Atletico Roma non sarà una passeggiata di salute e Dionigi lo sa, perciò sta cercando di estraniare la squadra dall'euforia che si respira in città.
L'Atletico Roma con gente come Franceschini Babù ed Esposito, va in Puglia con l'obiettivo dichiarato di ipotecare fin da subito la finale. Già in campionato, ma in panchina ancora c'era Incocciati, i romani hanno vinto in Puglia (1-0 il finale con gol di Franchini). La voglia di fare un'altra volta il colpaccio è forte e la convinzione è un aspetto importante in partite simili.
Nelle sfide play out, il Cosenza a Viareggio si gioca la permanenza in Prima Divisione e potrebbe anche essere l'inizio della fine. La situazione societaria è drammatica, i giocatori vivono in una situazione che definire kafkiana è fare un complimento. Trovare le giuste motivazioni in una baraonda simile è davvero difficile. De Rosa, che a Cosenza ci ha giocato, sa che in queste condizioni la situazione da drammatica diventa quasi irreparabile. Se l'ambiente depone le "armi" per queste due partite, forse il Cosenza ce la fa. Sul versante toscano, Scienza, tecnico emergente, sta preparando la partita sapendo che contro un avversario come il Cosenza fare la partita della vita può anche rivelarsi inutile, perchè con giocatori come Fiore e Biancolino tutto diventa precario e la certezza di una loro zampata è sempre dietro l'angolo.
Derby dramma quello che si gioca a Foligno, dove i falchetti di Giovanni Pagliari affrontano la Ternana . Un derby che può scaturire in un incontro dove la paura di sbagliare bloccherà le due contendenti. Pesa molto giocare un derby per salvarsi, ma se per la squadra folignate era quasi scontato, questo non si può dire per la Ternana, che era partita per ben altri obiettivi. Ora a Terni si cerca di salvare il salvabile per poter imbastire un discorso diverso con la nuova stagione.

> 2a Divisione:

Qui si sono già giocate le partite di andata degli spareggi, quindi già da domenica sera qualcuna resterà al palo, ed una tra Sacilese e Sanremese dirà addio al professionismo per tornare in D.
La Pro Patria va al "Piola" di Vercelli forte di un 5-2 che ha lasciato molto l'amaro in bocca nell'ambiente piemontese. Neanche il tifoso più ottimista della Pro Vercelli crede in una rimonta che avrebbe dell'incredibile, però nel dubbio meglio esserci, almeno se accade potranno dire: io c'ero.
A Salò la Feralpi è ad un passo dalla finale. Il pareggio contro il Renate in quel di Meda ha permesso alla squadra di Rastelli di superare indenne il primo ostacolo. Vero che il Renate non ha giocato come sa, ma è anche vero che partite simili difficilmente si riescono a giocare come si vuole se non si è abituati. Le pantere nerazzurre hanno sentito intorno a loro la dimensione enorme di qualcosa di troppo grande per loro e si sono come impauriti. Spesso la paura può portare al panico, oppure nella migliore delle ipotesi, a perdere quella inibizione che ti frenava. Questo potrebbe accadere domenica, con il Renate che torna d'incanto a giocare come sa e magari si porta a casa la finale.
La Sanremese, vincitrice domenica scorsa per 2-1 contro la Sacilese, ha a disposizione il match point. Riuscirà a sfruttarlo? La Sacilese si affida al suo coraggio e la sua voglia di combattere per restare aggrappata al professionismo.
Nel girone B la Carrarese e L'Aquila si giocano la possibilità di andare in finale. Rispettivamente contro San Marino e Prato. Più facile a dirsi che a farsi. Se per la squadra di Monaco l'1-0 di San Marino è quasi un assegno in bianco, per gli abruzzesi è più difficile. Franciel ha regalato loro domenica scorsa una rivincita importante contro il Prato (sconfitti 2 volte su 2 in campionato), ma sanno bene che non può bastare. Alla squadra di Bellini basta una sola rete di scarto per andare in finale (miglior posizione in classifica). Con l'attacco che si ritrova nulla è impossibile, ma c'è anche il fattore tempo che in queste partite può giocare brutti scherzi. Essere all'intervallo ancora sullo 0-0 può essere il segno che il Prato può perdere fiducia in se stesso. Tutti discorsi accademici, perchè poi il campo di accademico non ha nulla.  Il sogno dell'Aquila è lì, a 90 minuti di distanza. Una intera città sosterrà i propri beniamini.
Nell'ultimo girone l'Avellino a Milazzo per cercare di reggere all'onda d'urto di un Milazzo ferito. Il 2-0 di domenica scorsa poteva essere molto più rotondo, può essere la miccia che accenderà i mamertini che trovandosi con le spalle al muro potranno trasformare questa deludente prestazione in qualcosa di epico da ricordare negli annali del calcio rossoblù.
A Trapani viceversa i ragazzi di Boscaglia sanno che l'1-1 dell'andata è un grosso passo verso la finale ma ancora ci sono da giocare 90 minuti. Il Neapolis ha pensato di rendere questa vigilia un po più movimentata alludendo ad antipatie e incompetenze della Lega Pro nella persona di Macalli. Mentre scriviamo le lettere tra i dirigenti del Neapolis e la Lega continuano. Francamente di queste sterili polemiche ne potremmo fare tutti a meno. Ogni tanto c'è qualcuno che si alza e dice: mollo tutto. Salvo poi trovarsi a mollare perchè ha fatto fallire la propria società. Non è il caso di Moxedano, che comunque con le sue dichiarazioni ha subito una inibizione di quelle che se le ricorderà ancora per molto. Possibile che questo calcio senza queste piazzate non sa mettersi un vestito migliore?