POLVERIERA SALERNITANA: BATTAGLIA LEGALE FRA FABIANI, SOMMA E ALCUNI CALCIATORI. GROSSETO, CENNICOLA E PIERONI NON MOLLANO. CAOS RIPESCAGGI: TUTTI GLI SCENARI

POLVERIERA SALERNITANA: BATTAGLIA LEGALE FRA FABIANI, SOMMA E ALCUNI CALCIATORI. GROSSETO, CENNICOLA E PIERONI NON MOLLANO. CAOS RIPESCAGGI: TUTTI GLI SCENARI
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domenica 24 agosto 2014, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA
Redattore e massimo esperto di calciomercato per TuttoLegaPro. Opinionista sulla Lega Pro per Radio Sportiva e sul calciomercato per Radio CRC e Radio24. Ha lavorato a Sportitalia nelle trasmissioni "Aspettando il Calciomercato" e "SpecialeSerieB"

Una telefonata ti allunga la vita. Così recitava un celebre spot televisivo degli anni Novanta interpretato dall'attore Massimo Lopez. A Salerno però quando squilla il cellulare bisogna stare in allerta. Tutto può accadere e nel caso degli allenatori non sono (quasi) mai belle notizie. Domenica scorsa, mentre si trovava in treno all'altezza di Formia, mister Mario Somma è stato esonerato. Una decisione fortemente voluta dal diesse Angelo Fabiani e da alcuni calciatori della Salernitana. L'uomo mercato e l'ex tecnico dell'Empoli non si sono mai amati e il loro rapporto non è minimamente decollato in queste settimane. Ripicche degne di due adolescenti quali l'utilizzo o meno del telefonino durante le sedute tecniche. Numerose poi le divergenze di mercato, a partire dal modulo tattico. 4-3-3 per Fabiani; mentre Somma non è mai stato intenzionato a schiodarsi dall'amato 4-2-3-1. L'arrivo di Castiglia in mezzo al campo non rientrava nei piani del mister, che lo riteneva un doppione di Giandonato. La gestione degli esodati Foggia, Volpe, Ginestra e Mounard ha accentuato i conflitti fra le parti, deflagrati dopo l'eliminazione in Tim Cup per mano dell'Alessandria. Le prime avvisaglie di una frattura fra le parti erano giá emerse dopo la sconfitta contro il Parma in amichevole. Somma aveva battibeccato con Paletta per difendere un suo calciatore (Gabionetta) dagli interventi rudi ed intimidatori del difensore italo-argentino. Un atto dovuto per cementare il gruppo, ma sgradito a Fabiani che aveva multato il trainer. L'importo della punizione (3900 euro) era spropositato in relazione allo stipendio annuale (35mila euro), così Somma decise di dimmettersi. Solo l'intervento del team manager Sasá Avallone scongiurò l'addio. Contrasti anche per ciò che concerne i rinforzi: Somma aveva richiesto a gran voce il tandem di frombolieri offensivi Cani-Cacia, con Sforzini alternativa di lusso. Nonostante il mese di contrattazioni nessuno di questi attaccanti è sbarcato all'ombra dell'Arechi. Addirittura per Cacia sono piovute smentite sulla fattibilità della trattativa. La punta si è accasata a Bologna, ma in estate ha anche cambiato agente lasciando Francesco Romano per affidarsi ad Andrea D'Amico. Somma aveva trattato col primo; mentre per il secondo l'opzione Salerno non è mai stata presa in considerazione. Un'avventura finita in maniera burrascosa, tuttavia l'amore per la maglia granata non è sopito in Somma, il quale ha rinunciato alle due mensilità che gli spettavano. Le sue velenose stoccate ad alcuni dirigenti del Cavalluccio nelle ultime ore hanno riacceso la querelle: Fabiani è pronto a querelare l'ex tecnico; mentre il terzino Andrea Giacomini, al quale l'allenatore aveva richiesto l'affiancamento di un'alternativa, si è affidato all'avvocato Paco D'Onofrio per spegnere accuse e polemiche. Non vuole essere considerato uno dei mandanti della rivoluzione tecnica che ha investito il club granata. Non è un mistero che diversi calciatori abbiano delegittimato Somma dinanzi al diesse. L'ex Cosenza e Ascoli si è, inoltre, sentito vittima di alcuni atteggiamenti lesivi e affermazioni sopra le righe durante gli allenamenti da parte dell'ormai guida tecnica della Salernitana. E pensare che proprio il laterale sinistro era stato primo colpo targato Somma-Fabiani. L'unico sul quale i due si erano trovati a fine giugno perfettamente d'accordo...

Se a Salerno c'è già stato il cambio di allenatore, in quel di Grosseto non è ancora dato sapere chi siederá in panchina a partire dal 31 agosto. In primis perché non è ancora terminata la telenovela societaria. Infatti martedì scorso Piero Camilli ha deciso di non vendere più il club maremmano, dando pieni poteri al diesse Vincenzo Minguzzi per costruire la nuova squadra. Così è iniziato il casting per il nuovo allenatore: diverse le idee sondate. Da Ninni Corda (che ha declinato) a Carlo Perrone, passando per Tiziano De Patre e Aldo Firicano. In secundis poichè di tecnici ce ne sarebbero già tre: da un lato il tandem Russo-Picardi che ha guidato in Coppa Italia Lega Pro la squadra ufficiale. Nelle Marche, altresì, si allena un Grosseto ufficioso agli ordini di Simone Venturi e facente riferimento a coloro che avrebbero voluto acquistare la compagine toscana (fra loro anche Ermanno Pieroni in qualità di consulente). All'orizzonte si profila una possibile battaglia in tribunale, in quanto l'avvocato Enrico Cennicola é pronto ad intraprendere una azione legale per entrare in possesso del club. L'ex assistente arbitrale di Serie A rappresenta un pool di imprenditori umbro-laziali che avevano acquistato la società maremmana da Camilli, col quale a Ferragosto era stato firmato il Compromesso di vendita. Il patron biancorosso ha bollato questa cordata come insolvente e nulla facente dal punto di vista tecnico, dato che il primo acquisto del nuovo Grosseto sarebbe stato il figlio di Cennicola, ovvero un promettente difensore classe '94. Un "tutto in famiglia" sgradito a Camilli, anche se persone vicine al gruppo di imprenditori interessati alla società fanno sapere di non essere intenzionati a mollare la presa e di voler chiudere l'acquisto della società entro i primi di settembre. Già bloccati alcuni calciatori come Nicola Mingazzini, Mario Gurma e Daniel Leone. Ci attendono nuove puntate e parecchi colpi di scena nella saga estiva grossetana...

Aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più... Il simpatico motivetto d'infanzia deve aver ispirato parecchi club, dato che le domande di ripescaggio in Serie B stanno fioccando come i venditori di rose fuori dai ristoranti. I criteri non sono chiarissimi neppure ai medesimi addetti ai lavori e così tante società tentano il colpo gobbo, sperando di acciuffare di straforo il pass per la cadetteria. Economicamente e a livello di prestigio un salto di qualità straordinario. In pole sembrano esserci Vicenza e Pisa, con i veneti leggermente favoriti. Questione di mezzo punto nei criteri riguardanti ultima stagione sportiva, blasone e bacino d'utenza. Intanto è pronta ad abbattersi sul calcio professionistico una pioggia di ricorsi. Il Novara chiede di sospendere l’inizio della B e del girone A di Lega Pro. Al tempo stesso la Lega Pro ha riaperto i termini per presentare domanda di ripescaggio per il sessantesimo posto utile, ossia quello lasciato libero dalla squadra che sará ripescata in cadetteria, rimandando di fatto l’avvio del campionato previsto per il prossimo fine settimana. L'ulteriore proroga per le domande di ripescaggio in terza serie farà, inevitabilmente, slittare quantomeno uno dei tre gironi, cioè quello compredente la formazione che sarà ripescata. La scelta, infatti, avverrà entro il 29 agosto. Non ci sarebbe il tempo materiale per scendere in campo nell'arco delle successive quarantotto ore. Tornando al sogno B la bagarre è più infuocata che mai. A colpi di tweet al vetriolo e comunicati stampa veementi si sta consumando anche una battaglia fra poteri forti, com Coni e Figc mai così lontani sulle strategie da adottare in materia di politica sportiva. Nel frattempo Il Collegio di garanzia (in funzione di Alta corte) ha convocato per giovedì pomeriggio i rappresentanti di Novara e Federcalcio al fine di dibattere dei ricorsi (ben tre nell'arco dell'intera estate) presentati dalla società di De Salvo. Il Novara punta alla sospensione della cadetteria e del girone A della Lega Pro oltre che dell’utilizzo dei criteri di ripescaggio presenti nel 171/A. A fungere da contraltare/rivale il patron della Juve Stabia, Franco Manniello, il quale ha altresì "diffidato la Figc, la B e la Lega Pro e tutti gli organi preposti affinché non vengano usati i criteri del 171/A". Da non escludere che fra ricorsi e possibili snodi al Tar si finisca con addirittura 23 partecipanti alla prossima Serie B. Una ripescata dalla Figc e l'altra riammessa dal Coni o tramite l'iter dei ricorsi alla giustizia sportiva ed ordinaria. Una guazzabuglio difficilmente districabile in tempi contingentati...