Povero Ghirelli, ma non di spirito. E intanto la Serie C dà ufficialmente i numeri

01.11.2022 00:00 di Sebastian Donzella Twitter:    vedi letture
Povero Ghirelli, ma non di spirito. E intanto la Serie C dà ufficialmente i numeri

Me l'immagino il povero Francesco Ghirelli. Prende in mano una Lega che ha mille problemi e si ritrova di fronte due crisi mondiali, una dietro l'altra. Prima il Covid e poi Putin. Per completare la collezione gli mancano l'invasione delle cavallette e quella degli alieni. Povero, sì, ma non di spirito: il Pres, infatti, cerca in tutti i modi di risollevare le sorti della Serie C, abbandonata dai piani alti, tenuta in vita dalla passione e dalla follia dei suoi presidenti. E allora arriva la grande trovata che ormai conoscete tutti: sei gironi da dieci squadre l'uno, con playoff, playout e tutto il resto a seguire. Chi vi scrive pensa che sia un'idea tanto folle da essere rivoluzionaria. Intendiamoci: negli anni '90 una proposta del genere avrebbe portato Ghirelli dritto al manicomio. Ma Ghirelli, negli anni '90, una proposta del genere non l'avrebbe mai fatta.

Nonostante l'età non più verdissima (sono 74 da un paio di settimane), il numero uno della Lega Pro è uno dei pochissimi che, nel calcio, prova a stare al passo coi tempi. Ha capito che bisogna aumentare le emozioni e l'adrenalina. E c'è solo un modo per farlo: aumentare le sfide decisive. Sono i numeri a dirlo: il 20% dei club, ovvero uno su cinque, non arriva a 500 spettatori a partita. E non è sicuramente il freddo a tenere lontana la gente dagli stadi. E sicuramente non è programmando partite inutili per la classifica che riempi le tribune. È anche vero, però, che certi possibili gironi sarebbero quasi da Interregionale, con tutto il rispetto per il massimo campionato dilettantistico italiano. Però, almeno, durerebbero solo un paio di mesi, lasciando poi le squadre a scannarsi per i rispettivi obiettivi. 

Ridurre il numero dei club potrebbe essere una soluzione. Ghirelli non ha mai escluso tagli, senza nemmeno però definirsi favorevole agli stessi. Invoca, giustamente, una riforma di sistema che però non arriva. E visto che la crisi economica è sempre più pesante e il tempo per riflettere è sempre meno, evviva le soluzioni pazze. La Serie C ha iniziato così a dare i numeri. Che poi si arrivi a un solo girone da 60 squadre o a 10 gironi da 6 non importa. L'importante è capire che tempi così difficili hanno bisogno di decisioni coraggiose. E quindi, ripensandoci, sei gironi da dieci, come idea, nel 2022, proprio da buttare non è.