Pro Sesto, 448 giorni dopo il 'Breda' è di nuovo espugnato. Ganz forza 8: "Prima non sei nessuno, poi la metti sempre dentro". Un Olbia formato Athletic Bilbao. Ancona Matelica, quel 'tre' che suona come un campanello d'allarme

Pro Sesto, 448 giorni dopo il 'Breda' è di nuovo espugnato. Ganz forza 8: "Prima non sei nessuno, poi la metti sempre dentro". Un Olbia formato Athletic Bilbao. Ancona Matelica, quel 'tre' che suona come un campanello d'allarmeTMW/TuttoC.com
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martedì 22 febbraio 2022, 00:00Il Punto
di Valeria Debbia

Era il 29 novembre 2020 e la Pro Sesto vinceva 1-0 al 'Breda' contro il Lecco. A segno andava Alessandro De Respinis, abile a trasformare il rigore procurato da capitan Luca Scapuzzi. Da lì, 448 giorni senza vedere i tre punti dalle parti di Sesto San Giovanni. Intendiamoci: la Pro Sesto in questa stagione aveva conquistato 4 successi, ma tutti lontano dalle mura amiche (a Piacenza, a Seregno, a Trieste e a Busto Arsizio). Domenica, invece, l'impresa (sembra assurdo utilizzare questo termine, ma visti i chiari di luna biancocelesti è d'uopo farlo): 2-1 di nuovo contro il Piacenza e la squadra lombarda espugna il proprio impianto dopo un anno e quasi tre mesi (in gol capitan Scapuzzi, che va a prendersi il rigore e lo trasforma, e Ghezzi). Non solo: così facendo riesce per la prima volta in questa stagione a collezionare la seconda vittoria di fila (la terza nelle ultime 4 uscite) ed inevitabilmente la strada verso la salvezza sembra ora meno oscura. La squadra - allenata in questa occasione da Ettore Pasca, visto che è scaduto il termine della deroga di Stefano Di Gioia, che aveva sostituito Filippini prima e Banchieri poi - si è finalmente lasciata alle spalle l'ultimo posto di ben 5 lunghezze ed ha agganciato a quota 26 Fiorenzuola e Seregno, anche se nella classifica avulsa si trova all'ultimo posto e quindi deve, per ora, accontentarsi del terzultimo posto globale.

"La vita dell’attaccante è questa: prima non sei nessuno, poi la metti sempre dentro. L’importante è essere professionisti e questa è la ricompensa". Otto reti messe a segno nel 2022, in sei partite di fila, con due doppiette all'attivo, in pratica un gol ogni 104 minuti: nessuno, dalla Serie A alla Serie C, segna come sta facendo l'attaccante del Lecco, Simone Andrea Ganz. Il figlio d'arte ha contribuito a portare nelle casse del Lecco ben 13 punti (al netto del ko di Padova) con una media di 2.17 punti a gara, praticamente numeri da promozione, lodati anche da mister De Paola: "La nostra media punti è incredibile, Ganz sta facendo quello che altri centravanti stanno facendo poco" ha detto dopo aver battuto il Mantova. 



Olbia formato Athletic Bilbao: il club spagnolo è noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori baschi o di origini basche oppure che si siano formati nelle giovanili di un club basco. Bene: l'Olbia domenica contro l'Imolese è andata in campo con 7 giocatori sardi su 11 titolari più un 'adottato': Ciocci, Pisano, Ladinetti e Ragatzu tutti nativi di Cagliari, Pinna nativo di Oristano, La Rosa e Belloni nativi di Olbia. Senza contare Emerson, brasiliano ma nuorese d'adozione dopo il matrimonio con una ragazza locale. In corso d'opera c'è stato poi da registrare l'ingresso di Biancu, nativo di Sassari. Una bella storia di calcio ma soprattutto di identità che male non farebbe se fosse adottata anche in altri contesti.

Dalle belle storie passiamo a quelle più zoppicanti e ci spostiamo tra Ancona e Matelica. La squadra biancorossa - assurta agli onori delle cronache nell'ultimo mese per l'interessamento dell'imprenditore malese Tony Tiong - pare essersi smarrita per la seconda volta in questa stagione: partita forte, con (anche) un poker di successi messi a referto, ha patito un primo stop tra ottobre e novembre, per poi ripartire di slancio dopo il 3-2 imposto al Siena, con un nuovo tris di vittorie e un paio di pari alternati ad altrettanti successi. Ora a preoccupare è la fragilità difensiva messa in evidenza nei tre passi falsi in cui è incappata nelle ultime quattro giornate: due ko casalinghi per 3-0 (e se quello col Cesena - come si suol dire - ci può stare, vista la caratura dell'avversario, quello con l'allora fanalino di coda Pistoiese fa sicuramente più male oltre che riflettere) e un nuovo tris, questa volta esterno, calato dall'Aquila Montevarchi, anch'essa impantanata nella lotta per la salvezza (ed uscita dalla zona playout proprio grazie a questo successo). Insomma un campanello d'allarme da non sottovalutare per la squadra di Colavitto, che resta comunque saldamente al sesto posto nonostante la striscia negativa.