PROMOSSI & BOCCIATI DELLA STAGIONE 2013/14

PROMOSSI & BOCCIATI DELLA STAGIONE 2013/14
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sabato 10 maggio 2014, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA
Massimo esperto di calciomercato per TuttoLegaPro.com. Opinionista sulla Lega Pro per Radio Sportiva e sul calciomercato per Radio CRC e Radio24. Ha lavorato a Sportitalia nelle trasmissioni "Aspettando il Calciomercato" e SpecialeSerieB

La stagione regolare è andata in archivio con i suoi verdetti ed è già tempo di bilanci. Ovviamente è difficile decretare un giudizio definitivo per quelle formazioni ancora alle prese con Playoff o Playout e pertanto - salvo particolari eccezioni specifiche - l'analisi del campionato 2013/14 sarà focalizzata su quelle compagini il cui verdetto è già emerso totalmente, sia in positivo che in negativo. Fra promossi e bocciati ci sarà spazio pure per coloro che, scolasticamente, sarebbero stati rimandati a settembre. "Ha talento ma non si applica" ripetevano laconici i professori ai genitori nei famigerati colloqui di classe. Potenzialità importanti, ma inespresse e l'occasione ai potersi riscattare appieno nei cosiddetti esami di riparazione...

 

PROMOSSI

ANTONIO GOZZI (VIRTUS ENTELLA): Difficile scegliere un uomo copertina per la splendida cavalcata ligure. Ovvio puntare sull'artefice di una scalata iniziata sei anni fa dall'Eccellenza e protrattasi fino alla cadetteria. Un patron mai invadente nelle scelte di campo di mister Prina, nè in quelle dirigenziali della Triade biancazzurra Matteazzi-Superbi-Grammatica. A Chiavari possono sognare ad occhi aperti: anche in B l'Entella non sarà una comparsa...

FRANCO LERDA (LECCE): Se l'anno scorso non era riuscito ad imporsi, quest'anno ha compiuto una rimonta incredibile, quasi miracolosa. Con Lerda in panchina dall'inizio probabilmente i salentini sarebbero già in B. Da quando c'è lui alla guida della squadra giallorossa, la banda Miccoli è stata quella che ha fatto più punti in assoluto. Le cinque giornate di Moriero (zero punti totalizzati) gridano ancora vendetta...

ROBERTO GORETTI (PERUGIA): l'investitura è arrivata dal patron Santopadre in persona. Il vero artefice del ritorno in B del Grifo è questo giovane direttore. In estate non ha sbagliato una mossa sul mercato, limitandosi a gennaio a piccolissimi correttivi per ampliare il ventaglio di scelte a disposizione di Camplone. Da direttore potrebbe fare molta più strada di quella percorsa da calciatore...

SUDTIROL-FERALPISALO': accomuniamo queste due realtà per sottolineare la bontà del lavoro svolto a fari spenti. Due piazze non altisonanti, ma delle proprietà serie e solide. Mica poco di questi tempi. Bravi i rispettivi direttori Piazzi ed Olli a pescare giovani virgulti di qualità. Gli altoatesini si confermano outsider del torneo; mentre i gardesi festeggiano uno storico accesso ai Playoff. Quando la programmazione paga...

PAGLIARI (L'AQUILA)-INDIANI (PONTEDERA): storie simili di compagini partite a fari spenti e reduci da promozioni. Arrivare ai Playoff vale per entrambi come un campionato vinto. Ciò che più conta è la brillantezza del calcio proposto e le idee tattiche sempre all'avanguardia. Comunque vada nella post-season, sarà un successo. Meritano un plauso e un rinnovo di contratto...

MARIO PETRONE (BASSANO VIRTUS): seconda promozione centrata negli ultimi tre anni. Mai con la squadra più forte e sempre partendo come outsider. A testimonianza di come l'allenatore possa essere determinante in molti casi nel far rendere al massimo i calciatori a sua disposizione. Ad Ascoli l'anno prossimo potrà fare il salto di qualità, puntando alla Serie B...

MESSINA: alzi la mano chi avrebbe creduto che una squadra terz'ultima alla fine del girone d'andata sarebbe stata in grado di vincere addirittura il campionato. Probabilmente un pass per uno dei primi otto posti era comunque alla portata e sarebbe stato ugualmente centrato, ma la società peloritana in Inverno ha operato in sede di mercato una rivoluzione perfetta. Acquisti azzeccati e squadra rilanciata nel migliore dei modi. La classe di Costa Ferreira e il temperamento in panchina di Grassadonia hanno fatto il resto. L'applauso più grande lo meritano però Pietro Lo Monaco e Fabrizio Ferrigno: i veri mattatori della revolution di gennaio.

 

RIMANDATI

ARZANESE: sarebbe da promuovere a pieni voti per quanto fatto negli ultimi sei mesi. Mettiamola così: per la lode serve ancora un piccolo sforzo. Vincere i Playout e conquistare la Lega Pro unica rappresenterebbe un'impresa straordinaria, di quelle da incidere nella storia.

ANTHONY ARMSTRONG-EMERY (MONZA): lo rimandiamo perchè la scelta di silurare il diesse Andrissi (a stagione ancora non conclusa) e congedare mister Asta non ci convince. Magari fra dodici mesi saremo qui a celebrarlo per la promozione in Serie B (obiettivo dichiarato del club per il futuro), tuttavia in questo momento tali scelte ci destano ingenti perplessità. Gli ingranaggi della formazione brianzola apparivano semi-perfetti e con alcuni ritocchi in grado di poter già essere competitivi per agguantare la cadetteria. A settembre la situazione sarà già più chiara...

LUIGI FRESCO (VIRTUS VECOMP VERONA): il profeta di un calcio che, forse, non c'è più. Quello "pane e salame" per dirla alla Mondonico. E' sia il presidente che l'allenatore del club e, tutto sommato, sfiora l'impresa di salvare la propria squadra. Una matricola terribile che, soprattutto, nel girone d'andata aveva fatto sognare a Verona di poter avere tre squadre nei professionisti. Il viaggio di fine stagione con la squadra in quel di Tel Aviv è comunque meritato. Chissà che a settembre, grazie all'esame di ripescaggio, non possa essere ancora fra i prof...

MANTOVA: la promozione è comunque arrivata, seppur all'ultima giornata. Obiettivo minimo per chi in estate aveva allestito una corazzata. I numerosi cambi in panchina e dirigenziali non hanno portato gli effetti sperati, aumentando solo la confusione. Adesso col rinnovo triennale di Pelliccioni e l'addio di Sabatini sembra essere stata intrapresa una direzione ben precisa. Le potenzialità ci sono per fare grandi cose anche in Lega Pro unica, a patto di avere le idee chiare...

DIRIGENZA ISCHIA: non basterebbe probabilmente un editoriale, e rischieremmo pure di tediarvi, per raccontare l'annata epica dei gialloblù. Alla fine con il gruppo storico e le cessioni dei big a gennaio invece di un mesto declino è arrivato un sussulto d'orgoglio che è valso la promozione. Adesso non bisogna vanificare l'impresa sul campo di mister Porta e dei calciatori. L'avvento di un nuovo proprietario è fondamentale per garantire un futuro radioso al club.

CREMONESE-BENEVENTO: anche quest'anno potrebbero essere le due grandi deluse della stagione. Ormai da sette anni viaggiano in parallelo. Ogni estate investimenti massicci e munifici da parte di Arvedi in Lombardia e Vigorito nel Sannio. Finali Playoff perse in maniera beffarda e tanti quanto inutili piazzamenti. Mai l'agoniata promozione in cadetteria. Ad oggi stazionano nel girone dei rimandati, ma dovessero floppare anche questi Playoff la valutazione si tramuterebbe in una inevitabile bocciatura...

 

BOCCIATI

MAURO TRAINI (RIMINI): tesserare quarantasette giocatori e retrocedere senza neanche passare dai Playout rende inevitabile la convocazione dietro la lavagna per l'ex diesse biancorosso. Il giovane patron De Meis si trova ora a dover rilanciare un club lasciato da altri fra le macerie. Imprenditore serio e ambizioso raccoglierà anche questa sfida, pagando - purtroppo per lui - colpe non sue...

LUMEZZANE: secondo flop consecutivo e nuovamente fuori dai Playoff. Quest'anno addirittura arriva l'onta del terz'ultimo posto in classifica. Un'annata deludente che ha mandato su tutte le furie il patron Renzo Cavagna. Molti calciatori hanno deluso, soprattutto quelli più esperti e dall'illustre pedigree. Fare il satellite del Chievo non ha sortito gli effetti sperati e in estate sarà rivoluzione...

ALESSANDRO DAL CANTO (UNIONE VENEZIA): era sceso dalla cadetteria con la motivazione di portare i lagunari agli spareggi promozione. Missione fallita a causa di un rendimento decisamente altalenante per tutto l'arco del torneo, al quale non ha saputo far fronte. La dirigenza durante l'anno l'ha sempre difeso dalle critiche di parte della piazza. Col senno del poi, che si siano pentiti?

WALTER BELLIA (CHIETI): dopo ottime annate culminate in campionati di vertice quest'anno qualcosa dev'essere andato storto in terra teatina. La retrocessione per come si è consumata nelle ultime giornate è un boccone amarissimo da digerire. Tuttavia rimangono forti perplessità sul valzer di allenatori Di Meo-De Patre-Di Meo e sul ribaltone dirigenziale a campionato quasi concluso. Errori che hanno compromesso l'esito dell'annata.

TANDEM BELOTTI-FUSCO (PAGANESE): dovevano far disputare un girone di ritorno di buon livello alla compagine azzurrostellata ed invece hanno bucato l'opportunità avuta. Una regressione sia nel gioco che nel rendimento rispetto al girone d'andata. La passione di una piazza come Pagani e di un patron come Trapani meritavano di più. Non a caso il diggì D'Eboli sta già valutando altri profili per la prossima stagione...

BRA: bocciare i piemontesi è un po' come sparare sulla croce rossa. Una favola mancata che si è tramutata a tratti in un incubo, almeno per quanto riguarda i risultati. Con dignità hanno sempre svolto la propria parte, nonostante gli evidenti limiti tecnico-tattici. Alla fine sono riusciti ad arrivare a quota dodici punti, chiudendo quantomeno in doppia cifra. L'augurio è di rivedere i giallorossi nuovamente nei professionisti, ma attrezzati per potervi competere fino in fondo...