Proviamo a dare un senso alla nostra Coppa Italia. Prendiamo spunto dall'FA Cup e rendiamola ancora più entusiasmante

Nato (orgogliosamente) a Salerno nell'anno in cui l'OM vinse la Champions League. Vivo senza se e senza ma di Calcio(Mercato)
23.01.2021 00:15 di Nunzio Danilo Ferraioli Twitter:    Vedi letture
Nunzio Danilo Ferraioli
Nunzio Danilo Ferraioli
© foto di TC

Nuova settimana e nuovo editoriale. Come mio solito vorrei parlare di calciomercato e di questa sessione invernale che sta scivolando via senza troppi botti, ma questa volta non sarà così.
Non sarà così perchè voglio sottolineare assieme a Voi la proposta lanciata tramite i propri social dal Centro Storico Lebowski, compagine della Promozione Toscana [LEGGI QUI].
Il tema centrale fa sempre rima con calcio autentico, e quindi si parla della possibile riforma della Coppa Italia.
L'FA Cup inglese fa tanto sognare, e quel Marine-Tottenham di qualche settimana fa ha lasciato senza parole quasi tutti.
Effettivamente la Coppa Italia di oggi, salvo qualche raro caso negli ultimi anni (mi vengono in mente i miracoli del Pordenone e soprattutto dell'Alessandria, ndr), ha sinceramente stancato.
Nove volte su dieci arrivano in finale compagini che hanno già staccato il loro pass per le coppe europee.
Nove volte su dieci arrivano in finale compagini che ritengono la Coppa Italia un problema, o comunque un ostacolo in più verso il raggiungimento dei loro reali obbiettivi.

Qualche anno fa provai a dare, proprio da queste colonne, la mia ricetta per il sistema calcio italiano [LEGGI QUI]. Naturalmente, ma anche giustamente, nessuno mi ha ascoltato. Effettivamente a volte non mi ascolterei neanche io, ma questa è un'altra storia (sto ridendo mentre lo scrivo, ndr).

E allora spazio alla Coppa Italia dei sogni di Nunzio Danilo Ferraioli.

Primo turno: entrano in gioco le migliori di Eccellenza che durante la stagione antecedente non sono riuscite a salire in Serie D (numero tutto da decidere anche perché ogni stagione la massima categoria regionale cambia format, ndr), assieme alle 166 compagini della quarta serie nazionale.

Secondo turno: entrano in gioco tutti i club di Serie C.

Terzo turno: spazio ai club di Serie B e Serie A.

Naturalmente tutte sfide da 90 minuti (con eventuali rigori, senza supplementari), e fino al terzo turno in casa della squadra con il ranking più basso. Dal turno successivo, sorteggio integrale.


Basterebbe poco per sognare, anche perché ci sono sfide e derby che non si giocano da millenni.
E' giunta l'ora che la FIGC cominci a studiare soluzioni per rendere le competizioni più incerte ed avvincenti. Naturalmente in un “mondo” senza Covid, e con gli stadi aperti eh.