Radiazioni e calciatori in fuga. Urge restyling per la Serie D

Radiazioni e calciatori in fuga. Urge restyling per la Serie D   TMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
venerdì 8 novembre 2013, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

La Serie D da riformare. Ne avevamo già parlato nelle scorse settimane chiamando in causa Carlo Tavecchio, il presidente della Lega calcio di categoria.

Il Nardò che per la quarta volta, in questa stagione, non si presenta in campo viene radiato. Il Bojano, recidivo, ma che per salvare il titolo sportivo (momentaneamente?) si presenta al “Conero” di Ancona con la squadra “juniores” e soccombe di otto reti (solo!?!).

Nel girone H la classifica è stata stravolta, in settimana sono stati, ufficialmente, sottratti i punti a tutte le squadre che avevano già affrontato i granata pugliesi. Nel raggruppamento di Marche, Umbria ed Abruzzo (F), domenica scorsa, si è scesi nel ridicolo: improponibile pensare che i “ragazzini” del Bojano possano andare in giro, per il resto del campionato, a fare indigestione di sconfitte.

I due casi citati rappresentano solo la punta dell’ “iceberg”. Nel corso della stagione i nodi verranno al pettine anche in altri gironi. In molte piazze già si ascoltano i “rumors” di tanti calciatori che, scontenti,  vogliono cambiare casacca alla prossima riapertura delle liste di trasferimento. Il contendere è sempre lo stesso: ai faraonici progetti iniziali di alcuni, non fa seguito il necessario supporto finanziario. In tanti sono già in arretrato con il pagamento dei “compensi” ( indipendentemente dal loro “colore”).

Servono nuove regole. Tutti gli anni, per completare l’ organico ad inizio stagione, si deve ricorrere al ripescaggio di tante Società. Sedici, quasi un girone (!?!), anche all’ inizio del corrente campionato!

Mantenere in piedi questo format a 162 squadre e con questi presupposti, non ha un senso logico. Soprattutto non risponde alle necessità di un futuro progettuale e programmatico utile al nostrano pianeta del calcio. Non serve ad un piano di miglioramento della qualità tecnica della base. La categoria sta diventando un contenitore per calciatori ultratrentenni alla ricerca dell’ ultimo contratto e per “under”, tecnicamente immaturi. Meteore, il più delle volte mandate in campo allo sbaraglio, destinate a scomparire al compimento dell’ età per la qualifica di “over”.

La categoria necessita di una ristrutturazione globale. La normativa vigente è superata e lacunosa. Nel format, nelle disposizioni finanziarie e nei controlli. Continuare ancora a parlare di semplice dilettantismo è vera e propria utopia! Urgono modifiche sul vincolo dei calciatori e sul rapporto contrattuale Società/tesserati. Gli importi massimi fissati negli attuali contrattini del così detto “rimborso spese”, all’ esame delle realtà incontrovertibili dei fatti, rasentano il ridicolo.

Senza trascurare che il tutto è riconducibile alla riforma dei campionati in Lega Pro. Al possibile salto di categoria ambìto da molti. Le regole ed i controlli finanziari vigenti in Lega Nazionali Dilettanti non sono in linea con i dettami del calcio professionistico. In taluni casi il passaggio alla categoria superiore  rappresenta un vero salto nel buio.

La Lega Pro, anche nella nuova formula a girone unico impone una serie di regole fondamentali che iniziano dalla struttura societaria e sino all’  impiantistica sportiva. Norme che spaziano in tutti i settori, incluso il pagamento nei termini di stipendi ed oneri riflessi e che vanno dal controllo del piano finanziario per le risorse economiche dell’ azienda, all’ idoneità degli stadi ed all’ osservanza dei servizi ad essi connessi.

In Serie D, sotto questo aspetto, si è rimasti ancorati a situazioni obsolete. Insufficienti e fragili le garanzie richieste al momento dell’ iscrizione e tutt’ ora sommari i controlli sulla gestione finanziaria.

Nell’anticamera del calcio professionistico servono, nel breve, idee  nuove e attuabili. Sullo status e sul vincolo dei tesserati, sul loro contratto economico, sulle garanzie e sui controlli. Poi si potrà parlare di un calcio vero e organizzato.

Improponibile, infatti, solo il pensare di dover ricorrere ancora, in futuro, a 16 ripescaggi per completare l’ organico!

Sarebbe una cosa fatta tanto per. Solo per salvare il salvabile.