Rogito sì, rogito no. Mancini prende tempo per la prima scadenza e a Catania riemergono i fantasmi. Oggi nuova giornata decisiva per evitare un'altra figuraccia

30.03.2022 00:00 di Tommaso Maschio   vedi letture
Rogito sì, rogito no. Mancini prende tempo per la prima scadenza e a Catania riemergono i fantasmi. Oggi nuova giornata decisiva per evitare un'altra figuraccia
TMW/TuttoC.com

All’indomani della vittoria dell’asta fallimentare in cui salvava il Catania su queste colonne avevamo detto che da <b>Benedetto Mancini</b> ci saremmo aspettati i fatti dopo le belle parole spese da neo presidente etneo, ricordando come in passato fossero mancati e augurandoci che questa volta non si ripetessero certi avvenimenti non piacevoli soprattutto per i club e i tifosi interessati. E avevamo promesso di vigilare sulla situazione.

Nella giornata appena passata sarebbe dovuto arrivare il famoso rogito per completare l’acquisizione del Catania, ma dopo un’ora di incontro fra Mancini, il notaio Grasso, i curatori e il giudice è arrivata una fumata grigia che ha fatto subito alzare le antenne ai tifosi che speravano di poter dormire sonni tranquilli almeno fino al termine della stagione e che ora si ritrovano nuovamente catapultati in quel recente passato fatto di attese infinite e incubi di fallimento. Mancini ha voluto rassicurare tutti che non ci sono problemi e che un giorno di differenza per la firma di questo famoso, e maledetto, rogito non fa poi la differenza. Ma per chi da tempo vive sul filo di lana certo la sensazione in queste ore non è delle migliori anche perché è solo di pochi giorni fa la lettera dei calciatori, supportati dall’AIC, sulla questione stipendi di novembre e dicembre che ancora non sono arrivati nonostante la “ presenza di importanti fideiussioni a garanzia dei nostri stipendi (prestate dalla Società all'atto dell'iscrizione al campionato)”.

Non il miglior biglietto da visita per il neo proprietario che oggi sarà chiamato a dare risposte certe, anzitutto firmando il rogito e completando l’operazione, anche per allontanare cattivi pensieri. Il tempo sta ormai scadendo e di altri rinvii la piazza e la squadra non ne potrebbero sopportare. Ma anche la Serie C e il calcio italiano, fresco di una delusione mondiale inattesa, non possono in questo momento permettersi ennesime figuracce che tra l’altro trascinerebbero nel baratro una piazza tra le più importanti e calde d’Italia dopo neanche due settimane da quel sospiro di sollievo che tutto il movimento, oltre che i tifosi etnei, avevano tirato.