SALERNITANA, L'ESONERO DI SANDERRA DECISO DUE SETTIMANE FA. BENEVENTO, CARBONI AGLI SGOCCIOLI? CASO DI LORETO: QUANDO COMANDANO I PRESIDENTI
Molto spesso gli esoneri degli allenatori all'apparenza sembrano improvvisi e repentini, ma in realtà sono stati ipotizzati con largo anticipo dai dirigenti. L'ultimo caso simile riguarda la Salernitana, laddove il patron Claudio Lotito covava da un paio di settimane la decisione di esautorare Stefano Sanderra. L'ex tecnico del Latina ha pagato l'avvio deludente di campionato e già alla vigilia della trasferta di Ascoli l'esonero si era materializzato. Allora i vertici del Cavalluccio decisero di fornire a Sanderra un paio di prove d'appello contro appunto i marchigiani e il Viareggio. Gare conclusesi con stentati pareggi e così il cambio in panchina è divenuto inevitabile. Lotito aveva scelto l'ex Livorno e Rimini Leo Acori, presente non a caso sugli spalti dell'Arechi in occasione del match con i versiliesi. La piazza, però, voleva il ritorno di Carlo Perrone, artefice del doppio salto dalla Serie D alla Prima Divisione. Consultatosi con i senatori dello spogliatoio, Lotito ha operato la clamorosa inversione a U richiamando proprio l'allenatore esautorato alla vigilia del ritiro pre-campionato. Pace fatta fra i due e risoluzione con Sanderra, che con grande eleganza non si è soffermato sui modi in cui è stato scaricato dalla formazione granata.
In Campania le panchine quest'anno sono maggiormente roventi che altrove. Anche nel Sannio non si possono dorimire sogni placidi e tranquilli. Al di là delle dichirazioni di circostanza la posizione di Guido Carboni è tutt'altro che salda in proiezione futura. Qualche passo falso sul campo e una presa di posizione fuori dai canoni nel caso Evacuo hanno lasciato perplesso il patron Oreste Vigorito. Considerata la passione e la vulcanicità del patron giallorosso saranno determinanti gli esiti delle prossime gare. In caso di ulteriori scivoloni e passi falsi dopo l'eliminazione in Coppa, per mano di un club di categoria inferiore quale l'Ischia, non sarebbe affatto sorprendente un avvicendamento alla guida degli Stregoni. Tanto che a Benevento si dubita addirittura sul fatto che l'ex mister del Frosinone possa mangiare il panettone...
In Lega Pro ormai i presidenti stanno diventando sempre più protagonisti e decisionisti, relegando in secondo piano le figure dei direttori sportivi che in numerose circostanze si tramutano in yes-man dinanzi ai desideri dei propri patron. Una situazione simile è accaduta a Castel Rigone, dove il patron Brunello Cucinelli all'indomani della vittoria contro il TuttoCuoio ha esonerato mister Marco Di Loreto. L'ex difensore del Perugia non ha schierato i calciatori sui quali aveva puntato il presidente in estate. Il casus belli è legato all'esclusione nella gara vittoriosa di sabato contro il TuttoCuoio di un difensore (Sbaraglia) e del neo acquisto Bianco. Già in estate c'era stato un caso simile per il difensore, ex Como, Francesco Luoni. Inoltre nei giorni antecedenti alla sfida con i toscani presidente e tecnico avevano stabilito delle linee guida, che poi l'allenatore non avrebbe rispettato. Per la successione il presidente umbro ha puntato sull'ex giocatore di Napoli e Juve Luca Fusi. Una scelta nata dopo aver contattato altri tecnici, fra cui Aldo Firicano, Alessio De Petrillo e Zè Maria. Proprio l'ex Pro Patria era la prima scelta del piccolo borgo perugino, ma ha rifiutato. Così la virata su Fusi, operata direttamente dal presidente mentre il suo diesse seguiva i corsi Adise in quel di Coverciano. Perchè nel calcio - volenti o nolenti - comandano sempre loro: i presidenti...
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