SI SCRIVE LEGA PRO, SI LEGGE SERIE A

SI SCRIVE LEGA PRO, SI LEGGE SERIE ATMW/TuttoC.com
© foto di Nicolò Schira
domenica 13 novembre 2011, 09:10Il Punto
di Nicolò Schira
Redattore e massimo esperto di calciomercato per TuttoLegaPro. Conduttore della trasmissione radiofonica "FateC1 Largo" sulle frequenze di RTP. Opinionista sulla Lega Pro per Radio Sportiva. Telecronista per TelePavia. Opinionista a "CSiamo" su Odeon

Si scrive Lega Pro, ma in realtà si legge Serie A. Sì, avete letto bene stiamo equiparando la terza serie del calcio italiano alla nostra massima divisione calcistica nazionale. Non siamo impazziti, semplicemente vi raccontiamo l'ambizione che nutrono i vertici federali della Lega Pro, che ormai da mesi stanno lavorando, alacremente, per rendere i format dei campionati di Prima e Seconda Divisione sempre più avvicincenti ed affascinanti per i tutti i calciofili.

Per questo motivo i gironi di Prima Divisione hanno avuto una composizione, associante compagini che si trovano a latitudini opposte lungo lo stivale italico. Una scelta che ha fatto molto discutere e che fu accolta con grande scetticismo, ma che - bisogna riconoscerlo - si sta rivelando vincente. Infatti stiamo assistendo a due tornei in assoluto fra i più equilibrati dell'ultimo decennio: nel Girone A dal quarto posto in giù c'è grandissima bagarre sia per accedere alla zona Playoff che per evitare quella Playout; mentre nel Girone B addirittura ci sono dieci squadre nell'arco di appena tre punti a testimonianza di come l'equilibrio sia sottilissimo e la lotta serrata.

Una Lega Pro che, anno dopo anno, acquisisce sempre più prestigio ed appeal tanto da essere equiparata dalle emittenti televisive alla Serie B con l'introduzione da venerdì prossimo di un anticipo che permetterà, a rotazione, alle compagini della terza serie di apparire sotto i riflettori del tubo catodico. Si partirà con Avellino-Como ovvero una sfida che vedrà protagoniste due compagini dal pedigree illustre e con un passato neppure troppo remoto nella massima serie. In effetti sono tantissime le piazze presenti in Prima e Seconda divisione, vantanti un passato più o meno recente in cadetteria o addirittura nella massima serie, perciò meritano di essere valorizzate tanto quanto le splendide realtà che ogni anno si affacciano nel mondo dell'ex Serie C.

Non dobbiamo dimenticarci poi di come la Lega Pro rimanga il serbatoio più prolifico, dal quale attingere i futuri protagonisti della Serie A. Nell'Italia Campione del Mondo 2006 - come sottolinea spesso anche il Presidente di Lega, Macalli - c'erano ben nove ventitreesimi della rosa allestita da Marcello Lippi cresciuti in Lega Pro: ovvero Amelia, Zaccardo, Materazzi, Grosso, Barzagli, Oddo, Barone, Toni e Iaquinta. Per non parlare dei grandi protagonisti della Serie A, alcuni pure nel giro della Nazionale di Prandelli, come Cossu, Parolo, Acerbi, Giaccherini, Ranocchia, Matri, Rocchi, Valiani, Santacroce, Cassetti e molti altri, tutti svezzati dall'ex Serie C ed attuale Lega Pro negli scorsi anni e ora protagonisti ai massimi livelli. Insomma la tanto bistrattata Lega Pro - che a livello mediatico su giornali e nei grandi network televisivi deve accontentarsi delle briciole come semplici trafiletti e notizie scritte appena nel crawl testuale - in realtà incarna la base del movimento calcistico della nostra penisola.