TRAPANI, COMUNQUE VADA NON PUÒ ESSERE UN LIETO FINE

I calciatori del Trapani lamentano il mancato pagamento degli stipendi, la società (in parte) smentisce. Nel frattempo la squadra si gioca la Serie B.
05.06.2019 01:30 di Ivan Cardia   Vedi letture
TRAPANI, COMUNQUE VADA NON PUÒ ESSERE UN LIETO FINE

“Questa è la nostra favola...scriviamo tutti ASSIEME il lieto fine”. Si chiude così il comunicato dei calciatori del Trapani diramato in giornata. Una squadra che lamenta il mancato pagamento degli stipendi di aprile e che si appresta a giocare la finale dei playoff per andare in Serie B. Poi la società ha smentito che i calciatori non pagati (a marzo) siano così tanti, ma il problema resta. Delle scadenze non rispettate, di una nuova proprietà che si presenta così dopo neanche una stagione, senza fugare concretamente i dubbi che la stessa Lega Pro aveva sollevato all’indomani dell’avvicendamento societario.

Non sarà un lieto fine, aggiungiamo noi. A prescindere dal risultato sportivo, e con l’augurio che dal punto di vista contrattuale tutti gli impegni siano rispettati, la prospettiva che alla fine della fiera vada tutto bene. Se però in campo si affronteranno un gruppo di calciatori pagati nei termini e un altro che invece non lo è stato, non può essere un lieto fine. Il problema resta, le perplessità pure. Anche quelle di quando scrivevamo qualche tempo fa del nuovo corso societario: “Ci limitiamo sommessamente a far notare che chi ora guiderà il Trapani a inizio stagione dava rassicurazioni sulla salvezza finanziaria del Matera. Nessun giudizio, per ora: è un mero dato di cronaca, a voi le considerazioni”. Il comunicato, e ci pare di capire dalla smentita societaria anche il mancato pagamento degli stipendi di aprile, sono altresì dati di cronaca. E le considerazioni le lasciamo ancora una volta a voi.

C’è stata poi nella giornata di martedì la comunicazione dei nuovi requisiti per l’ammissione al prossimo campionato di Serie C. Cambia poco e cambia tutto, perché la vera novità non è nelle cifre ma nelle condizioni: tutto entro il 24 giugno, non si andrà più oltre. È stato un punto fermo della nuova era Gravina&Ghirelli, resta il dubbio che tante, troppe, società a quella data non riusciranno a mantenere fede. E ci interroghiamo se davvero il 24 giugno sarà finito tutto.