Una Serie C rinnovata. Nello stile e nelle regole. Out chi “sgarra”. Appello agli arbitri: non falsate il campionato. Chi salva la categoria con i propri soldi merita rispetto

Una Serie C rinnovata. Nello stile e nelle regole. Out chi “sgarra”. Appello agli arbitri: non falsate il campionato. Chi salva la categoria con i propri soldi merita rispettoTMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 14 aprile 2016, 07:50Il Punto
di Vittorio Galigani

Tornerà a chiamarsi Serie C. Presto. Molto presto. Un ritorno alle origini più che gradito. Sarà ristabilito il format a 60. Una vittoria del nuovo management. Si dovrebbe giocare in tre gironi da venti squadre.

Uso il condizionale. Perché saranno introdotte nuove regole. Stringenti. Riguardanti il rilascio delle licenze nazionali. Norme che sono state oggetto di discussione nel corso del recente direttivo. Che saranno portate in assemblea di Lega il prossimo 21 aprile. Che dovranno essere successivamente approvate dal Consiglio Federale.

Una linea di condotta non esasperata. Certamente.  Ma che punta a ristabilire sani principi. In ogni singola gestione. Potranno iscriversi. Partecipare ai campionati. Soltanto coloro che saranno in grado di dimostrare la loro solvibilità. Questo il messaggio che si percepisce dalle azioni intraprese da Gabriele Gravina. Un “tam tam” continuo per tutti i presidenti.

Lo lascia intendere la “scaletta” predisposta per le garanzie bancarie.

I contratti economici “accomodati” saranno rigettati. Per inteso, quelli pluriennali. Con la prima annualità al minimo federale e quelle successive con cifre a cinque zeri. Un escamotage usato dai più “furbi”. Al quale non si potrà più fare ricorso. Molto in voga negli anni passati. Che permetteva di abbattere il tetto del budget. Era una vera e propria  evasione fiscale e contributiva. Una concessione della precedente governance. Che lasciava larghe le maglie dei controlli. In maniera oltremodo permissiva.

Questo il motivo per il quale ho usato il condizionale. Nutro seri dubbi sulla composizione dei tre gironi a 20 squadre. Qualche club potrebbe rimanere al palo. Lo lasciano intendere le carenze, nel rispetto degli obblighi contrattuali, accusate da alcune Società. Già nel semestre conclusosi a fine dicembre scorso.

Tagliare eventuali rami secchi non sarà una sconfitta. Tutt’altro. Servirà a conferire solidità. A restituire credibilità. A cancellare deferimenti e penalizzazioni. Quei brutti numerini. Contenuti tra parentesi. Presenti da troppi anni in tutte le classifiche.

Gabriele Gravina, per quanto mi risulta, si presenterà in assemblea. Il 21 aprile prossimo. Con un pacchetto di nuove disposizioni. Riguarderanno le procedure di ammissione al prossimo campionato. Regole senza dubbio più severe di quelle attualmente in vigore. Riguarderanno le risorse economiche e le strutture. Quelle nella disponibilità di ogni singolo club.

Tutti i presidenti sono chiamati ad una prova di maturità. Rendersi disponibili. Lavorare nell’interesse della categoria. Comprendere che occorre uno scatto di qualità. Una spinta verso l’alto.

Chi non ce la fa deve scendere dalla macchina. E’ divenuto inevitabile.

Ho sempre difeso gli arbitri. In questo finale di campionato i miei principi iniziano a vacillare. Nel giro di poche settimane mi è capitato di vedere situazioni veramente imbarazzanti. Prima in Akragas – Martina. Poi in Benevento – Cosenza.

Sabato ho anche assistito a Casertana-Foggia. Cose da capogiro. Il Foggia è una bella squadra. Gioca bene. Non ha assolutamente bisogno di “aiutini”. Schiera in avanti, per di più, un “panzer” in grado di perforare ogni difesa avversaria.

L’arbitro Carlo Amoroso, di Paola è stato clamoroso. I suoi errori hanno determinato il risultato. In maniera chirurgica. E’ intervenuto sui padroni di casa usando un “bisturi” avvelenato. La sconfitta della Casertana porta il suo nome.

Sulla regolarità della stagione agonistica gli arbitri recitano un ruolo fondamentale. L’incapacità di taluni “fischietti” rischia di falsarne l’andamento. Lo sta a dimostrare il percorso del campionato. Non intendo parlare di malafede, ma il ripetersi accanito di episodi negativi invita a riflettere. Dovrebbe farlo anche Danilo Giannoccaro. Il designatore per la Lega Pro.

Usualmente partite come quella di Caserta vengono affidate ai migliori. Quelli più prossimi al salto di categoria. Con Carlo Amoroso in serie B. Nella prossima stagione. Ci sarebbe di che preoccuparsi.

Il calcio della Lega Pro sta attraversando un periodo delicato. C’è crisi economica. Le Società che chiudono il bilancio a pareggio si contano sulle dita di una mano. Le altre sono tutte in perdita. Rimini e Carrarese sono soltanto la punta di un iceberg che va alla deriva.

Quello dei direttori di gara è un compito delicato. I loro errori possono risultare determinanti.  La passione dei presidenti va tutelata. Non bisogna stancare i migliori. Costringere all’abbandono anche quelli che, rimettendoci di tasca propria, tengono in moto gli ingranaggi.

Rappresenterebbe una sconfitta. Una brutta sconfitta perdere anche quelli che garantiscono la continuità.

Provate a chiedervi: come andrebbe a finire?