VICENZA, LE CORDATE INTERESSATE AL CLUB. RIMINI, UNA SQUADRA EXTRALARGE. LE FAVOLE DEL PORTO TOLLE
Con quattro vittorie consecutive in casa Vicenza si è tornati a respirare l'aria dell'alta classifica. Una piazza quella biancorossa che per blasone e tradizione non ha nulla a che vedere con queste categorie. Non a caso negli ultimi undici anni era stata protagonista in Serie B dopo i fasti nella massima serie, dove lanciò campioni come Paolo Rossi. Il club vicentino non vive un momento straordinario (per usare un eufemismo) dal punto vista societario. La società è sul mercato e si cercano nuovi investitori/acquirenti. Ad ottobre è stato, infatti, nominato quale advisor e curatore della cessione della società il commercialista Ippolito Gallovich, al quale negli ultimi giorni è stato recapitato l'interesse manifesto da parte di una cordata locale, composta da diversi imprenditori. Nei confronti della compagine di via Schio c'è anche l'attenzione da parte dell'ex patron del Varese, oggi vicepresidente del Genoa, Antonio Rosati. La convivenza di quest'ultimo con Enrico Preziosi al timone del Grifone non è idilliaca e il manager potrebbe dirottare i propri interessi sulla squadra vicentina. Le grandi manovre sono appena iniziate...
Situazione differente in quel di Rimini, laddove la formazione di Osio veleggia nei quartieri alti della classifica e ambisce all'ingresso nella Lega Pro unica. La particolarità inerente alla compagine romagnola riguarda le dimensione extralarge della rosa biancorossa. In organico, infatti, ci sono ben trentacinque tesserati. Un roster da Champions League e che giocando appena una volta a settimana appare esagerato e sproporzionato. Non è un caso che parecchi elementi (una squadra intera) siano costretti ogni settimana ad accomodarsi in tribuna e vogliano andare via durante la sessione invernale di mercato. Un organico così strutturato: quattro portieri (Scotti, Dini, Zanier, D'Ambrosio), undici difensori (Brighi Andrea, Ciboldi, Cancelloni, Scarabelli, Ferrari, Gasperoni, Sereni, Vittori, Martinelli, Moretti, Rosini), nove centrocampisti (Amati, Brighi Marco, Drizis, Del Sole, Valeriani, Spinosa, Semprini, Marteddu, Sartori) e addirittura undici attaccanti (Andrei, Baldazzi, Catalano, Bussi, Fall, Lozzi, Erasmi, Nicastro, Zanigni, Maio, Morga). Un supermarket che a gennaio potrebbe regalare parecchie occasioni ai club alla ricerca di rinforzi...
La favola del Porto Tolle: in questi mesi abbiamo letto parecchie volte tale accostamento nei confronti di una società capace in tredici anni di arrampicarsi dalla Terza Categoria alle soglie del calcio professionistico. Chapeau per quanto fatto da mister Zuccarin e dalla dirigenza veneta in questi anni, tuttavia la Lega Pro è un altro mondo. Se ne sono accorti obtorto collo gli stessi protagonisti della favola, che hanno così sacrificato l'alfiere della scalata (Zuccarin) per un cavaliere più avvezzo ai meandri della categoria (Favaretto). La comunicazione e le dinamiche riguardanti il calcio dei grandi sono differenti da quelle del non professionismo. Più si sale di livello e maggiormente è difficile occultare e celare una indiscrezione. Così, dopo avervi svelato l'avvento di Paolo Favaretto in panchina ancor prima del summit dirigenziale che lo avrebbe investito di tale ruolo, vi raccontammo [LEGGI QUI] della trattativa e dell'intesa fra la formazione veneta e il portiere svincolato Andrea Cano. Fummo tacciati di voler destabilizzare l'ambiente. Non sia mai! Peccato che - come recita un celebre adagio - il tempo sia galantuomo e nell'arco di due settimane si sia verificato, puntualmente, quanto vi avevamo svelato in tempi non sospetti. Probabilmente - stando alle parole della direttrice Visentini - siamo stati dei Nostradamus o più banalmente abbiamo fatto bene il nostro lavoro, nonostante il tentativo inopinato di screditarlo rubricandolo alla voce di rumors senza fondamento. Così giusto per ricordarlo...
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