Bomber D'Appolonia a TLP: "E pensare che sarei dovuto andar via... Ora trascino il Venezia in Prima Divisione. Sottili merita i TLP Awards"

Bomber D'Appolonia a TLP: "E pensare che sarei dovuto andar via... Ora trascino il Venezia in Prima Divisione. Sottili merita i TLP Awards"TMW/TuttoC.com
Davide D'Appolonia
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
domenica 12 maggio 2013, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Alessio LAMANNA

Ad un tavolo da gioco, avere un poker non è garanzia di vittoria. Potrebbe sempre esserci una scala reale dietro l'angolo, pronta a spolpare lo sfortunato di turno. Di certo, però, avere un poker non è cosa che capita ad ogni mano.

Nel celebre gioco di carte la buona sorte conta e non poco (anche se l'abilità è ancor più necessaria); noi ci occupiamo di uno sport in cui la fortuna conta esponenzialmente meno e in cui un poker non lo peschi certo casualmente da un mazzo di carte, ma lo puoi realizzare solo buttando quattro volte la palla nella rete avversaria. La cosa è dunque ancor più rara. Davide D'Appolonia ci è riuscito settimana scorsa, nel match che ha visto la sua Unione Venezia battere 5-4 a domicilio il Fano. Così, il giovane attaccante veneziano (nato nel dicembre del '93) si è consacrato, raggiungendo anche il fatidico traguardo della doppia cifra. Una stagione strepitosa la sua, la prima da professionista. Noi di TuttoLegaPro.com l'abbiamo contattato in ESCLUSIVA, e Davide ci ha dedicato uno spicchio del suo tempo tra una mattinata di scuola (è al quinto anno di ragioneria e quest'anno, oltre ai playoff, lo aspetta la maturità) e un pomeriggio di allenamenti. Segue l'intervista completa.

Non capita tutti i giorni di segnare quattro gol. Nel tuo caso, ti hanno anche regalato la doppia cifra...

"Beh, sì, sono molto contento a livello personale. Inoltre la vittoria serviva alla squadra per mantenersi in zona playoff".

Ti aspettavi di essere utilizzato così tanto in questa tua prima stagione tra i professionisti?

"No, quando siamo partiti in ritiro non sarei nemmeno dovuto rimanere: in origine si pensava di mandarmi a farmi le ossa in Serie D. Fortunatamente per me, in ritiro eravamo in pochi e sono riuscito a mettermi in mostra. Mister Zanin mi ha visto bene in allenamento, mi ha provato in partita alla quinta giornata contro il Renate e ho fatto bene. Dopo due partite sono riuscito subito a trovare la via del gol e così mi sono guadagnato la fiducia".

Siete ufficialmente ai playoff. Cosa vi ha consentito di cambiare marcia rispetto al non eccezionale inizio di stagione?

"I playoff erano l'obiettivo minimo che ci eravamo prefissati ad inizio stagione, ma visto il nostro avvio è diventato un obiettivo più grande del previsto. Ritengo che il cambio di allenatore sia stato solo una coincidenza; forse la differenza l'ha fatta il mercato di gennaio. Si è sbloccato qualcosa a livello mentale: ha portato più competizione e più impegno. Poi non è mai facile individuare bene le cause di un miglioramento come il nostro".

Mister Sottili è ai primi posti dei nostri TLP Awards: meriterebbe il premio secondo te?

"Non conosco gli altri allenatori di Seconda Divisione, ma mister Sottili ha fatto un grande lavoro qui, aiutandoci a compiere una grande risalita. Ora siamo in zona playoff e abbiamo anche qualcosa su cui recriminare: con qualche occasione persa in meno ci saremmo potuti giocare la promozione diretta. Per quello che ho visto qua, il mister meriterebbe il premio".

Ma alla promozione diretta ci credete ancora?

"C'è una piccola, piccola percentuale che il Casale riesca a battere la Pro Patria. Noi dobbiamo comunque battere il Savona per mantenere il terzo posto, poi quel che arriva, arriva. Per come eravamo partiti è già un grande traguardo essere ai playoff. Però il Casale ha battuto il Castiglione nel recupero e una piccola speranza c'è".

Quale avversaria eviteresti volentieri ai playoff?

"Mah, io a questo punto direi nessuno: alla fine se si riesce ad evitare una squadra forte in semifinale, la trovi comunque in finale. Quella che mi ha impressionato di più, però, è il Monza".

Il tuo compagno Bocalon, anche lui veneziano, ha recentemente fatto 4 gol in due settimane. Poi è arrivato il tuo poker. Quanto aiuta giocare nella squadra della propria città?

"Ti senti più la maglia addosso. C'è un orgoglio maggiore di giocare con la squadra della propria città: io e Riccardo siamo contentissimi così. Da piccoli andavamo allo stadio a vedere quando il club era in Serie A e B".

Stai raggiungendo la maturità calcistica. Per quanto riguarda la maturità scolastica, invece, a che punto siamo?

(sorride, ndr) "Sta andando bene dai...ora è l'ultimo mese, poi abbiamo gli esami e vediamo. Per la tesina sono ancora indeciso tra due/tre argomenti: è dura far combaciare gli impegni scolastici con quelli calcistici".

Ti stai attirando l'attenzione di squadre di categorie superiori. Come valuterai queste sirene di mercato?

"Per adesso sto pensando a far bene qua, poi valuteremo con chi di dovere. Finora nessuno mi ha contattato, almeno personalmente. Ho firmato recentemente un contratto fino al 2015. Se rimarrò o meno dipenderà da tante cose: dall'esito del campionato, dalla volontà della società e altro ancora. Ma per ora sto pensando solo a portare il Venezia in Prima Divisione".