Campobasso, mister Imbimbo a TLP: "Crediamo nella salvezza"

Campobasso, mister Imbimbo a TLP: "Crediamo nella salvezza"TMW/TuttoC.com
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domenica 4 marzo 2012, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Luca Esposito

Dopo l’addio di un allenatore esperto come Nicola Provenza ci si aspettava a Campobasso un altro allenatore con esperienze in Lega Pro, invece il ds Molino ha voluto puntare su Eduardo Imbimbo, una vita nei settori giovanili: la scelta del direttore è stata indovinata, perché la squadra è rimasta in grado di conquistare l’obiettivo della salvezza. Irpino, con un passato nelle giovanili di Salernitana e Avellino, Imbimbo è alla sua prima esperienza da professionista e racconta che, dopo le cessioni importanti operate in gennaio, il suo lavoro è consistito soprattutto nel recupero psicologico di altri giocatori che a loro volta erano stati messi da parte, uno di questi in particolare è Todino. Come lo stesso tecnico ha detto in esclusiva a TuttoLegaPro.com, la quota salvezza, tenuto conto che quest’anno nel girone B di Seconda Divisione la sedicesima si salva senza i play-out, andrebbe fissata almeno a 42 punti.

Devo ringraziare il presidente Capone e anche il direttore Gigi Molino i quali mi hanno voluto a Campobasso e mi hanno affidato questa responsabilità di salvare la squadra – afferma il tecnico, intervistato appena dopo il successo di mercoledì sull’Ebolitana – Aver vinto nella partita di recupero potrebbe aver galvanizzato tutto l’ambiente campobassano, e mi auguro che sia solo l’inizio”.

Il Campobasso non vinceva dallo scorso anno.

Infatti, ci mancava una vittoria, una vittoria importante quella di mercoledì perché l’Ebolitana era una diretta concorrente alla salvezza. Dedichiamo questi tre punti ai nostri tifosi: l’obiettivo principale che abbiamo è riportare pubblico allo stadio, e Campobasso sportiva ha bisogno dei suoi tifosi perché è una piazza tra le più importanti in Lega Pro. Si potrebbe fare anche la Prima Divisione qui, dove in passato si è fatto grande calcio. Dobbiamo essere noi a far tornare la gente allo stadio”.

Comunque partiamo dal principio: lei era arrivato in una squadra che stava attraversando una situazione non facile. Come è stato il suo lavoro?

E’ stato a mio parere importante recuperare dal punto di vista psicologico alcuni calciatori che giocavano poco. Non era facile ricostruire tutto: si diceva ad esempio che il Campobasso potesse essere destinato a scomparire a fine stagione, comunque è stato oculato il direttore Molino a operare tutte le uscite, anche se sono state cessioni molto importanti. Comunque devo dire un’altra cosa: dopo la partenza di Balistreri, fu lo stesso Balistreri ha consegnare la fascia di capitano a Todino: -sei da molti anni a Campobasso, meriti più degli altri di indossare la fascia-  queste le parole di Balistreri. Todino se lo meritava e questa investitura lo ha responsabilizzato, se vogliamo. È un calciatore di talento e secondo me è anche esploso dal punto di vista calcistico, perché non era stato valorizzato abbastanza in precedenza”.

È difficile passare dal settore giovanile a una prima squadra, nella quale comunque giocano calciatori mediamente giovani?

No, non è difficile. Ad esempio, Fulvio Pea, attuale allenatore del Sassuolo, veniva dalla Primavera, anche se si trattava comunque della Primavera dell’Inter. La differenza è che magari nel settore giovanile devi coordinare il ragazzo insegnandogli determinati movimenti, e solo se dimostra di essere bravo può arrivare in prima squadra. Per noi queste sono vittorie. In prima squadra il lavoro dell’allenatore è più incentrato sul creare il gruppo, mentre nel settore giovanile la coesione è quasi automatica e non c’è tanto bisogno di intervenire”.

Comunque per voi non sarà assolutamente facile recuperare altre due partite dopo il riposo che dovete già osservare in questo weekend.

Infatti il calendario è come se ci avesse giocato uno scherzo: avremo da recuperare durante le settimane queste due partite, guarda caso, contro altre due formazioni in lotta per la salvezza – il Fano e il Celano – Però ci auguriamo che la vittoria di mercoledì ci dia nuovo slancio. L’obiettivo che dobbiamo porci per la permanenza in categoria sono più di quarantadue punti”.

Cosa le piacerebbe fare in futuro?

Migliorarmi sempre. Per me non esiste un traguardo. Devo sempre progredire e capire quali sono anche i miei limiti: probabilmente un errore l’ho commesso anche io in vista della partita che abbiamo perso con l’Aprilia, perché venivamo da una settimana in cui ci eravamo allenati poco. Comunque sono convinto che il Campobasso raggiungerà l’obiettivo, anche perché in rosa ha dei giovani che devono poi essere trascinati da alcuni giocatori più grandi. Ho bisogno di tutta la squadra perché di qui fino alla fine potremmo finire per giocare due partite a settimana”.