Carpi, Brini a TLP: "Non siamo favoriti, col Lecce 50 e 50. Loro tecnicamente superiori, ma niente difesa a oltranza: sarebbe un suicidio. Nel calcio ormai contano le amicizie..."
Di promozioni da allenatore in Serie B ne ha già tre. Da giocatore ha assaporato anche la Serie A, con Ascoli e Udinese. Per questo Fabio Brini, dall'alto della sua esperienza, cerca la massima concentrazione nei suoi. Dopo averli portati nei play off, infatti, l'ex tecnico di Foggia, Taranto e Ternana non vuole errori. Il vantaggio che il suo Carpi ha maturato nei confronti del Lecce (1-0 all'andata), non servirà in caso di sconfitta. Per la Serie B, quindi, servirà uscire indenni dalla trasferta pugliese. Come spiega lo stesso Brini in questa intervista esclusiva a TuttoLegaPro.com.
Vi davano poche chances, ora per alcuni siete i favoriti.
"Favoriti è una parola grossa. Diciamo che con questa vittoria abbiamo il 50% di possibilità. Sulla carta il Lecce a livello tecnico ci è superiori e bisogna darne atto. Però dopo c'è il campo che, spesso e volentieri, determina situazioni imprevedibili sulla carta. L'atto pratico dimostra che a essere determinante è la volontà dei giocatori".
Modifiche al modulo? Sarete più difensivisti?
"Sarebbe un suicidio. Non credo che potremmo cambiare a livello tattico più di tanto. Noi dobbiamo continuare a giocare come sappiamo e senza avere assilli, perché potrebbero essere deleteri. I ragazzi metteranno tutto quello che avranno in corpo perché da questa finale può dipendere anche il loro futuro".
Si aspettava di arrivare così lontano alla guida del Carpi?
"Nel momento in cui ho accettato questo rapporto con il Carpi mi era stato chiesto di lottare per i play off. Al mio arrivo la squadra era fuori dagli spareggi ma c'era la qualità per poterci entrare, come poi effettivamente accaduto".
Due volte con l'Ancona, una con la Salernitana. Uno specialista delle promozioni...
Specialista è un po' eccessivo. Ho avuto la fortuna di militare in queste società, arrivando a promozioni dirette e tramite play off. Credo che l'organizzazione societaria sia fondamentale in questi eventi. Il Carpi è già il secondo anno che prova ad arrivare in Serie B e speriamo che sia il momento giusto".
E' rimasto fermo per un anno. Come mai?
"Il calcio è cambiato. Non contano più i risultati ma altre situazioni, come le amicizie. Non voglio far polemiche ma è così. Probabilmente bisognerà adeguarsi. Ma la mentalità di un allenatore deve essere vincente, la serietà e l'onestà sono le qualità migliori per un tecnico".
Siete una delle squadre meno appariscenti di Lega Pro: difesa solida, pochi gol ma buoni. Ai play off siete la squadre con meno reti segnate durante la stagione regolare, oltre ad avere la peggior differenza reti. Eppure siete a un passo dalla B...
"Io vedo la bravura di tutta una squadra, un grande equilibrio tra i reparti. Segni poco ma subisci anche poco. Sarebbe meglio segnare di più per avere maggior tranquillità nel corso di una partita. Ma se riusciamo a essere concreti anche con minimi risultati va bene lo stesso".
Siete imbattuti con il Lecce. Due vittorie di misura e un pareggio in Puglia per 2-2.
"Credo poco a queste statistiche, ogni partita ha una storia a sé. Se uno pensa che avendo già pareggiato in campionato a Lecce sarà facile ripetersi domenica, si sbaglia di grosso".
Chi o cosa potrà decidere la partita?
"Una giocata singola può determinare il risultato. Ma anche se la qualità di un singolo può fare la differenza in un episodio, spetta poi al collettivo mantenerlo. Sicuramente dovremo limitare i giocatori importanti dell'avversario. Noi ci giochiamo qualcosa di importante ma è la stessa cosa anche per il Lecce. Bisogna essere concentrati ed entrare in campo con le gambe giuste. Ogni giocatore comunque ha un suo modo di vivere la partita. L'importante è evitare i nervosismi. Sarà di grande aiuto l'esperienza. E' vero che per molti dei miei giocatori sarà la prima volta in una gara del genere, ma anche da qui si capirà se possiamo andare avanti".
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