Fabio Lauria a TLP: "Voglio i playoff, e voglio vincerli. Venezia lo merita"

31.01.2013 23:00 di Alessio LAMANNA   Vedi letture
Fabio Lauria
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Fabio Lauria
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"Vedi Napoli e poi muori". Per molti, questo adagio è reale. Altri sono discordi, e preferiscono Roma, Firenze, Milano, Palermo, Bologna, Torino, Venezia (digressione extra-calcistica: se ci si pensa bene, viviamo in una nazione davvero magnifica). Già, Venezia. C'è un napoletano che nella città di San Marco, di Murano e dell'Otello, la città dell'amore, sembra aver trovato la sua panacea. Si tratta di Fabio Lauria, che di mestiere fa l'attaccante. Uno di quei calciatori che non è stato per nulla coinvolto nel trafelato mercato di riparazione perché lui, da riparare, non ha proprio niente. Lui ama la sua squadra, l'Unione Venezia, e la sua squadra si tiene stretto lui. E' solo alla seconda stagione in Laguna, ma a giudicare dalle sue parole ci sono tutte le premesse per iniziare un lungo percorso in arancioneroverde

Lauria, nato nell'agosto 1986 sotto il Vesuvio, esordisce tra i professionisti con la Reggiana, in Prima Divisione, nella stagione 2004/2005. L'anno successivo ha la chance di giocare in Serie B, con l'Arezzo, ma un grave infortunio ne pregiudica la continuità. Seguono tanti anni di Prima Divisione, con Martina Franca, Lanciano, Arezzo e Lumezzane. Poi la discesa in D, con la blasonata Unione Venezia. I lagunari vengono subito promossi in Lega Pro anche grazie ai suoi 10 gol (nelle stagioni precedenti ne aveva segnati massimo 4), ed eccoci arrivati a quest'anno. Sei reti in 19 presenze per lui: statistiche positive e senza precedenti nella sua carriera, che ci hanno spinto a contattare Lauria in ESCLUSIVA. Segue l'intervista completa.

 

Il vostro organico è stato assemblato a poche settimane dall'inizio di campionato, ma nonostante questo siete nei pressi della zona playoff. Siete soddisfatti?

"Bisogna premettere che meritiamo i punti che abbiamo, come tutti. La classifica non mente mai. Di certo, però, vorremmo di più. Ovviamente conosciamo le difficoltà: il 25 luglio io ero già qui ed eravamo in 9 sotto contratto. E' chiaro che in queste condizioni non si può pretendere di puntare subito in alto, però, conoscendo la piazza e le esigenze dei tifosi, la mentalità dev'essere sempre quella di vincere. Ora sembra che abbiamo trovato continuità di risultati e bisogna solo continuare così. Secondo me questa squadra ha tutte le potenzialità per raggiungere quantomeno i playoff".

E' stata quest'ambizione a far perdere il posto a mister Zanin?

"Si, forse la proprietà si attendeva di più da questo gruppo. Nel calcio purtroppo paga sempre l'allenatore, ma quando si arriva a un esonero le colpe sono di tutti. Probabilmente la scelta di esonerare Zanin è stata fatta con lo scopo di dare una scossa alla squadra, un segnale. I risultati stanno dando ragione a questa tesi, ma mi è dispiaciuto per Zanin: la sera dell'esonero mi ha ringraziato per quello che ho fatto. Ad ogni modo, ora c'è il nuovo allenatore e bisogna guardare avanti. Sottili si è ambientato bene ed ha avuto un buon impatto. Speriamo di continuare così, la piazza lo merita e anche noi lo meritiamo, perché abbiamo lavorato tanto e ora stiamo iniziando a vedere i risultati".

Sei reti in 19 presenze: come giudichi il tuo campionato finora?

"A livello umano sto dando tutto, tecnicamente posso ancora dare di più. L'obiettivo è sempre quello di migliorare, comunque sono contento per il mio inizio di stagione. Io ho sempre dato il 100% in ogni piazza in cui ho giocato, com'è giusto che sia, però qui è diverso..."

Già, infatti da quando sei a Venezia segni molto di più rispetto alle stagioni precedenti...

"Forse è stato il destino a volermi far venire in questa piazza, che ho sentito subito mia. Venezia è forse la prima squadra in carriera di cui sento la maglia come un tifoso. Sono grato a questa piazza: ho ricevuto tanti attestati di stima dai tifosi, e per la prima volta mi sono sentito protetto, coccolato, a casa. Ho l'obiettivo di crescere, migliorare e vincere con questa maglia. Finalmente ho capito che il calcio non è una questione di categoria".

Hai giocato tanti anni in Prima Divisione, ma anche in Serie D e quest'anno in Seconda. Hai anche assaporato la B. Quali differenze hai trovato nelle varie categorie?

"Quando io ho giocato in B, anche se purtroppo mi ruppi il crociato e quindi feci poche presenze, ricordo che c'erano molti giocatori che con la B non c'entravano niente. Gente come Floro Flores, Abbruscato, Carrozzieri, Antonini giocava in quel campionato, e rendevano il livello molto alto. Quando ho iniziato io in C non c'erano queste regole sui giovani e le squadre erano molto più forti di ora. I giovani che avevano spazio erano pochi e buoni. A parer mio la regola degli under ha un po' rovinato lo spettacolo e non fa bene ai giovani stessi".

Riuscite quasi sempre a segnare, ma avete mantenuto la rete inviolata una sola volta. E domenica arriva il Renate, uno dei migliori attacchi del campionato...

"Conosciamo il Renate, è una squadra da playoff pur essendo una piccola realtà. Ma a parer mio il Venezia deve pensare a se stesso, a dare continuità ai propri risultati. Ora siamo più sereni di prima, giochiamo come è nelle nostre potenzialità. Certo, i gol subiti sono tanti. Se ne esce col lavoro: la fase difensiva è un problema di squadra, più che di reparto. Abbiamo tanti giocatori offensivi, quindi è normale pagare un po' a livello difensivo. L'importante, comunque, è fare un gol in più dell'avversario".

Come hai ben detto anche tu, i tifosi sono ambiziosi. Possono aspettarsi una rapida risalita di categorie?

"Beh, la proprietà russa vuole portare la squadra più in su possibile, permettendo al Venezia di riconquistare i palcoscenici che ha raggiunto in passato. Io so quanto può dare la piazza e sono convinto che, per ricevere da Venezia, dobbiamo essere noi i primi a dare. Ora siamo un po' in ritardo, ma nella mia testa ho un obiettivo che è la Prima Divisione, e voglio raggiungerlo il più presto possibile con questa squadra. Poi ne ho anche molti altri, ma bisogna guardarne uno alla volta. Quest'anno voglio fare i playoff e vincerli. Così torneremo a creare entusiasmo".

Difficile essere più chiari di così. Venezia vuole la promozione, e Lauria ricambia quest'auspicio. Un obiettivo che, se verrà raggiunto, sarà riconducibile anche ai gol del bomber napoletano, così attaccato alla prestigiosa maglia arancioneroverde.