Foggia, Cavallaro a TLP: "Promozione e record di gol? E pensare che mi davano per finito. Rinnovo e caso-Nocerina, ecco come stanno le cose..."
Non si è mai troppo grandi per stupire. Giovanni Cavallaro, a 31 anni, nel pieno della sua maturità calcistica, ha battuto il suo record di gol stagionali, spingendo il Foggia verso la Lega Pro unica. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva.
Un anno magico. Record personale e promozione a un passo...
"Dopo una stagione passata fuori per un infortunio all'anca, tutti mi davano per finito. Invece sono riuscito a indossare una maglia importante e a dimostrare il mio valore, con grande entusiasmo e grande voglia. Speriamo di arrivare anche a 15 gol. Me ne mancano due, il traguardo è vicino. Ma soprattutto speriamo di coronare questo grande campionato con una promozione meritatissima. Speriamo di poter festeggiare già questa domenica".
La tripletta con il Castel Rigone ti è costata un gran bel pesce d'aprile (Leggi QUI)...
"Mi hanno trovato impreparato. Non immaginavo uno scherzo del genere in mezzo ai giornalisti, è stata molto brava Arianna, la nostra addetta stampa. Diciamo che è stata una bella str...(ride NdR). All'inizio mi ha fatto morire, perché si era inventata una mia squalifica per due giornate. Sarebbe stato un dispiacere immenso non esserci proprio in un momento importante come questo. Ma per fortuna era tutto uno scherzo".
Contro il Castel Rigone avete vinto e convinto...
"Innanzitutto bisogna dire che è stato bello tornare a conquistare i tre punti, dopo un mese non facile con risultati immeritati. Avevamo voglia di dimostrare a tutti quanti che eravamo vivi e ci siamo riusciti. Cattiveria e compattezza sono state le nostre armi vincenti, insieme a un pizzico di fortuna. Siamo andati in gol quasi subito e per noi è un doppio vantaggio: non solo sul piano del risultato, ma perché con più spazi tra le linee avversarie giochiamo meglio. Inoltre ci tenevo a segnare per dedicare una rete a un'amica che non c'è più".
Rinnovo di contratto. Quali sono i margini?
"La società ha espresso il desiderio di trattenermi, io voglio restare perché qui mi trovo benissimo. Ma abbiamo deciso di parlare di rinnovo solo a fine stagione. Niente distrazioni da qui alla fine".
Il prossimo anno, scongiuri a parte, vi aspetta un torneo molto difficile. Avete paura?
"Questa piazza ha una grande tradizione, con una tifoseria molto esigente. In Lega Pro unica il Foggia non può parteciparvi semplicemente, ma deve fare qualcosa di importante. Sarebbe bello poter ripetere il cammino di Nocera, arrivando in Serie B. Ma per pensare a questo è ancora presto, meglio aspettare e affidarsi alla società che sa quello che fa.
La prossima annata comunque sarà una mini-Serie B, con città importanti come la nostra. Ci dovremo attrezzare tutti bene perché il campionato sarà di livello alto.
Per rispondere alla domanda, quindi, ti dico che noi non abbiamo paura, anche perché abbiamo una tifoseria di un certo peso che merita categorie importanti. E noi siamo qui per questo".
A proposito di Nocerina, un pensiero su quanto successo?
"Dispiace tanto perché i tifosi di Nocera sono meravigliosi. Per cinque anni mi hanno trattato da idolo, mi hanno fatto sentire un giocatore, hanno avuto tanto amore nei miei confronti. Purtroppo nell'anno della Serie B qualcuno non puntava su di me, perché aveva altre vedute e sono dovuto andare via a malincuore. Spero proprio che la Nocerina si riprenda presto e torni il prima possibile nel calcio che conta".
Sei esploso molto tardi. Come mai?
"Ho incominciato a giocare quasi a 20 anni, adesso non sarebbe possibile. Purtroppo esplodere in Sicilia, un ambiente chiuso a livello calcistico, non è mai facile. Ho fatto 5 anni di Eccellenza e Serie D, poi Nicola Ferrante, direttore siciliano, mi ha dato la possibilità di giocare a Nocera. Da lì ho incominciato a fare il calciatore. La mia carriera è iniziata a 24 anni".
Magari l'età media ti avrebbe aiutato...
"Forse con questa regola mi sarei fatto conoscere un po' prima, ma sono contrario lo stesso. L'età media abbassa il livello, negli ultimi anni si è visto. Questo perché ci sono giovani validi e giovani non pronti per il professionismo. Se uno è bravo gioca, a 15 anni come a 40.".
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