Foligno, Gregori a TLP: "Vorrei terminare qui la mia carriera"
Abbiamo contattato in esclusiva per TuttoLegaPro.com, Daniele Gregori, capitano classe ’77 del club umbro del Foligno. Il centrale difensivo, prima di tornare a vestire la maglia della squadra della città in cui è nato, ha giocato con Pescara, Como, Genoa e Pro Sesto.
Domenica non siete andati oltre il pareggio contro gli abruzzesi del Lanciano, un tuo commento…
“Sicuramente per come è maturato il risultato è stato un punto guadagnato. Faceva troppo caldo, inoltre per molti nostri giovani è stato l’esordio fra i “Pro” e un po’ questo ha influito; comunque abbiamo meritato il pareggio”.
Questa sarà la tua terza stagione nella tua Foligno, quali sono le tue sensazioni sul campionato?
“Siamo una squadra molto giovane, probabilmente quella con l’età media più bassa dell’intera Lega Pro, e per noi la salvezza sarà come vincere il campionato. I giovani della nostra rosa sono molto interessanti e tutto potrà accadere”.
Cosa significa per te essere Capitano della squadra della tua città?
“Sicuramente è una doppia soddisfazione. Sono stato capitano anche alla Pro Sesto ma non è stata la stessa cosa: esserlo qui a Foligno è motivo di vanto e mi da molti stimoli. E’ una responsabilità che accetto molto volentieri e mi piacerebbe terminare la carriera qui, se possibile. Naturalmente spero che la società punti ancora su di me nonostante la politica del club sia quella di puntare sui giovani”.
Una volta appese le scarpette al chiodo, sai già cosa ti piacerebbe fare?
“Mi piacerebbe molto allenare, ma è un mestiere difficile. Vorrei avere la possibilità di iniziare con le giovanili per poi decidere…”.
Quale episodio della tua carriera ricordi con maggior affetto?
“Gli episodi che ricordo più intensamente sono due: uno è la vittoria del campionato di Serie B a Como; l’altro è la vittoria della scorsa stagione nel derby a Perugia che ci ha dato la salvezza diretta: questa è la gara che mi porterò più nel cuore”.
Invece, qual’è quello più brutto?
“Sicuramente il fallimento a Como. Ero all’apice della mia carriera e mi sono trovato senza squadra. La crisi nel calcio era appena iniziata e, così, sono dovuto ripartire dalla C1. E’ stato un momento difficile anche dal punto di vista mentale, oltre che sportivo”.
Infine, so che sei anche impegnato nel sociale, che ci puoi dire riguardo Live Onlus?
“Live è un’iniziativa bellissima, tra i soci fondatori dell'ente benefico c’è anche un mio ex compagno di squadra, Alessandro Lambrughi (ora al Livorno, ndr). In Associazione si fanno le cose con serietà e con il cuore. Da parte mia è solo un piccolo contributo (Gregori dona spesso la sua maglia indossata, che poi viene piazzata in asta benefica, ndr), ma lo faccio con piacere dato che aiutare chi ha bisogno fa sempre bene. Personalmente spero che Live Onlus possa prendere sempre più piede grazie alla pubblicità ed ai mezzi di comunicazione”.
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