L'Aquila, Pagliari a TLP: "Le feste programmate mi terrorizzano. Ma domani voglio esultare con mio fratello Dino"
Nella nostra intervista esclusiva, noi di TuttoLegaPro.com abbiamo trovato un Giovanni Pagliari tranquillo, consapevole degli ostacoli che la finale playoff di domani col Teramo riserverà a L'Aquila. Perché se l'1-0 dell'andata in terra teramana costituisce un grosso vantaggio per i rossoblu, quasi un'ipoteca alla promozione, è anche vero che nulla va dato per scontato. Pagliari ce lo ha ripetuto più volte, esplicitando la consapevolezza che solo col giusto atteggiamento mentale L'Aquila respingerà gli assalti dei rivali biancorossi e conquisterà la Prima Divisione. Segue l'intervista completa al tecnico 51enne, ex - tra le altre - di Monza, Trapani, Carrarese, Frosinone, Perugia e Foligno.
La dirigenza rossoblu l'ha chiamata ad inizio aprile per dare una scossa all'ambiente e lei ci è riuscito appieno: come ha fatto?
"Beh, ciò che mi riempie il cuore di gioia è che quando sono arrivato io c'erano 700/800 persone allo stadio, mentre in questa settimana sono stati polverizzati 5.000 biglietti. Ho semplicemente messo un po' di ordine e regole, e dato motivazioni a gente che sa giocare a calcio: se la squadra è arrivata a questo punto è perché ha valori tecnici importanti. Però ora dobbiamo arrivare assolutamente all'obiettivo".
Come descriverebbe l'impatto avuto con L'Aquila? Una città che ha sofferto molto, sia calcisticamente che in ambiti ben più seri
"Io sono da oltre 20 anni nel calcio e questa è l'esperienza umana più pesante che abbia mai vissuto. A me piace conoscere le città dove lavoro, e vedere una città fantasma, distrutta dal terremoto e ancora in difficoltà con la ricostruzione, mi fa comprendere in parte cosa hanno passato gli aquilani".
Ma voi siete vicini a regalare una grande gioia a tutto l'ambiente. Quanto vicini secondo lei?
"Non riesco a fare percentuali, perché in questi anni ho visto partite cambiare per un tiro. Io confido nella voglia e nella serietà della città e dei ragazzi. In una situazione come questa, dopo aver vinto a Teramo, è ancor più importante curare i minimi particolari. Possiamo essere vicinissimi alla Prima Divisione, ma non è detto che domenica saremo lontani: basta un gol subìto per sconvolgere tutto".
Guardando alla sua carriera non ha un grande rapporto coi playoff...
"Si, meglio lasciar perdere quel tasto...non ne ho voluto parlare neanche coi tuoi colleghi, per scaramanzia".
E allora non parliamone e ci confessi cosa teme più di tutto della partita di domenica?
"Sono un po' terrorizzato dalle feste programmate. Faccio di tutto perché si tramutino in feste reali, ma nulla è così scontato. Sarà fondamentale l'aspetto mentale, la capacità di non pensare all'andata. Se per un verso sono felice di questo clima di festa, dall'altra parte aspetto domenica per festeggiare. Poi se tutto andrà a buon fine sarò il primo matto a fare casino, ma per ora il nostro deve essere un profilo basso".
Questo è anche un invito a non illudersi per i tifosi che riempiranno il Fattori?
"No, è più che altro un messaggio alla squadra, ma loro lo sanno visto che siamo in ritiro. I tifosi, soprattutto a L'Aquila, hanno il diritto di essere allegri e venire in massa a un evento che può dare una gioia a una città martoriata e reduce da tante tristezze. Vincere qui, per me, sarebbe motivo di orgoglio, qualcosa di spettacolare".
Cosa può anticiparci riguardo alla formazione che scenderà in campo?
"Sarà la stessa di domenica. L'unica variazione sarà dovuta al fatto che Petta è squalificato: al suo posto giocherà Ligorio".
In caso di promozione, la sua permanenza a L'Aquila scatterebbe automatica?
"No, ho un buon rapporto con la società e il direttore ma prima di tutto devo pensare a domenica. E anche in caso di promozione non è detto che sia scontata la mia permanenza: io devo essere felice dove rimango e conservo la possibilità di scegliere. Certo che da domenica dipenderanno molte delle scelte future, ma io sul contratto non ho voluto nessuna opzione".
In Prima Divisione potrebbe non trovare suo fratello Dino, anch'egli vicino alla promozione col suo Pisa. Sarà festa doppia in casa Pagliari?
"Me lo auguro, se succedesse ci sarebbe da ubriacarsi domenica sera. Anche Dino ce la metterà tutta e io spero di festeggiare con lui".
Come vede Latina-Pisa?
"La vedo difficile, come vedo difficili tutte le altre tre finali, inclusa la nostra. La storia lo dimostra, nel ritorno dei playoff può succedere di tutto. Quando l'andata finisce 0-0, poi, al ritorno basta davvero un tiro per cambiare tutto".
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