Macalli a TLP: "Dispiaciuto dalle critiche di Petrucci, ma ha offeso gli 85 presidenti di Lega Pro"

Macalli a TLP: "Dispiaciuto dalle critiche di Petrucci, ma ha offeso gli 85 presidenti di Lega Pro"TMW/TuttoC.com
Mario Macalli
© foto di Federico De Luca
martedì 8 febbraio 2011, 20:00Interviste ESCLUSIVE
di Valeria Debbia
"Quello che è stato detto dalla Lega di Serie A non ha nessuna importanza per noi, in quanto non hanno rispettato neanche una legge dello stato. Stiano zitti che è meglio!"

Abbiamo contattato in esclusiva per TuttoLegaPro.com il presidente della Lega Pro, Mario Macalli per avere un suo commento a caldo sulle critiche ricevute dal presidente del Coni Gianni Petrucci e dal presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta, dopo la pubblicazione sui giornali da parte della Lega Pro di una pagina contenente accuse sulla trasparenza della legge sugli stadi e i diritti televisivi.

Presidente, cosa risponde alle critiche che le sono state mosse?
"Io con il presidente del Coni ho parlato al telefono ieri e non mi aveva detto nulla. Noi non abbiamo né offeso né minacciato nessuno. Noi siamo gente che vive nel rispetto delle istituzioni. Il presidente del Coni avrebbe dovuto intervenire sul fatto che il signor Beretta e i suoi colleghi da sei-sette mesi non partecipano al Consiglio Federale: questa è un'offesa che viene fatta a me e a tutta la federazione. Mi dispiace per ciò che è stato detto dal presidente del Coni, quello invece che è stato detto dalla Lega di Serie A non ha nessuna importanza per noi, in quanto non hanno rispettato neanche una legge dello stato. Stiano zitti che è meglio".



Il presidente Beretta ha parlato di "critiche del tutto infondate".
"Benissimo, bravo! Lo dimostrerà davanti al Collegio Arbitrale se sono infondate o no. Noi non abbiamo le lobby che vanno in Parlamento a far approvare le aree edificabili: noi stiamo a casa nostra. Noi vogliamo fare le cose pulite: punto e basta! Quello che ci aspetta, ci aspetta; quello che non ci aspetta, non ci aspetta. Poi facciano quello che vogliono, ma qui c'è una legge dello stato che dal 2008 non viene osservata. L'unica cosa certa è questa: il resto sono solo delle chiacchiere, fatte da gente che ne fa anche troppe e che non rispetta mai gli impegni. Non ci impressionano comunque. Mi dispiace che lo dica il presidente Petrucci, ma che lo dica Beretta non mi interessa".

Il presidente Petrucci ha anche aggiunto che la vostra minaccia di sciopero "non fa paura e non cambia niente".
"Ha offeso 85 presidenti. Penso che sia un'offesa per gli 85 presidenti che mettono soldi nel mondo del calcio. Dire che tanto è lo stesso e che non gliene frega niente, mi pare che sia un'offesa non tanto verso di me, ma verso gli 85 presidenti. Ma siamo abituati: non ci aspettiamo nulla. Ci aspettiamo solo di vincere le nostre battaglie dal punto di vista giuridico-legale e del buon senso. Le nostre società sono buone solo quando devono essere penalizzate e continuano - giustamente! - a penalizzarle. Se non si rispettano le regole, è giusto perché ci sono dei doveri. Ma tutti dimenticano una cosa: queste società hanno dei diritti, ma quando si tratta dei diritti non interviene nessuno per farli rispettare e allora intervengo io. Se io sapessi quanti soldi mi devono... Io sono creditore di molti soldi e se sapessi quanti sono, io dal primo di luglio avrei fatturizzato queste somme e le avrei date alle mie società e forse qualcuna di esse non avrebbe neanche preso le penalità, quindi non ci devono insegnare proprio niente. Noi siamo di un'altra scuola: quella del cuore. Siamo persone che vogliono bene a questo mondo e si impegnano perché questo mondo riesca ad andare meglio - anche se è difficile! - però ci mettiamo il cuore e la passione. Loro non ci mettono nulla. Siamo orgogliosi di fare quello che facciamo: il resto non ci interessa e non ci toccano".