Matteo Cavagna a TLP: "Lecco, possiamo fare il miracolo. Poi penserò al mio futuro"

Matteo Cavagna a TLP: "Lecco, possiamo fare il miracolo. Poi penserò al mio futuro"TMW/TuttoC.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
mercoledì 14 marzo 2012, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Claudio Gallaro

Una sua doppietta è servita per battere il San Marino e alimentare le speranze di salvezza del Lecco. Stiamo parlando dell'esterno offensivo Matteo Cavagna, che in un'intervista esclusiva per TuttoLegaPro.com racconta i motivi della scelta di abbracciare il progetto del club bluceleste, nonostante il pressante corteggiamento da parte di numerosi club di 1^ Divisione e Serie B. Conservare il professionismo per una società storica come quella lombarda è una missione difficile, ma non impossibile. E se nella prossima stagione vedremo ancora il Lecco in Lega Pro gran parte del merito sarà del ragazzo bergamasco.

Matteo, una doppietta per battere il San Marino, una doppietta per continuare a sperare nella salvezza. Raccontaci i novanta minuti contro i titani…

"Per noi la partita di domenica era l'ultima spiaggia. Quando sei in una situazione di classifica così difficile le motivazioni in contano moltissimo e la nostra risposta sul campo ci fa ancora sperare nel miracolo salvezza".

Perchè hai scelto Lecco, una piazza sicuramente storica, ma in una situazione di classifica critica?

"Nonostante le tante difficoltà incontrate in questa avventura, parlo sul piano sportivo, credo che la scelta di giocare a Lecco sia stata azzeccata. Qui c'è un buon progetto e si parla di una piazza molto rispettata e importante. Poi sulla mia scelta ha anche influito una motivazione personale: volevo avvicinarmi a casa (Cavagna è di Bergamo, ndr) e stare accanto a mia moglie, che tra qualche mese mi renderà padre".

A gennaio sei stato cercato da tante società di 1^ Divisione (Ternana, Monza, Cremonese, ndr), su di te ci sono anche gli occhi della Serie B, ma ti sei legato al Lecco per due anni: onorerai il contratto coi blucelesti oppure ti senti pronto per il salto di categoria e la consacrazione definitiva?

"In questo momento non penso assolutamente a questo. Sono focalizzato al 100% su queste ultime 8 partite. Al futuro guarderò più avanti con la massima tranquillità e in sintonia col mio procuratore. Quello che più mi preme adesso è tentare di salvare il Lecco, una società che non merita di uscire dal palcoscenico del professionismo".

Matteo, raccontaci chi sei dentro e fuori dal campo…

"Nella vita privata sono una persona normalissima, mi circondo delle persone a me più care; sul campo invece sono più irrequieto, però in tutto quello che faccio metto sempre tanta voglia e passione".

Cosa ti fa pensare che il Lecco possa salvarsi?

"Da fuori sembrerà impossibile credere nella salvezza. Però quando guardo negli occhi tutti i miei compagni, vedo calciatori carichi, che fanno questa categoria da molti anni e che hanno lo spirito giusto per compiere quello che sarebbe un vero e proprio miracolo sportivo".

A guidare questa mission impossible è stato chiamato Giacomo Modica, tecnico combattivo capace di salvare una realtà piccola come Celano. Cosa vi ha trasmesso il nuovo mister dal suo arrivo?

"Sarò breve. Il mister è una bravissima persona ed è fondamentale per noi".

Domenica affrontate il Santarcangelo, una matricola terribile che domenica ha asfaltato la Giacomense. Cosa servirà per compiere l’impresa in Emilia?

"Per fare risultato anche domenica credo servirà continuità di gioco, ritmo e concentrazione per tutti i novanta minuti. Giocare come se fosse una finale ci aiuterà a dare il meglio di noi stessi".